- Tags: elettricità, Francia, gas, proteste, sindacati, tagli
- Un commento

Dai tempi della presa della Bastiglia, la Francia è un laboratorio per le azioni di protesta. Dopo i vari casi di sequestri di manager, rinchiusi negli uffici e costretti a negoziare con i lavoratori, rispunta una forma di azione estrema: privare della luce. I dipendenti di Erdf e Grdf, filiali di Edf e Gdf - gli enti pubblici dell’elettricità e del gas - in sciopero da tre settimane per aumenti salariali, tagliano con azioni selvagge e improvvise luce e gas a migliaia di case. Giovedì scorso sono stati 66.500 i clienti privati di luce, ”in un momento o l’altro della giornata” - hanno detto i sindacati - e 9.160 quelli che non hanno avuto gas per riscaldamento e cucina. Ad essere colpiti dai black out sono in particolare sedi di ministeri, amministrazioni pubbliche e imprese, ma anche le famiglie, ammettono le organizzazioni sindacali. Ieri i tagli sono stati minimi, ma dovrebbero riprendere martedì e giovedì, giorni in cui sono previste iniziative di mobilitazione sindacale. Gli amministratori delle due aziende minimizzano e dicono che si tratta di “azioni isolate di una minoranza per niente in linea con lo spirito di servizio pubblco che anima la maggioranza dei dipendenti”. Il premier francese François Fillon però non ne vuole sapere: “Questo non è sciopero, non è azione sindacale” ha detto, riferendosi anche ai sequestri dei dirigenti. “Dobbiamo fare attenzione a che questa situazione di crisi non conduca a un ricorso alla violenza che può colpire ognuno di noi”. Ma in Francia le tensioni sociali dovute all’effetto della crisi sull’occupazione non si placano. E anche il ministro del Lavoro Brice Hortefeux, ha annunciato che altre azioni simili saranno sanzionate.
- Sabato 18 Aprile 2009
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Commenti
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Il 19 Aprile 2009 alle 10:50 nhico ha scritto:
Le regole, innanzitutto. Quando si calpestano le regole, quando si tagliano i diritti degli altri per avere più visibilità o per mostrare i muscoli, quando si avvelenano i pozzi della convivenza civile per tranne benefici privati, anche se quel privato si estende ad una intera categoria di lavoratori, lo Stato ha l’ obbligo di mettere ordine. Se non altro perché quando delle pietre cominciano a rotolare giù per un pendio se ne tirano dietro delle altre e, insieme, tutto quello che incontrano.
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