
Prime aperture del governo tedesco alle proposte di Fiat per un’alleanza con Opel: al termine dell’incontro di oggi con l’amministratore delegato del Lingotto Sergio Marchionne, il ministro dell’Economia Karl-Theodor zu Guttenberg ha definito “interessante” il piano del Lingotto. Dopo l’accordo con Chrysler, la Fiat punta infatti a concludere le nozze con Opel creando, entro la prossima estate, “un gigante europeo dell’auto”, come titolava in prima pagina il Financial Times di oggi. Un gruppo da 80 miliardi di fatturato, con 6/7 milioni di auto vendute ogni anno, meno di Toyota ma più di Renault/Nissan o Ford o della stessa Gm, più o meno quanto Volkswagen.
Un “matrimonio in paradiso”, lo definisce l’Ad, che sta incontrando a Berlino governo e sindacati dopo averla spuntata la settimana scorsa negli Stati Uniti. Secondo i sindacati tedeschi dell’auto, la Fiat avrebbe leggermente rialzato la sua offerta per rilevare Opel, portandola a circa un miliardo di euro. Intanto la Borsa premia il titolo: dopo il ribasso di venerdì, prima dell’annuncio del presidente Obama, oggi la quotazione è in rialzo sopra gli 8 euro, con rialzi vicini all’8%. In piazza Affari piace soprattutto l’ipotesi di uno scorporo del settore auto: la divisione “core” del Lingotto si unirebbe a Chrysler e a General Motors Europa; con Opel, Fiat riuscirebbe a realizzare sinergie per un miliardo all’anno, secondo le stime dello stesso Marchionne.
Di uno “spin off” della divisione auto dai camion di Iveco, dai veicoli agricoli di Cnh e dalla lussuosa Ferrari-Maserati, l’amministratore delegato di Fiat parla dal 2004 e la Borsa è sempre stata molto sensibile all’argomento. I tempi sono stretti: Marchionne dice di voler chiudere entro fine maggio e quotare le azioni della nuova società, che in via provvisoria si chiamerebbe Fiat/Opel, entro la fine dell’estate. Marchionne chiederà a tutti i paesi in cui si concentreranno i 10 impianti di Gm Europe e gli 11 di Fiat di offrire alla nuova compagnia garanzie sui prestiti. Il 30% della famiglia Agnelli in Fiat verrebbe diluito nello scorporo e anche Gm avrebbe una quota di minoranza in Fiat-Opel. Sempre secondo quanto riferito dal ministro Guttenberg dopo l’incontro con Marchionne, la Fiat stima di aver bisogno circa di 5-7 miliardi di euro di prestiti-ponte per concludere l’affare, che non avrebbe ripercussioni “drammatiche” sull’occupazione, anche se non sono stati quantificati gli esuberi.
Fra gli incoraggiamenti all’operazione, quello del presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, che “fa il tifo” per Marchionne e definisce l’alleanza con Opel “una bella operazione”. Anche il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, torna a elogiare l’accordo Fiat-Chrysler, definendolo, in un’intervista “un esperimento molto importante, che racconta come serve più coraggio per trovare soluzioni anche attraverso ambizioni sociali e politiche fortissime”.
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- Lunedì 4 Maggio 2009
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Il 5 Maggio 2009 alle 12:21 Marchionne assicura i tedeschi su Opel e punta al Sud America - GREG NOTIZIE ha scritto:
[...] Non si accontanta Sergio Marchionne. E punta molto in alto. Non solo Chrysler, non solo Opel. La Fiat è “interessata” anche alle attività di General Motors in America Latina, e “sono in corso dei colloqui” al riguardo. Lo ha detto oggi una fonte industriale italiana. Interrogato al riguardo, un portavoce della casa automobilistica torinese non ha voluto rilasciare commenti. In un’intervista rilasciata al quotidiano tedesco Bild, l’amministratore delegato del Lingotto ha spiegato che Fiat mira a “costruire una nuova e forte casa automobilistica internazionale, una vera casa automobilistica europea che abbia successo nel mondo, mettendo insieme la divisione auto di Fiat con Opel e Chrysler”. Oggi Marchionne, dopo la tappa tedesca, sarà a Detroit. [...]
Il 7 Maggio 2009 alle 9:10 I russi di Gaz e la canadese Magna preparano un’offerta per Opel » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] Ad aprile sulla stampa tedesca è apparsa la notizia che insieme con l’azienda austro canadese Magna, la russa Gaz fosse interessata all’acquisto di Opel . Il gruppo automobistico russo (concorrente di Autovaz) ha smentito seccamente il suo convolgimento. Ma lunedì il ministro dell’economia dellaTuringia, Jürgen Reinholz, ha dichiarato che la banca russa Sberbank, Gaz e Magna stanno preparando l’offerta per Opel. Da indiscrezioni della stampa, questo consorzio prevederebbe il 31 per cento ai russi e il 19,1 ai canadesi. Il produttore di componenti d’auto Magna ha confermato i colloqui per un eventuale ingresso nel capitale della Opel. Sono in corso colloqui con “la Opel, la General Motors e le autorità in Germania”, ha reso noto il gruppo in un comunicato. L’obiettivo è di trovare “potenziali alternative per il futuro della Opel, inclusa una possibile acquisizione di una quota di minoranza da parte della Magna”, spiega la nota, sensa alcun riferimento ai russi. Il colosso di credito russo, il primo in assoluto in Russia e in tutta la zona Csi, non commenta i rumors. Non commenta ufficialmente (ma non smentisce questa volta) neanche Gaz. Ma sul sito del settimanale russo Expert si parla della possibile fonte nella società automobilistica russa: “Probabilmente si tratta del nostro azionista di maggioranza, il miliardario Oleg Deripaska”. La “fonte” invece è scettica sul coinvolgimento della banca russa. “Noi abbiamo appena concluso accordi con Sberbank per il finanziamento del nostro debito. Abbiamo tante altre cose alle quali pensare.” Il gruppo Gaz ha un grosso debito, quasi 45 miliardi di rubli (circa 1 miliardo di euro), e non ha i soldi. Le vendite nel primo trimestre sono scese del 60 per cento a 12.870 auto (Opel ha segnato un meno 49 per cento, con 11.945 auto). Al momento il governo ha deciso solo aiutare Autovaz, e sta negoziando ancora con Gaz. Quindi se Gaz parteciperà con la sua offerta, sarà senza dubbio con la benedizione del governo russo, e di Vladimir Putin. Armin Schild, membro del board del Opel, ha detto “per opinione dei sindacati della compagnia la proposta dei russi è più convincente”. Ma per gli analisti russi, un’operazione del genere sarebbe “una pazzia” per Gaz. Per Elena Sakhnova del VTB Capital, “Gaz ha già fallito in due progetti internazionali, con i modelli Volga Siber e Maxus. Quindi dovrebbe scordare la sua ambizione per le auto, e concentrarsi sul suo business principale, i furgoni”. LEGGI ANCHE: Su Opel Berlino apre alla Fiat [...]
Il 11 Maggio 2009 alle 17:33 Cinema espressionista - Metropolis | berlinandout ha scritto:
[...] Su Opel Berlino apre alla Fiat: “Piano interessante” » Panorama.it … [...]
Il 27 Gennaio 2010 alle 23:38 Buon Natale | berlinandout ha scritto:
[...] Su Opel Berlino apre alla Fiat: “Piano interessante” » Panorama.it … [...]
Il 22 Marzo 2010 alle 19:20 Italiani a Berlino: la telecamera di R3load Tv alla East Side Gallery. | berlinandout ha scritto:
[...] Su Opel Berlino apre alla Fiat: “Piano interessante” » Panorama.it … [...]
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