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	<title>Economia &#187; Ripercussioni della crisi. Cassa integrazione: assai meglio del previsto</title>
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	<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 20:04:54 +0000</pubDate>
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		<title>Ripercussioni della crisi. Cassa integrazione: assai meglio del previsto</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2009 08:51:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele.martini</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La Cig ordinaria usata dalle imprese è molto inferiore a quella autorizzata. Lo rivela il presidente dell'Inps. Ecco le cifre, che danno un quadro inatteso della produzione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://media.panorama.it/media/foto/2008/07/25/488a0b39eb439_zoom.jpg" alt="Catena di montaggio" width="500" border="0" /></p>
<p>Vista dall&#8217;osservatorio privilegiato dell&#8217;<a href="http://www.inps.it/home/default.asp" target="_blank">Inps</a> la crisi sembra un po&#8217; meno brutta di come spesso la dipingono. Ovviamente c&#8217;è, fa male e lascia i segni anche in Italia: nel primo trimestre dell&#8217;anno le domande di disoccupazione e mobilità sono state 750 mila, più 46 per cento sul 2008, mentre la <a href="http://www.dt.tesoro.it/it/analisi_programmazione_economico_finanziaria/documenti_programmatici/relazione_unificata_economia_finanza_pubblica/" target="_blank">Relazione unificata sull&#8217;economia del ministero del Tesoro</a> prevede per il 2009 un arretramento del prodotto interno lordo (pil) di oltre il 4 per cento e una ripresa timida solo nel 2010. Eppure, non ci sono solo segnali negativi, in mezzo a tanto buio appare anche qualche spunto confortante. Un elemento più di altri autorizza a sperare che i contraccolpi sull&#8217;economia e la società italiana alla fine possano essere meno devastanti di quanto preventivato. I dirigenti dell&#8217;istituto di previdenza lo chiamano il &#8220;tiraggio della cassa integrazione&#8221;. Il tiraggio indica quanta cassa ordinaria, straordinaria e in deroga le imprese utilizzano davvero rispetto a quella autorizzata, cioè richiesta e negoziata. La differenza tra i due valori è veramente notevole: considerata tutta la cassa integrazione autorizzata, quella effettivamente utilizzata finora, cioè materialmente erogata dall&#8217;Inps, è circa un terzo. Uno scostamento clamoroso. Gli importi autorizzati a marzo per la cassa ordinaria sono stati cospicui, addirittura più 925 per cento in totale rispetto allo stesso mese del 2008.   Nelle imprese metallurgiche l&#8217;incremento è di oltre il 7 mila per mille, in quelle dell&#8217;elettricità e del gas il 5.600, nei trasporti e comunicazioni 2 mila, nel legno 1.728, nel settore chimico del 1.345 per cento. Impennate vistose, anche se parecchio distanti in termini assoluti dai valori catastrofici registrati nelle fasi acute di crisi degli anni Ottanta e Novanta del secolo passato. Allora in un solo anno, il 1984, le ore autorizzate di cassa integrazione furono oltre 800 milioni, nel 1993 circa 549 milioni. L&#8217;anno passato sono state 223 milioni ed è su quella cifra che vengono calcolati gli aumenti di questi ultimi mesi. Ma se in termini monetari la cassa autorizzata dall&#8217;Inps è pari a 1 miliardo 180 milioni di euro, quella effettivamente utilizzata dalle imprese scende a 344 milioni. L&#8217;impressione è che nel giro di poco tempo si sia verificata nelle imprese una specie di testacoda psicologico: dalla paura economica diffusa a un ripensamento improntato a realismo. Da gennaio a marzo, gli ultimi mesi per i quali sono disponibili rilevazioni, molti imprenditori grandi, medi e piccoli, sottoposti allo stress di notizie negative provenienti da tutto il mondo, sentendo gridare al lupo da ogni parte e temendo il peggio hanno agito in contropiede facendosi autorizzare quantità ingenti di cassa integrazione di tutti i tipi. Salvo, poi, riflettere e frenare.  Spesso, ragionando insieme ai sindacati, molti si sono resi conto sul campo, negli uffici e nei capannoni, che per il momento i timori in alcuni casi erano eccessivi e meno nere le difficoltà per l&#8217;andamento dei consumi interni, le esportazioni e in generale le prospettive di mercato. Di fronte a questa constatazione hanno preferito continuare a lavorare come al solito, spesso per soddisfare i nuovi ordinativi e in altri casi per ricostituire le scorte di magazzino, piuttosto che limitare la produzione succhiando cassa integrazione dalla mammella dello Stato. Il tiraggio relativamente basso di cassa non può dipendere da ritardi degli uffici Inps perché le erogazioni avvengono a conguaglio. Per sua natura la cassa integrazione non consente dilazioni burocratiche, sono soldi pagati in prima battuta dalle imprese che vanno in busta paga a fine mese: se non vengono elargiti nei tempi e con gli importi giusti, la faccenda non passa inosservata. Le cifre relativamente modeste spese finora lasciano allo Stato, agli imprenditori, ai sindacati e ai lavoratori margini notevoli di manovra per il futuro. Dei 32 miliardi messi a disposizione per i tre tipi di cassa dal governo per il biennio, finora è stato effettivamente utilizzato poco più di un centesimo. Questo significa che se la crisi dovesse peggiorare nella cascina degli ammortizzatori sociali ci sarebbe ancora fieno a sufficienza per scongiurare macellerie di massa.   Il primo ad accorgersi del fenomeno del basso tiraggio della cassa è stato il presidente dell&#8217;Inps, Antonio Mastrapasqua, studiando i dati sull&#8217;erogato. Con quelle cifre sulla scrivania ora dice a <em>Panorama</em>: &#8220;L&#8217;incremento della cassa integrazione autorizzata è reale e notevole, ma anche i dati sul tiraggio sono un fatto e dimostrano che gli imprenditori continuano a credere nelle loro aziende nonostante le difficoltà temute. Questo vuol dire molto, perché proprio gli imprenditori, al di là di ogni previsione o di ogni polemica, hanno il polso del mercato più di altri e si comportano di conseguenza&#8221;. Se il tempo volgesse al peggio e i colpi della crisi dovessero diventare improvvisamente più duri anche in Italia, gli stessi imprenditori avrebbero 12 mesi di tempo per ripensarci attuando una nuova inversione di marcia e impiegando in fretta quanto fino a oggi hanno ritenuto superfluo utilizzare.  Ma non è affatto detto che ciò succeda. Nessuno può dire con certezza come si evolverà la crisi: parecchi focolai restano accesi in molte parti del mondo, molti sono i lati oscuri e gli aspetti imprevedibili, soprattutto per quanto riguarda il dato finanziario. Però negli ultimi giorni, e in particolare in Italia, sulle prospettive si sono moltiplicate voci autorevoli, se non proprio ottimistiche, quantomeno non del tutto pessimistiche. Con accenti e toni diversi, tre personaggi di solito non allineati, come il governatore della Banca d&#8217;Italia, Mario Draghi, il ministro dell&#8217;Economia, Giulio Tremonti, e il presidente degli industriali, Emma Marcegaglia, hanno lasciato intendere che in mezzo a tanta persistente nuvolaglia si intravede anche qualche timida schiarita. E che gli sprazzi di sereno appaiono più nitidi in Italia che altrove.</p>
<p><strong>I NUMERI</strong><br />
La crisi vista dall’Inps sulla base delle ore autorizzate di Cig ed effettivamente utilizzate dalle imprese<br />
1.180milioni di euro: il valore della cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga autorizzata dall’Inps nel primo trimestre 2009.<br />
344milioni di euro: il valore della cassa ordinaria, straordinaria e in deroga utilizzata dalle imprese nel primo trimestre del 2009.<br />
+925%: la cassa ordinaria autorizzata nel marzo 2009 sul marzo 2008.<br />
816milioni di ore: la cassa autorizzata nel 1984.<br />
549milioni di ore: la cassa autorizzata nel 1993.<br />
223milioni di ore: la cassa autorizzata nel 2008.</p>
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