
Un calo così grande dei profitti non si era mai visto. Per le più grosse aziende degli Stati Uniti, i giganti dell’economia, il 2008 è stato un anno nero. Lo dice la classifica annuale stilata dal magazine economico “Fortune”, che mette in ordine le più grandi corporations a stelle e strisce.
I loro profitti complessivi sono calati dell’84,7% rispetto al 2007, passando da 645 a 98,9 miliardi di dollari. 128 delle 500 compagnie hanno chiuso l’anno in perdita. ExxonMobil è ora in testa alla classifica Fortune 500, una posizione dalla quale il colosso petrolifero ha scalzato il gigante della distribuzione Wal-Mart, che era risultato primo in sei dei sette anni passati. La compagnia petrolifera ha beneficiato durante l’anno scorso della bolla del prezzo del greggio, “ma” ironizza Fortune, “è stata scalzata dal podio delle più odiate dai banchieri di Wall Street”. Exxon è al comando per la 12ma volta nella storia della graduatoria delle super corporation. La General Motors, che era stata al comando per ben 37 dei 55 anni della classifica, è ora scivolata al sesto posto dal quarto, ma è stata salvata solo dall’intervento governativo che ne ha evitato per ora la bancarotta.
Tanto che la stessa casa di Detroit si trova al quinto posto anche nella poco onorevole classifica dei “Big money losers”, cioè le corporations che hanno perso più denaro, comandata con distacco notevole dall’AIG per la quale il governo ha dovuto iniettare soldi per tre volte in quantità astronomiche, mentre al secondo posto c’è un’altra azienda di fatto “statalizzata”, la Fannie Mae.
- Domenica 19 Aprile 2009
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