Riparte il “Circus” della F1: regole incerte, novità tante, soldi pochi

formula1

Rombano i motori a Melbourne, in Australia. Riparte la stagione di Formula uno, il grande “Circus”. Le prove hanno evidenziato due verità. La prima è che vanno forte le macchine contestate dagli avversari per i diffusori posteriori: Brawn GP, Williams e Toyota. Se ne riparlerà dopo il Gran premio della Malesia, quindi fino al 14 aprile si rischia di correre “sub iudice“.

Poi, seconda verità: i duellanti Ferrari e Mc Laren-Mercedes, che negli ultimi anni hanno battagliato per la vittoria finale, ora arrancano. In attesa della gara che scatterà domenica mattina quando in Italia saranno le 08,00 (qui la programmazione di Sky e della Rai), la stagione appena cominciata è stata definita da molti “l’anno zero della Formula uno”. Quella, per intenderci, del corposo taglio dei costi e della crisi economica. “Noi siamo in mezzo e dobbiamo contribuire al taglio delle spese”, dice Flavio Briatore, team manager Renault, uno che i conti è abituato a farli. Soprattutto davanti a un giochino che tra budget, ingaggi, diritti d’immagine, marketing, muove 2 miliardi di euro a stagione. Il team francese è stato il primo a rinegoziare gli stipendi dei propri piloti, Fernando Alonso e Nelsiño Piquet. Sull’entità del taglio c’è riserbo, ma Alonso non patirà troppo, visto che è il secondo pilota più pagato coi suoi 20 milioni di euro a stagione. Più sofferto si prospetta, invece, il taglio a Piquet jr, che guadagna poco meno di 4 milioni.

Del resto, quella dei costi da tagliare è storia vecchia. Va detto però che nell’ultimo anno le avvisaglie della crisi hanno costretto a riflessioni più serie. Nel 2008 è stata la Super Aguri, team satellite della Honda, a dare l’addio a stagione in corso e a dicembre il forfait è poi arrivato dalla casa madre che fino all’anno passato vantava il quarto budget del circus (314,9 milioni di dollari). L’addio della Honda è stato un duro colpo per l’ambiente. Da qui sono partite le nuove iniziative della Federazione internazionale automobilistica (Fia) volte a spendere meno. Si spiegano così il limite di 8 motori che ogni pilota potrà utilizzare nel corso dell’anno, le nuove norme sul congelamento nello sviluppo dei motori, i limiti all’uso delle gallerie del vento e la cancellazione dei test stagionali. Non va poi dimenticata la “trovata” di Max Mosley di aumentare del 500 per cento il costo della superlicenza che i piloti devono avere per correre. Oggi un pilota deve pagare 10 mila euro di base e 2 mila euro a punto conquistato. Prima i prezzi erano più abbordabili: 1.690 euro di base e 477 euro a punto. Da qui la richiesta dei piloti di adeguarsi alla crisi e la promessa di Mosley di calmierare i prezzi .Ma a partire dal 2010.

Ma quanto costa a un team vincere un mondiale? In media 135 milioni di euro, una cifra quattro volte più alta del budget deciso dalla Fia a partire dal 2010. Secondo l’analisi dell’agenzia bolognese StageUp-Sport&Leisure Business, nel 2008 è stata la Ferrari la scuderia più efficiente in termini di costi sulla base dei risultati ottenuti: le otto vittorie della stagione scorsa sono costate a Maranello 41 milioni l’una contro i 57,1 milioni spesi dalla McLaren e i 101,4 milioni della Toro Rosso. I 290 milioni spesi dalla Bmw Sauber sono valsi una sola vittoria. I 702 punti assegnati sono costati in media 3,5 milioni ciascuno. Anche in questo caso la Ferrari con 1,9 milioni a punto è stata la scuderia che ha speso meno. Seguono la Bmw Sauber con 2,1 milioni a punto e la McLaren con 2,3 milioni. Fra le maggiori delusioni della stagione scorsa in termini di efficienza costi - risultati si distinguono Honda e Toyota: la prima ha sostenuto una spesa di 22,5 milioni per punto, la seconda di 6,3 milioni. Le sponsorizzazioni che hanno contribuito maggiormente nel 2008 a coprire i costi di gestione provengono da aziende di telecomunicazione, capaci di spendere circa 180 milioni, e da quelle della finanza per oltre 100 milioni (maggiori informazioni nel documento in pdf).

Tra cambi regolamentari dell’ultimo minuto, soldi e ricorsi questa Formula uno è diventata davvero un “circo”: interessa ancora a qualcuno quello che succede in pista?

LEGGI ANCHE: La Ferrari si rifà il look sul web. Guarda la GALLERY del Circus di F1

Commenti

Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.

Il 18 Maggio 2009 alle 12:20 Formula zero business: niente accordo con Mosley. La Ferrari ricorre in tribunale » Panorama.it - Economia ha scritto:

[...] Nonostante la crisi abbia costretto già una riduzione dei costi in Formula uno e si siano verificati l’abbandono prima della Super Aguri poi della Honda, (salvata da Ross Brawn e attuale leader del mondiale con le quattro vittorie di Jenson Button), i soldi restano al centro dei movimenti del Circus. Stage Up - Sport &Leisure Business stima che il valore dei diritti commerciali sia di 550 milioni di euro; di questi, il 50 per cento finisce nelle casse di Ecclestone, il rimanente viene diviso fra le scuderie. Inoltre una recente ricerca ha calcolato che i 17 Gran premi producono un fatturato medio di 229 milioni di dollari per evento quasi 10 volte le partite del football americano della National football league che generano 24 milioni di dollari per partita. Nessuno vuole cedere. La Ferrari, ancora a secco in pista, cerca una vittoria in tribunale. E la Formula Uno attende di conoscere il suo futuro. [...]

Devi aver fatto log-in per inserire un commento.


richard-branson




Giampiero Cantoni
rossi-spalla Viviana Da Busti
segui panorama su twitter

 
 
 
 
assicurazione.it Risparmia fino a 500€
mutui.it Risparmia fino a 15.000€
prestiti.it Risparmia fino a 2.000€
 
  • Aspettando Sanremo
  • Calendari
  • Panorama su iPad
  • Cerca casa
  • Le nostre newsletter
  • Abbonati
  • Meteo
  • Le uscite al cinema
  • Viaggio nell'antico Egitto
    Immobiliare.it
    Case  |  Uffici  |  Case Vacanza

    Provincia
    Tipologia
  • R101
  • Promozione

  • Abbonati subito a Panorama!