
Sorridente. E soprattutto puntualissimo. Così il ministro della Funzione pubblica e dell’Innovazione, Renato Brunetta, si è presentato al Forum Pa 2009, la vetrina annuale della pubblica amministrazione, inaugurata nella mattina di lunedì 11 alla nuova Fiera di Roma (fino al 14 maggio). Ringrazia il sindaco Gianni Alemanno (”Il primo sindaco ad aver capito l’importanza di questa manifestazione”) poi dice di “aver mantenuto la promessa di consegnare soltanto materiale digitale a questa edizione di Forum Pa” (anche se, soffermandosi davanti lo stand della presidenza del Consiglio dice alle hostess che c’è ancora troppa carta in giro). Ma lancia un monito ben preciso: “Non c’è più tempo da perdere, bisogna approvare il decreto legislativo che attua la riforma dello stato, una macchina che ci costa 300 miliardi l’anno e che offre servizi solo al 50 per cento”. In quest’ottica, ha aggiunto: “Mi aspetto che il sindacato dia una mano e si renda conto della portata rivoluzionaria della riforma in atto. Voglio che il testo, dopo i passaggi parlamentari, vada al Cnel, per un parere articolato, poi se serve altro dialogo sociale ci sarà e passerà poi di nuovo in consiglio dei ministri. Ma il tutto va fatto entro 60 giorni o me ne vado”. Appuntamento a luglio dunque, “per il mare o per parlare del decreto approvato”.
Con il taglio del nastro, la manifestazione entra nel vivo. Forum Pa, 14 mila metri quadrati di esposizione e 250 espositori, compie venti anni con uno slogan significativo: “Recuperare efficienza attraverso le idee”. Da oggi a giovedì ci sarà un calendario fittissimo di convegni, la presenza di 12 ministri e numerosi amministratori locali. Si parlerà della riforma della pubblica amministrazione, di reti digitali, di economia, ma anche di sanità e telemedicina con la presenza di Arsenàl.it, il centro veneto di ricerca e innovazione per la sanità digitale. Saranno presentati il libretto sanitario elettronico (Azienda Ulss 9 di Treviso) e il progetto europeo “Health Optimum” che coinvolge tutte le Aziende sanitarie ed ospedaliere del Veneto con servizi di teleconsulto neurochirurgico e tele laboratorio.
Ma oggi, come detto, è il giorno di Brunetta. E delle cifre, inesorabili, sulla lotta ai fannulloni nella pubblica amministrazione. Da maggio 2008 a marzo 2009, incalza il ministro, il calo delle assenze per malattia è stato del 35,9 per cento, mentre la riduzione delle assenze per motivi diversi dalla malattia è stata del 11,8 per cento. Le riduzioni più rilevanti si riscontrano negli enti di previdenza e nelle pa centrali (rispettivamente -49,1 e -40,3 per cento). Il “Brunetta pensiero” va oltre le cifre e anticipa due novità che saranno lanciate durante le giornate romane: la casella di posta elettronica per tutti i cittadini italiani, che prevederà certificazione e firma elettronica dal proprio computer di casa e, sul solco di “Reti Amiche”, la possibilità di istallare in qualsiasi ufficio pubblico e privato, che abbia un certo numero di dipendenti, un terminale “on the job” abilitato a distribuire certificati e prodotti della pa, per “evitare di prendere magari due ore di permesso per fare un cambio di residenza o per fare una richiesta di analisi alla Asl”.
Poi ancora numeri. Quelli che testimoniano il successo di “Reti amiche“, il progetto chiave del piano di modernizzazione della pa voluto dal ministro. 5.740 sportelli di Poste italiane e 22.191 punti vendita tabaccai. In tutto 27.931 sportelli alternativi a quelli delle amministrazioni dove il cittadino può richiedere servizi e certificati. Al 16 aprile 2009 il ministero rileva che, negli sportelli postali, dall’avvio del progetto, sono state effettuate 9.500 transazioni per rinnovo/rilascio dei passaporti, con un incremento del 128 per cento a gennaio, e 200 mila transazioni relative al rinnovo/rilascio dei permessi di soggiorno (incremento del 20 per cento nei primi mesi del 2009). Positivo anche il bilancio di “Linea amica“, il contact center unico, attivato il 29 gennaio 2009 che vede in rete oltre 360 uffici di relazione con il pubblico. A fine marzo, gli operatori del network avevano risposto a circa 4 milioni di chiamate, la maggior parte delle quali effettuate via telefono (il 61,8 per cento) e il restante via mail (il 38,2 per cento). Nel solo periodo tra il 25 aprile e il 1 maggio il network ha raggiunto 1.152.000 contatti. “Linea Amica” è presente a L’Aquila con una propria postazione nel camper Inpdap presso il Centro commerciale “L’Aquilone”, mentre “Radio Pa amica” trasmette sul sito internet le news sul dopo-terremoto di interesse del cittadino. Il viaggio delle reti non si ferma qui. Entro la fine di maggio il ministero firmerà altre intese con Unicredit, che metterà a disposizione 4.600 sportelli per l’erogazione di servizi Inps, con le farmacie, grazie al quale i cittadini potranno richiedere servizi sanitari in 17.800 punti di vendita, e con Intesa San Paolo e le sue 6.463 agenzie.
Il VIDEO servizio:
- Lunedì 11 Maggio 2009
FALLIMENTO O SALVATAGGGIO?
PROBLEMI E SOLUZIONI
APPLE - LUCI E OMBRE
ECONOMIA 2.0
L’AGENDA DEL GOVERNO E DEGLI ITALIANI
IL PIANO MONTI
LA RIFORMA: ARTICOLO 18, PROPOSTE, DIBATTITO
LA RIFORMA, I NUMERI, LE POLEMICHE
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
VITE STRAORDINARIE
DIETRO LE QUINTE
IL MADE IN ITALY DI SUCCESSO
AGENDA POLITICO-ECONOMICA DELLA SETTIMANA











UN ANNO DI ECONOMIA
IL MEGLIO DEL 2011
G20 di Cannes: i protagonisti e le loro sfide
Libia: i nostri interessi in gioco








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Il 15 Maggio 2009 alle 13:48 La spunta Brunetta: dal Consiglio dei ministri via libera alla “Rivoluzione PA” » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Rivoluzione passata, dimissioni rientrate. Ma il premier Silvio Berlusconi non se la prende con Renato Brunetta, ministro della Pubblica amministrazione, che aveva minacciato le dimissioni qualora non fosse stato approvato il testo per la riforma della Pubblica amministrazione: “Ha usato una tattica da birichino, ma ha ottenuto un ottimo risultato”. Minaccia rientrata, quindi, e tanti ringraziamenti al minsitro visto che alla fine il Cdm ha dato il via libera al testo di quella che lo stesso premier ha definito la “rivoluzione Brunetta” (anche se il provvedimento non compare nel comunicato web ufficiale del Consiglio dei ministri). Ora inizia l’iter di approvazione: il provvedimento “verrà sottoposto all’esame delle Camere, alla Conferenza Stato-Regioni, e al Cnel”, ha detto Berlusconi. “Tutte le famiglie” ha fatto sapere il premier “potranno tramite internet collegarsi con le istituzioni. Anche i 3,5 milioni di pubblici dipendenti potranno trarre da questa rivoluzione motivo per sentirsi realizzati”. Un iter a cui il ministro anti fannulloni ha già posto la data scadenza, sarà legge entro sessanta giorni: “Penso che tutto possa essere approvato entro 60 giorni a partire da lunedì”, ha detto Brunetta. “Intendo avere assolutamente l’accordo con la Conferenza Stato-Regioni. Chiederemo poi anche un parere articolato del Consiglio nazionale dell’Economia e del lavoro”. Tra i tanti cambiamenti previsti, i diversi meccanismi di retribuzione basati sulle premialità, che non verranno date a tutti, “ma solo ai più meritevoli”. Significa che la meritocrazia si sentirà anche nelle differenze in busta paga. Ma: “Solo il 25% dei dipendenti pubblici, e il sindacato è d’accordo, avrà a disposizione il 50% di tutte le risorse destinate alla premialità. Non è stato fatto mai neanche nel privato se non per qualche iniziativa singola”. In particolare, spiega ancora il minsitro, il confronto sulla riforma varata oggi con il dlgs sulla produttività e la trasparenza “Non è una partita che si gioca tra governo e il sindacato dei dipendenti pubblici, ma riguarda tutto il Paese”. E ancora: “Questo provvedimento riguarda i cittadini, i sindacati del settore privato e anche quelli dei datori di lavoro, come la Confindustria”. Tra le novità, Brunetta annuncia anche che la class action nella pubblica amministrazione “partirà dal primo gennaio 2010″, spiegando l’obbligo, per i dirigenti, di un periodo di lavoro-studio all’estero presso le organizzazioni internazionali. “È la prima volta” ha sottolineato “che si introduce l’azione collettiva nella pubblica amministrazione”. Quanto ai tempi, Brunetta ha spiegato che “occorrerà dare vita agli standard della p.a. nei prossimi mesi. Il decreto legislativo sarà coerente con quanto le Camere avranno definito in termini di azione collettiva per il settore privato”, ha detto il ministro riferendosi alla norma approvata in Senato nel disegno di legge Sviluppo e ora all’attenzione della Camera. [...]
Il 20 Maggio 2009 alle 12:24 Statali, giro di vite sui certificati medici falsi: si rischiano 5 anni di carcere » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] Non c’è solo la premiazione del merito nella riforma antifannulloni del ministro Brunetta: oltre ai premi per i più bravi arriva anche il carcere per i dipendenti che si fingono malati o che falsano la loro presenza in servizio. Lo prevede il decreto legislativo approvato nei giorni scorsi dal consiglio dei ministri e che ora, dopo la definitiva messa a punto degli aspetti tecnici, è stato esaminato e vistato dalla Ragioneria generale dello Stato, inoltrato alle Camere per il parere delle competenti commissioni permanenti e trasmesso al Cnel, affinchè le parti sociali ne prendano visione, e alla Conferenza unificata. L’esame del testo, ora pubblico e consultabile on line sul sito del ministero (qui il documento in .pdf), mostra infatti che è prevista una sanzione penale che può arrivare alla “reclusione da uno a cinque anni” oltre alla “multa da 400 a 1.600 euro” per false attestazioni e certificati medici”. La sanzione, oltre che al dipendente, è prevista anche per il medico che si presa a certificare il falso e per il dipendente pubblico che si dichiari in servizio senza esserlo. “Fermo quanto previsto dal codice penale” si legge infatti nello schema del decreto, viene “punito con la reclusione” il dipendente che “attesta falsamente la propria presenza in servizio, mediante l’alterazione dei sistemi di rilevamento della presenza o con altre modalità fraudolente”. Ferma restando la responsabilità penale e disciplinare e le relative sanzioni, il dipendente è anche “obbligato a risarcire il danno patrimoniale, pari al compenso corrisposto a titolo di retribuzione nei periodi per i quali sia accertata la mancata prestazione” ma anche il “danno all’immagine subiti dalla pubblica amministrazione”. Per il medico la condanna comporta anche la radiazione dall’albo e, se dipendente di una struttura sanitaria, anche il licenziamento “per giusta causa” La previsione del carcere è solo uno dei capitoli della ‘rivoluzionè Brunetta che avvia una stretta sui provvedimenti disciplinari e sanzioni, con un catalogo di infrazioni particolarmente gravi per le quali è previsto il licenziamento. La risoluzione del rapporto di lavoro è, ad esempio, prevista in caso di ripetizione di assenze ingiustificate; per ingiustificato rifiuto di trasferimento; per false dichiarazioni ai fini dell’ assunzione o della progressione in carriera; per prolungato insufficiente rendimento. Novità sono in arrivo anche per i procedimenti discipliari e il loro rapporto con il procedimento penale: solo i procedimenti più complessi potranno essere sospesi in attesa del giudizio penale. La previsione di punizioni severe per i dipendenti “fannulloni” va in ogni caso di pari passo con la premiazione del merito. Il decreto Brunetta punta infatti a stoppare la distribuzione a pioggia di benefici per un meccanismo di distribuzione degli incentivi economici e di carriera più selettivi. Si rafforza inoltre la responsabilità dei dirigenti e il loro potere di gestione delle risorse umane, anche per l’attribuzione dei “premi”. Avranno nuovi strumenti ma saranno anche loro sanzionati se non svolgeranno bene il proprio lavoro. Ecco perché il ministro antifannulloni si dice soddisfatto: “Io ho il consenso degli italiani. Tra loro che sono 60 milioni e i 3,65 milioni di dipendenti pubblici non ho dubbi, scelgo i 60 milioni” ha detto Renato Brunetta, presentando il proprio libro Rivoluzione in corso all’Unione Parmense degli Industriali. Una riforma che Brunetta ha però dovuto forzare minacciando dimissioni: “La settimana scorsa ho usato il jolly. Comunque Berlusconi e’ con me e a me basta. Posso fare a meno di tutti gli altri ma non di Berlusconi”. [...]
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