Altro indizio che l’intesa fra Fiat e Chrysler sia sempre più vicina? L’ad Bob Nardelli fa sapere che il nuovo cda sarà nominato dal governo Usa e dal Lingotto. Il potente sindacato Uaw acquisirà il 20 per cento del colosso di Detroit. E il titolo del gruppo italiano sale in Borsa.
“Il board avrà la responsabilità di nominare un presidente” ha detto l’amministratore delegato di Chrysler, Bob Nardelli “e selezionerà anche un ceo con il consenso di Fiat”. Il che potrebbe voler dire la fine della gestione Nardelli in Chrysler iniziata nel 2007 dopo che Cerberus Capital Management aveva acquisito oltre l’80% del gruppo. Fiat, ha spiegato ancora il top manager, “crede fortemente nei reciproci benefici che l’alleanza creerebbe per entrambe le nostre compagnie, i nostri consumatori, i nostri dipendenti e altre parti”.
“La Fiat” continua Nardelli nella lettera ai dipendenti “crede fortemente nei vantaggi reciproci per le due società, per i clienti, per gli impiegati e per altri componenti, derivanti dall’alleanza”.
L’ad di Chrysler ricorda poi che il via libera all’accordo di tutte le parti in causa è “una condizione per l’alleanza”, aggiungendo in particolare che “le concessioni aggiuntive che stiamo cercando dall’Uaw (il sindacato United Auo Workers) sono essenziali per ricevere un sostegno costante dall’amministrazione, completare l’alleanza con Fiat e raggiungere l’autosufficienza”.
Secondo Automotive News, il sindacato dei lavoratori dell’auto Usa, Uaw, e il Lingotto potrebbero quindi diventare i maggiori azionisti della nuova Chrysler, mentre le quote degli attuali azionisti, Cerberus e Daimler, sarebbero azzerate. Uaw, dicono fonti vicine al negoziato citate dal quotidiano, potrebbe avere inizialmente una quota significativa, forse superiore al 20%. Fiat potrebbe poi aumentare la sua quota a “gradini” del 5% a partire dal 20% iniziale fino al 35%.
Il presidente della Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, non si sbilancia sui colloqui in corso per arrivare a un’intesa tra Torino e Detroit. “L’unica cosa che si può dire” ha detto a margine della presentazione del Rapporto Generare classe dirigente, all’Università Luiss a Roma - “è di lasciar lavorare Sergio Marchionne e i suoi collaboratori per vedere se si può arrivare a una soluzione entro la fine del mese.”
Quanto a un possibile interesse per Opel, riportato su alcuni quotdiani, Montezemolo è stato categorico: “No, non c’è”, ha tagliato corto. A chi chiedeva se anche in Italia fosse possibile la soluzioen che si profila negli Stai Uniti per Chrysler di un ingresso dei sindacati nel capitale al 20%, ha replicato: “Sarebbe auspicabile”.
- Venerdì 17 Aprile 2009
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