- Tags: Pil, previsioni, Ruef, Tesoro, tremonti
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I numeri dei conti pubblici italiani per il 2009 lasciano spazio a pochi sorrisi. Meglio aspettare il 2010 per sperare in una ripresa. Almeno secondo le previsioni del Tesoro: nella Relazione unificata per l’economia e la finanza (Ruef) diffusa oggi il calo del Pil previsto per quest’anno raddoppia le stime già negative del ministero sull’economia italiana: dal precedente -2% si passa infatti al -4,2% per il prodotto interno lordo. Che dovrebbe tornare in positivo (anche se di poco) nel 2010, con un + 0,3%. Il profilo trimestrale, prosegue la Relazione, “prospetta una modesta ripresa a partire dal secondo trimestre del prossimo anno. Nel periodo 2010-2011 il Pil è proiettato crescere in media dello 0,7%”. Nel 2008, evidenzia il Tesoro, il Pil dell’Italia si è ridotto dell’1%.
Il ministero dell’ Economia prevede anche un peggioramento del deficit (al -4,6%) e del debito pubblico che continuerà ad aumentare fino al 2011, fino al 118,3%.
Dati che vanno di pari passo con la diminuzione dell’inflazione, nel 2009, prevista attestarsi in media al di sotto dell’1%. Ma non sono solo cifre negative quelle diffuse dal Tesoro. Ci sono anche considerazioni positive: “L’economia italiana è risultata essere meno esposta ai rischi specifici della crisi, anche se ha subito pesantemente il suo impatto indiretto” si legge nella relazione. In particolare, il sistema bancario italiano appare “meno vulnerabile alla crisi finanziaria e l’impatto sui bilanci delle banche resta contenuto rispetto ad altri paesi”.
- Sabato 2 Maggio 2009
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Il 21 Maggio 2009 alle 11:41 Marcegaglia al governo: “Crisi violentissima, è l’ora delle riforme” » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] La crisi è violentissima. Ma ora è il momento delle riforme. Possono sembrare due affermazioni in contraddizione tra loro, non lo sono per Emma Marcegaglia, che dall’assemblea annuale di Confindustria si rivolge direttamente al premier Berlusconi, presente in sala in prima fila, accanto a Fini: “Sfrutti il consenso che ha per fare le riforme, altrimenti il ritorno su livelli produttivi pre-crisi non avverrà prima del 2013″. Già, perché la ripresa, per la presidente degli industriali, non è dietro l’angolo: “Il Pil cadrà oltre il 4 per cento, tornando al livello degli anni 60. Ci troviamo nel mezzo di una crisi violentissima che sta mettendo e metterà a dura prova - ha detto - le capacità di tenuta delle imprese e delle istituzioni. La reazione all’emergenza è stata vigorosa. Si nota qualche segno di lieve miglioramento, ma sarebbe un errore abbassare la guardia. Le difficoltà non sono finite”. Ma quali sono le riforme che Confindustria chiede al governo? Le pensioni, innanzitutto: ‘’Siamo il Paese con la spesa sociale più squilibrata a favore delle pensioni, per le quali spendiamo quasi il 16% del Pil, contro il 9,5% dei Paesi avanzati. L’unica via sostenibile per difendere le prestazioni previdenziali e reperire le risorse per crescere è ritardare il ritiro dal lavoro’’ dice Marcegaglia. E poi intervenire sulle infrastrutture: “abbiamo apprezzato gli sforzi del ministro Matteoli volti ad accelerare i cantieri e riprogrammare le risorse disponibili” afferma la presidente, però poi aggiunge “nonostante gli annunci, dagli stessi documenti ufficiali del governo (Ruef), non risulta alcun aumento degli investimenti pubblici nel 2009′’. Altro tasto dolente, le liberalizzazioni: “Urgente riprendere il cammino interrotto” esorta la numero 1 di viale dell’Astronomia, “soprattutto nelle società pubbliche a livello locale, dove stiamo assistendo all’avanzata del neostatalismo”. Marcegaglia se la prende con lo Stato anche per i debiti della P.A. nei confronti delle imprese “una vergogna”, e con le banche: “Non bisogna far venir meno l’ossigeno del credito bancario. Se viene a mancare, tantissime imprese non ce la faranno ad arrivare all’appuntamento con la ripresa” dice. Infine, un auspicio per una delle più importanti industrie italiane: “Se la Fiat riuscirà a vincere la partita Opel”, come si augura Marcegaglia, ‘’si affermerà tra i pochi grandi gruppi mondiali, sarà un ottimo risultato per tutto il Paese. E noi tifiamo perché ciò accada’’. [...]
Il 21 Maggio 2009 alle 11:49 Marcegaglia al governo: “Crisi violentissima, è l’ora delle riforme” - GREG NOTIZIE ha scritto:
[...] La crisi è violentissima. Ma ora è il momento delle riforme. Possono sembrare due affermazioni in contraddizione tra loro, non lo sono per Emma Marcegaglia, che dall’assemblea annuale di Confindustria si rivolge direttamente al premier Berlusconi, presente in sala in prima fila, accanto a Fini: “Sfrutti il consenso che ha per fare le riforme, altrimenti il ritorno su livelli produttivi pre-crisi non avverrà prima del 2013″. Già, perché la ripresa, per la presidente degli industriali, non è dietro l’angolo: “Il Pil cadrà oltre il 4 per cento, tornando al livello degli anni 60. Ci troviamo nel mezzo di una crisi violentissima che sta mettendo e metterà a dura prova - ha detto - le capacità di tenuta delle imprese e delle istituzioni. La reazione all’emergenza è stata vigorosa. Si nota qualche segno di lieve miglioramento, ma sarebbe un errore abbassare la guardia. Le difficoltà non sono finite”. Ma quali sono le riforme che Confindustria chiede al governo? Le pensioni, innanzitutto: ‘’Siamo il Paese con la spesa sociale più squilibrata a favore delle pensioni, per le quali spendiamo quasi il 16% del Pil, contro il 9,5% dei Paesi avanzati. L’unica via sostenibile per difendere le prestazioni previdenziali e reperire le risorse per crescere è ritardare il ritiro dal lavoro’’ dice Marcegaglia. E poi intervenire sulle infrastrutture: “abbiamo apprezzato gli sforzi del ministro Matteoli volti ad accelerare i cantieri e riprogrammare le risorse disponibili” afferma la presidente, però poi aggiunge “nonostante gli annunci, dagli stessi documenti ufficiali del governo (Ruef), non risulta alcun aumento degli investimenti pubblici nel 2009′’. Altro tasto dolente, le liberalizzazioni: “Urgente riprendere il cammino interrotto” esorta la numero 1 di viale dell’Astronomia, “soprattutto nelle società pubbliche a livello locale, dove stiamo assistendo all’avanzata del neostatalismo”. Marcegaglia se la prende con lo Stato anche per i debiti della P.A. nei confronti delle imprese “una vergogna”, e con le banche: “Non bisogna far venir meno l’ossigeno del credito bancario. Se viene a mancare, tantissime imprese non ce la faranno ad arrivare all’appuntamento … Per leggere tutto l’articolo vai al sito ufficale Notizie, Settimanali [...]
Il 25 Maggio 2009 alle 10:30 Tremonti: come ti sfascio i conti pubblici : Giornalettismo ha scritto:
[...] manovra finanziaria • PIL • tremonti 0 commentistampa | fallo leggere post<li> function ckperma() { var str = location.hash; if (str.search(”comment”) != -1 ||str.search(”cforms2form”) != -1 || str.search(”respond”) != -1) { $(’#hide’).fadeIn(’slow’); $(’#show’).slideUp(’slow’); } else { $(’#show’).show(); $(’#hide’).hide(); } } Nascondi i commenti. [...]
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