Senza lavoro. Disoccupazione al 6,7%: in salita dopo 9 anni

Giovani disoccupati in fila

Dopo nove anni di “ininterrotta diminuzione”, che proseguiva dal 1999, il numero dei senza lavoro torna a crescere. Il tasso di disoccupazione nel quarto trimestre del 2008 sale al 7,1% contro il 6,6% dello stesso periodo 2007. Il dato è stato fornito dall’Istat (qui il documento in .pdf) che segnala anche come il numero delle persone in cerca di occupazione registri il quarto aumento tendenziale consecutivo, portandosi a 1.775.000 unità.

Nel 2008 il tasso di disoccupazione risulta così pari al 6,7% contro il 6,1% del 2007: si tratta del primo incremento dal 1999. Nella media dell’anno, le persone in cerca di occupazione aumentano del 12,3%, pari a 186.000 unità. Tra ottobre e dicembre 2008 la crescita del numero delle persone in cerca di occupazione interessa nella quasi totalità la componente maschile (15,1%, pari a 118.000 unità) e in misura del tutto ridotta quella femminile (0,2%, pari a 2.000 unità). L’allargamento dell’area della disoccupazione riguarda gli uomini ex-occupati non solo, come nel precedente trimestre, nelle regioni settentrionali (+64.000 unità) e centrali (+21.000 unità) ma anche in quelle meridionali (+32.000). Per quanto riguarda il tasso di disoccupazione, nel quarto trimestre, aumenta rispetto a un anno prima di 0,8 punti percentuali per gli uomini mentre scende di 0,1 punti percentuali per le donne, posizionandosi rispettivamente al 6 e all’8,6%.

Nel Nord l’innalzamento dell’indicatore (dal 3,8 al 4,3%) riguarda sia gli uomini sia le donne; nel Centro il tasso di disoccupazione si porta al 6,3% dal 6,1 di un anno prima, a sintesi di una crescita per la componente maschile e di una stabilità per quella femminile. Nel Mezzogiorno il rapporto tra le persone in cerca di occupazione e le forze di lavoro risulta pari al 12,3%, cinque decimi di punto in più rispetto al quarto trimestre 2007. La crescita riguarda esclusivamente gli uomini. Per gli stranieri il tasso si attesta all’8,8% (6,8% per gli uomini e 11,5% per le donne). Il numero di inattivi in età compresa tra i 15 e i 64 anni scende nel Nord (-0,3%, pari a -14.000 unità) e in misura più evidente nel Centro (-1,5%, pari a -38.000 unità), dove interessa entrambe le componenti di genere. Nel Mezzogiorno il numero degli inattivi aumenta nuovamente (2,3%, pari a 149.000 unità).

Nel quarto trimestre del 2008 il numero di occupati si è attestato a 23.349.000 unità, lo 0,1% in più rispetto allo stesso periodo del 2007 (pari a 24.000 unità), ai minimi da 13 anni. L’Istat precisa che il dato segnala «una sostanziale interruzione della crescita su base annua». Il risultato, spiega l’Istat, è sintesi di una dinamica ancora positiva nel Nord e nel Centro, dove risulta determinante il contributo fornito dai lavoratori stranieri, e fortemente negativa nel Mezzogiorno con una discesa tendenziale dell’1,9%, pari a -126.000 unità. In termini destagionalizzati e in confronto al terzo trimestre 2008, l’occupazione nell’insieme del territorio nazionale registra una flessione pari allo 0,2%. Il tasso di occupazione della popolazione tra 15 e 64 anni è sceso di tre decimi di punto rispetto al quarto trimestre 2007, portandosi al 58,5%. Il numero delle persone in cerca di occupazione registra il quarto aumento tendenziale consecutivo, spiega l’Istat, portandosi a 1.775.000 unità (+120.000 unità, pari al +7,3% rispetto al quarto trimestre 2007).

Raddoppia poi il numero di cassintegrati nell’industria nel quarto trimestre 2008. Gli occupati che dichiarano di non avere lavorato, nella settimana di riferimento dell’indagine, o di avere svolto un numero di ore inferiore alla norma perchè in Cassa integrazione guadagni, segnala l’Istat, sono passati da 53 mila del corrispondente trimestre 2007 a 115.000.

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Commenti

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Il 20 Marzo 2009 alle 20:55 vincenzoaliascontadino ha scritto:

Io credo che l’euro ha creati altri problemi complicando la vita che lo sa solo il single che fa la spesa come la massaia che al mercato, negozi o supermercati! Ma la cosa eclatante, sono le piccole e grandi cose che, tutti subiamo in città quasi da sempre e nel sud diventato dramma! Mi riferisco che è vero che ce la disoccupazione, come saprete al Nord, tutti rifiutavano, lavori utili ed umili, cosa che fui testimone come Sindacalista e Amministratore. Tutti i giorni dovevo assistere a diverbi e lamentele, poiché quando toccava un lavoretto semplice, era colpo di Stato, pronto il Sindacato a risolvere: ecco lo spopolare dei fannulloni che il Ministro Brunetta ha dato una tagliata del 50%! L’euro ha inciso a fare crescere le tariffe giuste, raddoppiandole: il parrucchiere che aumenta del 50%, il muratore che prendeva 50/100 mila lire l’ora, oggi superano le 120 euro, che non è la stessa cosa. Contadini, che se devono comprare le sementi li paga il triplo della vendita dei suoi prodotti, mentre il pane e farina, sono Re e Regina al top. Ora mi spiegate come il Governo può Legiferare se non ha mezzi di rapidità? Servono i DL, ma Napolitano un po’ di parte reclama, Fini pure per ovvi motivi, la Sinistra che col flop di Woterloo e dell’inutile Franceschini ch’era suo vice peggio di così, non si può ricavare un ragno dal buco? (mia foto, su Facebook con vedova nera scovata con macete!) Berlusconi l’ha cantato chiaro come fare, col Premierato, poiché una volta eletto all’Obama, chiunque, può Governare le difficoltà: oggi ha il volante, stanza di pilotaggio e un motore dimezzato e in più deficit do 2000e, eredità Sinistrata, per non dimenticare i richiami dal trattato di Maastricht, a cui dobbiamo rispettare: questo regalino Prodi e Sinistra che sonnecchiavano in cerca della cosa!vincenzoaliasilcontadino@gmail.com Matera.

Il 29 Marzo 2009 alle 19:39 Dall’altro lato della crisi, c’è un’Italia che assume » Panorama.it - Economia ha scritto:

[...] C’è un’Italia che taglia posti di lavoro, ma c’è anche un’Italia che potenzia gli organici. Come dimostra l’iniziativa di Panorama in collaborazione con la HrCommunity Academy, un network che raggruppa circa 5 mila persone fra amministratori delegati e responsabili delle risorse umane: 10 mila offerte di lavoro, raccolte in quattro inserti a partire da questa settimana. Prova che molte aziende non hanno perso la voglia di reagire. Certo, è innegabile che la crisi comincia a mordere seriamente. L’Istat ha appena confermato che nel 2008, dopo 9 anni di continuo calo, la disoccupazione è salita al 6,7 per cento. E ogni giorno che passa il quadro si fa più scuro. Secondo l’Inps, tra gennaio e febbraio 370.561 lavoratori hanno perso il posto e hanno presentato la domanda di indennità di disoccupazione. Il 46 per cento in più rispetto allo scorso anno. Ma esiste anche un’altra faccia della medaglia, più nascosta e difficile da identificare per ogni aspirante occupato, che Panorama ha scelto di mettere in luce, pubblicando un elenco dei posti in offerta, cui si aggiungono consigli pratici su come iniziare una nuova avventura professionale. Per esempio come scrivere correttamente un curriculum, o prepararsi al colloquio di lavoro. Eccesso di ottimismo? Dice Giuseppe Roma, direttore del Censis: “L’economia di tutto il mondo vive tempi drammatici e questo oscura le aree positive che pure esistono. La struttura produttiva italiana, che comprende molte piccole aziende e una forte rete cooperativa, in qualche modo ci sta salvando rispetto ad altri paesi”. Ci sono anche i numeri che lo provano. Conferma Nicola Rossi, country manager per l’Italia della Monster, specializzata nella ricerca di personale sul web: “Nei tempi d’oro sfioravamo le 35-40 mila proposte, ma ancora oggi, in piena recessione, abbiamo 25 mila offerte di impiego, dallo stagista al quadro”. C’è un settore che cerca migliaia di operai specializzati e non li trova. Spiega Marco Colombo, presidente giovani imprenditori della Confartigianato, un universo di 150 mila aziende: “Nel 2008 le imprese guidate da titolari under 40 hanno creato 160 mila nuovi posti, altri 50 mila sono però rimasti scoperti e sarebbero ancora disponibili”. Motivo? “I giovani snobbano l’impresa artigiana, pensano ad esempio all’idraulico che aggiusta il rubinetto ignorando che oggi siamo al cyberidraulico, che sa di domotica e si occupa di impianti sofisticati e può guadagnare anche 1.800 euro netti al mese”. Del resto, se il lavoro si può trovare, spesso bisogna scordarsi la grande azienda internazionale. Perché, come sottolinea Francesca Contardi della società di selezione Page Personnel, “a fermare le assunzioni sono soprattutto le filiali delle multinazionali estere”. In Italia magari vanno benino o bene, ma hanno problemi su altri mercati e così dalla casamadre è arrivato l’ordine di chiudere i cancelli. Anche sul tipo di contratto c’è poco da fare i difficili. Sebbene la situazione stia confermando che gli assunti a tempo o come interinali sono i primi a essere lasciati a casa, spesso non c’è alternativa. “Ormai diplomi e lauree sono considerati una commodity, materia prima comune, mentre sempre più le aziende cercano la testa giusta, che significa cultura vincente, orientamento al risultato e non solo allo sforzo, spirito di adattamento. E prima di assumere, tanto più in una congiuntura difficile, vogliono conoscere le persone” avverte Marco Ceresa, amministratore della Randstad Italia, agenzia di lavoro interinale. Quanto all’ipotesi che un contratto a tempo si trasformi in indeterminato, non sempre è una favola. Alla McDonald’s Italia, per esempio, il 17 per cento dei 13 mila addetti ha contratti di apprendistato che, sostiene la società, allo scadere vengono convertiti nel 99 per cento dei casi a tempo indeterminato. Insomma, è difficile ma accade. Così come è difficile trovare una collocazione vicino a casa se si vive nel Nord-Est piuttosto che nel Milanese o in Piemonte, ma è relativamente più probabile se si guarda alle più vivaci Emilia-Romagna, Toscana e Lazio. Sostiene il presidente dell’Unione industriali romani Aurelio Regina, 2.500 aziende associate e 170 mila dipendenti: “Roma ha peculiarità che le consentono di soffrire meno della crisi. È prima in Italia nei servizi, e penso a quelli dell’alta tecnologia, come i treni; è prima nelle costruzioni, rappresenta il 30 per cento dell’industria multimediale in Italia, ha campi di eccellenza come l’aerospaziale, ospita i quartier generali dei principali operatori energetici”. Tutti settori, ricorda Regina, dove si continua a investire e ci sono prospettive di crescita anche per l’occupazione. L’Eni per esempio ha pianificato di assumere circa 900 persone nel triennio 2009-2011: nel mirino soprattutto ingegneri, da collocare nella divisione esplorativa e produzione di petrolio nel mondo. Mentre l’Enel sempre nel triennio assumerà 3 mila persone, di cui 1.400 nelle sedi estere, selezionando personale italiano. Aggiunge Pietro Valdes, direttore della società di ricerca del personale Michael Page: “L’energia, in particolare quella rinnovabile, è la star del momento, tanto che nei primi mesi del 2009 abbiamo raddoppiato le ricerche rispetto allo scorso anno. Però si sta muovendo anche il nucleare”. L’Enel, che è già attiva nel nucleare in Slovacchia, Francia e Spagna, sta iniziando infatti a reclutare professionalità per sviluppare progetti anche in Italia. Non c’è solo l’energia a movimentare il mercato del lavoro. Secondo gli operatori della selezione, sono “compratori” di nuovi addetti a vari livelli anche la distribuzione discount, l’impiantistica industriale, la salute, la farmaceutica, la consulenza, il turismo. Alla Costa Crociere solo nel 2009, in vista del varo di due nuove navi, attraverso dei master gratuiti formeranno e quindi assumeranno 540 persone, con compiti di animatore, addetti al servizio clienti e alle escursioni, allievi cuochi e tecnici luci e suoni. E se l’automotive, le macchine utensili e il tessile in generale segnano un profondo rosso, non mancano le eccezioni. “Nel 2009 apriremo 30 nuovi punti vendita e assumeremo un centinaio di persone, gestori di negozio e venditori, che si aggiungeranno ai circa 300 dipendenti” dichiara Fabio Candido, imprenditore siciliano titolare della Fenicia, che nel 2004 ha lanciato il progetto Camicissima, una rete di negozi dove le camicie sono vendute a pacchi di quattro a 99,9 euro. Perché in questo momento anche in ambiti colpiti dal taglio dei consumi chi offre un prodotto-servizio di qualità a un prezzo contenuto riesce a cavarsela. È il caso della McDonald’s, che per il 2009 prevede 1.200 assunzioni, di cui 1.000 da nuove aperture. O della Decathlon, catena di abbigliamento e articoli sportivi (foto in alto). “Il posizionamento sul low cost ci consente di continuare a crescere” dice Fabio Sechi, responsabile risorse umane in Italia della società (51 negozi e 4 mila dipendenti), che nel 2009 conta di aprire altri 8 magazzini e va a caccia soprattutto di venditori e addetti alle casse. “Un’ottima opportunità per giovani universitari, che spesso dopo l’esperienza a tempo sono richiamati in via definitiva”. Per i meno giovani, per esempio i manager sulla cinquantina, la situazione è molto più complessa. Ma anche qui c’è chi ha delle proposte. L’Unione industriali di Roma sta studiando con la Federmanager un piano per favorire il travaso dei dirigenti senior espulsi dalle grandi imprese verso le piccole e medie. E poi ci sono i contratti come manager a tempo. “Svariati fondi di private equity hanno rilevato aziende da rilanciare e cercano persone con esperienza, in particolare nella finanza e controllo” spiega Maurizia Villa, amministratore delegato della Heidrick & Struggles, società di cacciatori di teste che sta costituendo anche in Italia una nuova divisione “interim”. Del resto, giovani o meno, ci sono due figure per le quali non manca la domanda: i venditori, o comunque le persone che ruotano attorno alla vendita, e i finanziari, dall’addetto al recupero crediti al controller, al direttore finanziario. Perché oggi più che mai i conti, quelli veri, devono tornare. [...]

Il 29 Marzo 2009 alle 19:51 Dall’altro lato della crisi, c’è un’Italia che assume - GREG NOTIZIE ha scritto:

[...] C’è un’Italia che taglia posti di lavoro, ma c’è anche un’Italia che potenzia gli organici. Come dimostra l’iniziativa di Panorama in collaborazione con la HrCommunity Academy, un network che raggruppa circa 5 mila persone fra amministratori delegati e responsabili delle risorse umane: 10 mila offerte di lavoro, raccolte in quattro inserti a partire da questa settimana. Prova che molte aziende non hanno perso la voglia di reagire. Certo, è innegabile che la crisi comincia a mordere seriamente. L’Istat ha appena confermato che nel 2008, dopo 9 anni di continuo calo, la disoccupazione è salita al 6,7 per cento. E ogni giorno che passa il quadro si fa più scuro. Secondo l’Inps, tra gennaio e febbraio 370.561 lavoratori hanno perso il posto e hanno presentato la domanda di indennità di disoccupazione. Il 46 per cento in più rispetto allo scorso anno. Ma esiste anche un’altra faccia della medaglia, più nascosta e difficile da identificare per ogni aspirante occupato, che Panorama ha scelto di mettere in luce, pubblicando un elenco dei posti in offerta, cui si aggiungono consigli pratici su come iniziare una nuova avventura professionale. Per esempio come scrivere correttamente un curriculum, o prepararsi al colloquio di lavoro. Eccesso di ottimismo? Dice Giuseppe Roma, direttore del Censis: “L’economia di tutto il mondo vive tempi drammatici e questo oscura le aree positive che pure esistono. La struttura produttiva italiana, che comprende molte piccole aziende e una forte rete cooperativa, in qualche modo ci sta salvando rispetto ad altri paesi”. Ci sono anche i numeri che lo provano. Conferma Nicola Rossi, country manager per l’Italia della Monster, specializzata nella ricerca di personale sul web: “Nei tempi d’oro sfioravamo le 35-40 mila proposte, ma ancora oggi, in piena recessione, abbiamo 25 mila offerte di impiego, dallo stagista al quadro”. C’è un settore che cerca migliaia di operai specializzati e non li trova. Spiega Marco Colombo, presidente giovani imprenditori della Confartigianato, un universo di 150 mila aziende: “Nel 2008 le imprese guidate da [continua...] Per leggere tutto l’articolo vai al sito ufficale Notizie, Settimanali [...]

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Giampiero Cantoni
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