- Tags: acquisizione, ad, Fiat, Lingotto, opel, Sergio-Marchionne, Twitter
- Un commento

Sergio Marchionne è il protagonista delle discussioni su twitter che riguardano il settore automobilistico: la sua nomina come amministratore delegato di Chrysler, dopo che la società americana avrà finito le procedure fallimentari, è stata segnalata da decine di persone nelle ultime ore. Tra i commenti dei blogger, risalta il parere positivo del presidente Usa, Barack Obama, sull’accordo tra il gruppo torinese e l’azienda di Detroit. Anche la rivista di tecnologia Wired ha sostenuto tempo fa le trattative di Marchionne, sottolineando che “ha passato gli ultimi quattro anni a salvare la storica azienda italiana dal baratro”. Alcuni su twitter sono più polemici: JustGoodHosting ricorda i 35 milioni di euro di aiuti che saranno stanziati dal governo Usa. Ma le preoccupazioni dei blogger sono rivolte anche verso il timore di una nuova caccia al manager come per l’Aig, la compagnia assicurativa finita del mirino delle polemiche perché i suoi dirigenti avevano programmato di ricevere bonus nonostante gli aiuti ricevuti dallo Stato. Lo staff di Obama, infatti, ha reso noti i nomi dei principali creditori che si sono opposti all’accordo con Chrysler: alcuni blogger temono una replica del linciaggio mediatico. Qualcuno, poi, esprime l’aspettativa per la sfida che attende il Lingotto: “Ce la farà la Fiat a tornare alla profittabilità in tempi ragionevoli?”
Sono soprattutto i tedeschi, invece, a commentare su twitter le trattative con Opel. Il clima è cauto: in Germania non sono mai state chiuse fabbriche automobilistiche dalla fine della Seconda guerra mondiale. Secondo il quotidiano tedesco Handelsblatt, il piano presentato dalla Fiat al governo tedesco per Gm Europe (e per un ingresso in Opel) prevede la chiusura di diversi impianti in Europa, tra cui due in Italia (uno al Nord e uno al Sud). Per il Financial times deutschland, in particolare, sarebbe stata decisa la chiusura di una fabbrica nel Regno Unito e di una in Polonia. “Fiat-Chrysler-Opel è formidabile” scrive German Learn su twitter “chissà quanto capitale dovranno investire la Fiat o il governo tedesco…”.
- Venerdì 8 Maggio 2009
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Commenti
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Il 17 Maggio 2009 alle 15:09 Fiat: come cambia la Chrysler » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] Mentre la partita Opel è ancora in pieno svolgimento, in attesa dell’offerta dell’austrocanadese Magna prevista entro il 20 maggio, si definisce la strategia della Fiat sulla Chrysler, la casa automobilistica americana di cui il gruppo italiano prenderà un iniziale 20 per cento del capitale in cambio di tecnologia. Il primo dossier sul tavolo degli uomini dell’ad Sergio Marchionne è quello dei concessionari Usa: sono 3.188 e sono troppi. La Chrysler infatti ottiene il 90 per cento del fatturato da circa metà dei suoi venditori e quindi sarà necessario intervenire sulla rete con una serie di tagli. Per quanto riguarda i modelli, i programmi di Torino poggiano su alcuni punti fermi: la società non cercherà di vendere auto Fiat negli Usa, bensì vetture Chrysler con pianali e motori realizzati dalla casa italiana, soprattutto per le cilindrate più piccole. Unica eccezione potrebbe essere la 500, offerta come auto alla moda per gli automobilisti della California e della costa orientale. Inoltre, verso gli Stati Uniti dovrebbero partire alcune versioni dei furgoni Fiat Ducato e Iveco Daily. In un secondo tempo il gruppo tenterà di saggiare i gusti dei consumatori americani con le Alfa Romeo: se avranno successo, alcuni modelli potranno essere prodotti in America. Dalla Chrysler verso l’Europa dovrebbero arrivare le Jeep e la piattaforma della 300c, una grande berlina a trazione posteriore di derivazione Mercedes su cui la Fiat sta già lavorando per una nuova ammiraglia Alfa-Lancia. Nel frattempo la situazione della Chrysler è sempre più critica: ad aprile il mercato Usa è sceso del 34 per cento mentre le vendite della più piccola fra le case di Detroit sono crollate del 41,9 per cento. La sua quota di mercato è passata così in un anno dal 12 al 9,4 per cento. Il tempo stringe. [...]
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