Tamiflu vs Antiflu. È guerra commerciale sui farmaci per l’A/H1N1

suina

Non si contano i Paesi del mondo che, terrorizzati dall’incubo di un’epidemia da influenza suina, ordinano esagerati quantitativi di Tamiflu - apparentemente l’unico antiretrovirale in grado di combattere i sintomi dell’A/H1N1 e noto per essere stato oggetto di accaparramento durante la stagione dell’aviaria - per tutelarsi in caso di effettiva emergenza.
Ma dall’Oriente, ecco la sorpresa: Cipla Ltd, una casa farmaceutica indiana con base a Mumbai, è riuscita ad approfittarne mettendo sul mercato Antiflu, medicina che vanta le stesse caratteristiche (quelle del principio attivo, Oseltamivir - OS) di Tamiflu (condizione, questa, già certificata dall’Organizzazione mondiale della sanità, ndr) ma che viene venduta a prezzi molto più bassi rispetto alla pillola americana.
L’azienda, che ha sfidato le multinazionali del farmaco già una volta con una “versione low cost” di preparati anti Aids, destinati a un programma condotto anni fa in Africa da MsF - ha annunciato di essere pronta a diffondere l’antivirale Oseltamivir in un mese ai paesi in via di sviluppo, che notoriamente non hanno i fondi per fare fronte a emergenze sanitarie di vasta portata.
Primo fra tutti il Messico, Paese a cui Yusuf Hamied, direttore della casa di Mumbai, ha presentato una bozza di accordo che le autorità di Città del Messico stanno valutando per decidere se impegnarsi ad aquistare significativi quantitativi di Antiflu.
L’attivismo indiano rischia di scontrarsi con i diritti di proprietà intellettuale dell’americana Gilead e della svizzera Roche, le due case farmaceutiche che si occupano della produzione e della distribuzione di Tamiflu, ma in India Cipla è già riuscita ad avere la meglio su Gilead ottenendo l’autorizzazione a commercializzare la versione economica farmaco.

Ma il problema è che se, come sembra, il Messico deciderà di non tenere conto del brevetto di Gilead e Roche e procederà all’acquisto di Antiflu, creerà un precedente facile da seguire per molti altri Paesi, interessati a comprare un antiretrovirale efficace a dieci dollari per ciclo di cura anzichè agli attuali venti.
I termini per intentare un’azione legale contro Cipla ci sono, ma in un momento in cui Gilead e Roche ammettono che in caso di pandemia non saranno in grado di produrre una quantità sufficiente di medicinali diventa eticamente difficile fermare il free-rider indiano, capace anche di dimezzare il prezzo di vendita al pubblico pur senza rinunciare ai profitti.

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