Un marchio garantito: “Bollino ok stage”. Quando l’azienda crede nei giovani

Le ricerche su internet. Le bacheche in università. Il passaparola tra amici.
Per molti ragazzi trovare una buona opportunità per lo stage non è affatto semplice. Soprattutto se hanno lauree “deboli”, poco richieste dal mercato del lavoro. Secondo un’indagine della società di consulenza Gidp, il rimborso medio mensile (quando è previsto) per gli stagisti è di 621 euro: se il minimo può scendere sotto i 200 euro, il massimo può superare anche i 900 euro. Ma il rapporto tra imprese e giovani spesso non avviene all’interno di un perimetro di regole concordate. Un’incertezza che lascia spazio agli abusi.

I curatori del sito “La Repubblica degli stagisti” propongono il bollino “Ok stage”: una certificazione con cui le imprese si impegnano a rispettare una “Carte dei diritti” in nove punti. L’accordo richiede che almeno il 30 per cento delle persone dopo un periodo di formazione di almeno un anno possa ricevere una concreta possibilità di assunzione, come un contratto a tempo indeterminato o a progetto. L’iniziativa prevede anche rimborsi spese adeguati, con minimi di 250 euro mensili per i diplomati e di 500 euro per i laureati.

È un’utopia in un periodo di crisi economica? Pare di no. Nove aziende hanno sottoscritto la Carta dei diritti e ricevuto la certificazione. Sono soprattutto società di consulenza, tradizionalmente più attente ai talenti individuali e alle capacità relazionali, come Everis, Price Waterhouse (Pwc), Arthur D. Little, Sic. “Conoscere gli stagisti già quando sono all’università” ricorda Angela Castellano di Pwc, “ci permette di arrivare alle risorse migliori prima di altri”. Il bollino ha un costo annuale a seconda delle dimensioni dell’impresa: da 250 euro a mille euro. Secondo Michel Martone, professore incaricato di Diritto del lavoro presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Roma, L.U.I.S.S. Guido Carli, è un esperimento di “welfare dei privati, in cui il compito dello Stato è di restare esterno o di agevolare”.

La lista dei buoni. È stata una giornalista (collaboratrice anche di Panorama), Eleonora Voltolina, ad aprire con altri amici il blog “La Repubblica degli stagisti” nel 2007: in breve tempo è diventato uno spazio online per raccontare un mondo complesso. Scoprendo, per esempio, che in Calabria 500 laureati di tre università calabresi sono diventati stagisti per due anni: il bando consentiva candidature fino a 37 anni. Una vicenda che ha spinto il senatore Pietro Ichino a presentare un’interrogazione parlamentare. Ma accanto alle storie difficili si aggiungono i casi positivi scoperti durante le inchieste: nella lista dei buoni sono state incluse 300 aziende che rimborsano almeno 500 euro al mese per le spese.

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