
L’Italia ha un bisogno vitale di fonti energetiche che riducano la dipendenza da gas e petrolio. Deve anche abbassare le emissioni di anidride carbonica. Per questo ha abbracciato con entusiasmo l’energia del vento, che risolve entrambi i problemi. E così i campi eolici sono spuntati come funghi nell’arieggiato Mezzogiorno: la capacità produttiva installata ora è di 3.700 megawatt e dovrebbe raggiungere i 9.600 entro il 2014. Peccato che molti di questi impianti non possano immettere tutta la loro produzione nella rete elettrica, in alcuni casi devono tagliarla addirittura del 50 per cento. Può anche tirare la bora, ma le pale vanno fermate. La ragione: la rete esistente non può assorbire tutta l’energia.
“Sulla dorsale tra Campania e Puglia, dove si concentra la produzione eolica” spiega Simone Togni, segretario generale dell’Anev, l’associazione di settore, “si è verificata da novembre a oggi una riduzione media della produzione dell’11,3 per cento”. Questo calo, oltre a rappresentare una beffa per l’Italia assetata di energia pulita, si traduce in un danno per le imprese che gestiscono i campi eolici, anche se un sistema di remunerazione copre le prime 6 ore di mancata immissione in rete dell’energia. La colpa di questa situazione? Naturalmente l’indiziato numero uno è la Terna, la società che gestisce la rete. La quale però sostiene di avere ereditato il problema: tra il 2002 e il 2004 un quadro regolatorio un po’ confuso fece mancare il coordinamento tra chi dava l’ok alle pale eoliche e chi stabiliva dove potenziare la rete.
Se poi ci si mette un po’ di effetto Nimby (le resistenze locali), che blocca opere elettriche per circa 1,6 miliardi, il ritardo è assicurato. La Terna comunque ha aperto i cantieri di cinque stazioni fra Campania e Puglia e sei progetti sono in fase di autorizzazione in Puglia, Basilicata e Calabria. Il problema dovrebbe sparire entro metà del 2010.
- Giovedì 23 Aprile 2009
EURO SI O NO?
STRATEGIE E NUMERI DELLA BIG IPO
COME SI CALCOLA
LA CRISI IN CIFRE
FAME, DISOCCUPAZIONE, NUOVI POVERI
ECONOMIA 2.0
IL PIANO MONTI
LA RIFORMA: ARTICOLO 18, PROPOSTE, DIBATTITO
LA RIFORMA, I NUMERI, LE POLEMICHE
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
START UP E IL NETWORK ITALIA-USA
APPLE - LUCI E OMBRE
FOTOGRAFIA EUROPEA 2012
IL GRAFICO DELLA SETTIMANA
VITE STRAORDINARIE
DIETRO LE QUINTE
IL MADE IN ITALY DI SUCCESSO










IL MEGLIO DEL 2011
G20 di Cannes: i protagonisti e le loro sfide






Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 24 Aprile 2009 alle 12:19 Quanta energia buttata al vento « Il Blog di Deamaltea Formazione e Energie Sostenibili ha scritto:
[...] Da Panorama.it la notizia qui… [...]
Il 24 Aprile 2009 alle 14:01 Energia buttata via « Associazione Salute ha scritto:
[...] l’articolo prosegue su Panorama. [...]
Il 25 Aprile 2009 alle 7:51 I limiti della rete bloccano la produzione eolica | Via dal Vento ha scritto:
[...] Fonte: Panorama [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.