
Italiani risparmiatori? Dopo la crisi, forse. Ma prima non pare: nel 2008 è cresciuto l’indebitamento delle famiglie italiane, con un vero e proprio boom della cessione del quinto dello stipendio. Ma nell’ultimo trimestre dell’anno scorso (ultimi dati disponibili) il dato sembra calare. Gli ultimi dati Assofin (l’associazione italiana del credito al consumo e immobiliare) relativi al 2008 indicano che la crescita è continua +1,4 % rispetto al 2007, anche se nell’ultimo trimestre si è registrata una lieve diminuzione (-0,3%). Il valore complessivo erogato è pari a circa 60,7 miliardi di euro, corrispondenti a oltre 98,9 milioni di operazioni finanziate tra, prestiti personali finalizzati e non, carte di credito e cessione del quinto dello stipendio. Quest’ultima continua a crescere (+39%), seguono i prestiti personali (+ 11,7%) e carta di credito (+7,2%). Diminusce la percentuale dei prestiti finalizzati (-12,7%), trainati dall’andamento negativo del settore motocicli (-18,7%) e auto nuova (-14,4%). Sono aumentate le consistenze che hanno superato i 109 miliardi di euro +12,4% rispetto all’anno precedente.
La Lombardia si conferma ancora una volta la prima regione per volumi erogati in Italia con i suoi 9,9 miliardi di euro, mentre la regione con minor erogato è la Valle d’Aosta. La Sicilia supera per erogazioni (6 miliardi di euro) regioni come Piemonte e Veneto. Le macroaree con le percentuali più alte peso sono il Nord Ovest (26%) e il Sud (24%).
Cresce anche l’importo medio dei prestiti personali, a quota 11.200 euro, ben 600 euro in più rispetto all’anno precedente. Mentre diminuisce (nonostante l’aumento percentuale) l’importo medio della cessione del quinto dello stipendio, pari a 16.700 euro. La crescita della durata e dell’importo medio sono determinate della situazione dei redditi delle famiglie italiane che crescono sempre di meno rispetto alla crescita dei prezzi dei beni di consumo: per quanto riguarda la durata media del prestito personale, circa il 49% dei flussi hanno una durata superiore ai 60 mesi, il 26% una durata da 48 a 60 mesi.
La tendenza, crisi permettendo, per le famiglie italiane, è quella di arrivare come indebitamento ai livelli medi europei, dove vi è un maggiore utilizzo del credito al consumo.. Ma rispetto alla media euro, l’Italia presenta i tassi d’interesse più elevati: nello specifico la Francia nel 2008 ha avuto un tasso medio del 7,1%, la Spagna del 7,8%, la media euro è del 7%, l’Italia un tasso medio del 8,4%. Ci si aspetta però che i dati del 2009 riflettano una maggiore tendenza a stringere la cinghia: anche il credito dovrà fare i conti con la crisi.
- Martedì 7 Aprile 2009
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