
Saracinesche aperte anche di domenica. Per combattere la crisi e far ripartire i consumi, gli esercenti devono mettersi al passo con le abitudini dei lavoratori di oggi. È aumentata, infatti, la percentuale di chi compra il fine settimana, perché non ha tempo negli altri giorni: nel 2006 erano il 54,8% della popolazione, mentre nel 2008 sono il 57,2%. È quanto emerge da uno studio di Cermes – Bocconi, commissionato da Federdistribuzione.
In particolare, nel triennio 2006 – 2008 gli acquisti durante le festività sono cresciuti soprattutto nei supermercati (dal 65,4% al 71,3%) e negli outlet dal (dal 24,6% al 30,5%) e in misura minore nei centri commerciali (dal 56,8% al 59,8%). Anche i piccoli negozi sotto casa sono stati costretti a saltare il riposo domenicale e a seguire i ritmi della grande distribuzione, registrando una crescita degli acquisti domenicali dal 37,8% al 40,2%. “La ricerca fotografa un aumento della richiesta di servizio al settore del commercio e le aperture domenicali rispondono a questo bisogno”, spiega il professor Roberto Ravazzoni, responsabile dell’indagine. “Questo dato dimostra che gli italiani vogliono sempre più che il commercio si adegui velocemente ai loro nuovi stili di vita, che offra loro un vero servizio. Vogliono cioè avere l’opportunità di gestire con la massima libertà il proprio tempo”.
Secondo Federdistribuzione, inoltre, l’effetto economico di una maggiore libertà di apertura nel fine settimana contribuirebbe al rilancio dell’economia. La ricerca ha difatti dimostrato che raddoppiando il numero delle aperture domenicali e festive rispetto alla situazione attuale, i consumi commercializzabili food e no food 2008 crescerebbero complessivamente di 3,96 miliardi di euro, pari ad un incremento dell’1,79%, che equivale ad un’incidenza sul PIL 2008 dello 0,25%. Ma quale soluzione? Una maggiore libertà d’impresa che si modelli sulle particolarità e necessità di un territorio, a detta degli esercenti. “Non chiediamo una deregulation totale e determinare un mondo dove vince solo il più forte: per noi significa creare i presupposti affinché le esigenze delle istituzioni e dei cittadini vengano soddisfatte nel modo più efficiente ed efficace possibile. È questo un appello che rivolgiamo prevalentemente alle Regioni, affinché collaborino all’impostazione di un sistema commerciale moderno e capace di rispondere ai bisogni dei consumatori”, conclude Paolo Barberini, presidente di Federdistribuzione.
- Giovedì 2 Aprile 2009
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Commenti
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Il 4 Aprile 2009 alle 19:58 Libera impresa in libero stato | Camelotdestraideale.it ha scritto:
[...] Dunque, Federdistribuzione - l’associazione che riunisce le imprese che operano nel settore della distribuzione, dai supermercati ai centri commerciali - ha commissionato una ricerca al Cermes dell’Università Bocconi. [...]
Il 16 Gennaio 2010 alle 11:57 Andrea Pugliese » Firenze come New York: negozi aperti durante la notte! ha scritto:
[...] E’ un processo irreversibile secondo me, di cui fa parte anche la proposta lanciata tempo da Federdistribuzione che chiedeva ai negozi di stare aperti la domenica, data la tendenza sempre più diffusa, da parte [...]
Il 8 Settembre 2010 alle 19:36 Silvio, fa’ qualcosa di destra (e di utile per il Paese): privatizza e liberalizza « Camelotdestraideale.it ha scritto:
[...] ambito c’è solo l’imbarazzo della scelta. Dal commercio al dettaglio alla vendita di farmaci; dalla “Grande distribuzione” alla compravendita di benzina; dal “libero saldo in libero stato” al settore dei trasporti: [...]
Il 30 Settembre 2010 alle 22:54 Camelot Destra Ideale ha scritto:
[...] 14) Siamo talmente schiavi del Leviatano, le cui grinfie tutto tengono sotto controllo, che solo ieri l’altro c’è stato concesso d’andare dal barbiere di lunedì: ché prima era vietato; e, ciò che è peggio, ci siamo finanche sentiti in dovere di ringraziarlo per il dono offertoci: scodinzolando come cani festosi dinanzi ad un padrone magnanimo. La domenica, tuttavia, troviamo ancora – in molte Regioni d’Italia – discount e supermercati chiusi: ché il Leviatano è anche cesaropapista, e la domenica è giorno di festa e di preghiera, dunque le botteghe devono restar chiuse. Guai a non rispettare i Comandamenti. E pazienza se tutto ciò ci fa perdere miliardi di euro. [...]
Il 25 Novembre 2011 alle 20:52 Due modeste proposte al professor Monti – Camelot Destra Ideale ha scritto:
[...] si potrebbe partire da una ricerca commissionata, qualche tempo fa, da Federdistribuzione – l’associazione che riunisce le imprese che [...]
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