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La sfida per Fiat a Berlino è diventata più ardua: il vicecancelliere e ministro delle Finanze, Frank-Walter Steinmeier, ha definito il piano della rivale Magna per Opel “l’unico sostenibile” e ha invitato il suo staff ad approfondirlo. Ma la partita è ancora aperta: il ministro dell’Economia, Karl-Theodor Zu Guttenberg, ha chiarito che nessuno dei pretendenti è stato escluso e che una decisione preliminare dovrà essere presa la settimana prossima. Da Torino il Lingotto fa sapere in una nota che la riduzione degli organici prevista nel piano Opel è inferiore a 10 mila posti in Europa: “Da tempo” si legge in un comunicato “stanno circolando notizie errate che indicano in 18mila il numero degli esuberi in Germania nel caso in cui l’offerta Fiat per la Opel fosse accolta. Si tratta di un’informazione totalmente falsa. In realtà il piano Fiat prevede che la riduzione degli organici, distribuita in tutta Europa e in maniera progressiva nel tempo, sarà complessivamente inferiore a 10 mila. L’impatto in Germania sarà quindi relativamente più basso di questa cifra”. E l’amministratore delegato del gruppo torinese, Sergio Marchionne, rivela le nuove dimensioni di un gigante del settore automobilistico: saranno 80 miliardi i ricavi annali di Fiat Group Automobiles con Chrysler e Gm Europe.
Le voci che arrivano in queste ore dagli Stati tedeschi sono, però, contraddittorie. Per Juergen Ruettgers, governatore del Nord Reno-Vestfalia, il taglio di 10mila posti di lavoro in tutta Europa previsto da Magna è inaccettabile e va rivisto: il lander ospita l’impianto di Bochum che dovrebbe essere colpito da 2.200 tagli. Kurt Beck, governatore della Renania-Palatinato, contraddice Marchionne che ha parlato di meno di 10mila esuberi in tutta Europa. Secondo Beck, Fiat prevede 12mila esuberi, mentre Magna ne pianifica 10mila, offrendo inoltre “una prospettiva migliore sul futuro di Opel”. Anche per Roland Koch, governatore dell’Assia, l’offerta di Magna è la “più interessante”.
La rivale di Fiat sembra emergere come favorita per l’acquisizione della compagnia automobilistica tedssca: ha spiegato che non intende chiudere nessun impianto tedesco di Opel, che a Berlino chiederà garanzie per 4-5 miliardi di euro e che, se riuscirà a ottenere l’azienda tedesca, tempo due anni la riporterà in utile. Inoltre il co-ceo di Magna, Siegfried Wolf, fa sapere che in caso di vittoria Gm avrà il 35 per cento della futura Opel, magna il 20 per cento, i suoi partner russi il 35 per cento e i lavoratori della casa tedesca il 10 per cento. Emerge poi che il 35 per cento russo andrà interamente alla banca Serbank, mentre Gaz sarà solo un partner industriale.
- Venerdì 22 Maggio 2009
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Il 23 Maggio 2009 alle 13:27 Fiat-Opel, rivista l’offerta. Termini Imerese in piazza, preoccupata per la fabbrica » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] Mentre lo sguardo dei dirigenti Fiat si volge verso la Germania, da dove arrivano notizie contrastanti sull’ esito dell’ affare Opel, migliaia di chilometri più a sud, a Termini Imerese, gli operai protestano per il futuro della loro fabbrica. Le due storie sono legate: è contro l’ipotesi di riduzione degli organici in Italia per arrivare ad acquisire l’azienda tedesca che si manifesta in Sicilia. La concentrazione è stata organizzata da Fim, Fiom, Uilm e Fismic contro l’ipotesi di chiusura dello stabilimento o di riduzione del personale in caso di accordo tra il Lingotto e la Opel. Hanno partecipato, secondo gli organizzatori, cinquemila persone. C’erano ovviamente i lavoratori della fabbrica che assembla la Lancia Y e dell’indotto. Al loro fianco le famiglie, tutta la cittadinanza, parlamentari nazionali, i sindaci e i gonfaloni dei comuni del comprensorio la cui economia è strettamente legata alle sorti della casa automobilistica. Così in coro hanno ribadito: “Vogliamo difendere la nostra fabbrica, come abbiamo fatto nel 2002″. Il leader Fiom Giorgio Cremaschi, ha incolpato i vertici Fiat: ‘’Finora Sergio Marchionne ha detto che Fiat non chiuderà alcuno stabilimento in Germania e se ci sarà l’accordo con Opel; non ha mai detto la stessa cosa invece per le fabbriche italiane, per cui c’è molta ansia tra gli operai’’. E l’offerta torinese per Opel è stata rivista, dopo l’accoglienza non proprio calda da parte delle autorità tedesche e di General Motors, che hanno fatto filtrare le loro preferenze per gli austriaco canadesi di Magna. Il ministro dell’economia tedesco Karl-Theodor zu Guttenberg, ha dichiarato di aver ricevuto “un piano più esauriente nelle ultime ore”. Circostanza non confermata dai portavoce del Lingotto. Secondo Bloomberg, la nuova proposta della Fiat prevedrebbe una maggiore quota nel capitale di Opel e anche un aumento del rischio che la società italiana prenderebbe a proprio carico. [...]
Il 23 Maggio 2009 alle 13:29 Fiat-Opel, rivista l’offerta. Termini Imerese in piazza, preoccupata per la fabbrica - GREG NOTIZIE ha scritto:
[...] Mentre lo sguardo dei dirigenti Fiat si volge verso la Germania, da dove arrivano notizie contrastanti sull’ esito dell’ affare Opel, migliaia di chilometri più a sud, a Termini Imerese, gli operai protestano per il futuro della loro fabbrica. Le due storie sono legate: è contro l’ipotesi di riduzione degli organici in Italia per arrivare ad acquisire l’azienda tedesca che si manifesta in Sicilia. La concentrazione è stata organizzata da Fim, Fiom, Uilm e Fismic contro l’ipotesi di chiusura dello stabilimento o di riduzione del personale in caso di accordo tra il Lingotto e la Opel. Hanno partecipato, secondo gli organizzatori, cinquemila persone. C’erano ovviamente i lavoratori della fabbrica che assembla la Lancia Y e dell’indotto. Al loro fianco le famiglie, tutta la cittadinanza, parlamentari nazionali, i sindaci e i gonfaloni dei comuni del comprensorio la cui economia è strettamente legata alle sorti della casa automobilistica. Così in coro hanno ribadito: “Vogliamo difendere la nostra fabbrica, come abbiamo fatto nel 2002″. Il leader Fiom Giorgio Cremaschi, ha incolpato i vertici Fiat: ‘’Finora Sergio Marchionne ha detto che Fiat non chiuderà alcuno stabilimento in Germania e se ci sarà l’accordo con Opel; non ha mai detto la stessa cosa invece per le fabbriche italiane, per cui c’è molta ansia tra gli operai’’. E l’offerta torinese per Opel è stata rivista, dopo l’accoglienza non proprio calda da parte delle autorità tedesche e di General Motors, che hanno fatto filtrare le loro preferenze per gli austriaco canadesi di Magna. Il ministro dell’economia tedesco Karl-Theodor zu Guttenberg, ha dichiarato di aver ricevuto “un piano più esauriente nelle ultime ore”. Circostanza non confermata dai portavoce del Lingotto. Secondo Bloomberg, la nuova proposta della Fiat prevedrebbe una maggiore quota nel capitale di Opel e anche un aumento del rischio che la società italiana prenderebbe a proprio carico. [...]
Il 25 Maggio 2009 alle 21:54 Fiat-Opel, mercoledì vertice decisivo. GM verso la bancarotta controllata » Panorama.it - Economia ha scritto:
[...] Mercoledì sarà il giorno della verità per le mire di Fiat su Opel: il governo tedesco si riunirà in un vertice definitivo e sceglierà l’offerta da appoggiare nelle trattative con la General Motors tra le tre pervenute: quella di Fiat, quella di Magna e quella del fondo Ripplewood. A questo appuntamento, scrive il Tagespiegel, saranno presenti - oltre a Marchionne e probabilmente John Elkann - i vertici della Magna e del fondo Ripplewood, la Merkel, i ministri tedeschi competenti, i rappresentanti del governo Usa e i governatori delle regioni in cui si trovano gli impianti della casa automobilistica. Non sarà una decisione facile, perché nella Grande Coalizione che sostiene l’esecutivo le divisioni interne sono più che mai accentuate a pochi mesi dalle elezioni. E anche i vari governatori dei Land dove si trovano le fabbriche Opel faranno sentire il loro peso politico. “L’offerta è chiara, ora dobbiamo solo parlare poco e aspettare” ha commentato il presidente del gruppo di Torino Luca Cordero di Montezemolo. Ma l’Ad Sergio Marchionne non resterà chiuso in una stanza a sperare nel verdetto favorevole: domani, secondo quanto detto da Montezemolo, “andrà direttamente dalla Merkel” insieme a John Elkann. C’è da lavorare sul versante alleanze: gli austriaco canadesi di Magna hanno appoggi importanti in Russia con la banca Siberbank i cui vertici, secondo le rivelazioni della Bild, avrebbero incontrato Angela Merkel e Zu Guttemberg in un vertice segreto nel fine settimana. Ma a pesare sarà ancora di più il parere della General Motors, la casa madre americana, di cui Opel è l’emanazione in Europa. Per quella che per decenni fu la più grande casa automobilistica del mondo, la bancarotta sembra ormai inevitabile. Con il ricorso al Chapter 11, l’amministrazione controllata, già sperimentato dal governo Usa con la Chrysler. Il debito è gigantesco (in tutto sono 19,4 i miliardi di dollari investiti dallo Stato americano). Il termine fissato dalla Casa Bianca per la presentazione di un piano di ristrutturazione è il 1 giugno. Arriverà quindi dopo il vertice in Germania. Ma è chiaro che l’orientamento dell’amministrazione Obama conterà anche nella decisione sul destino di Opel. [...]
Il 25 Maggio 2009 alle 22:08 Fiat-Opel, mercoledì vertice decisivo. GM verso la bancarotta controllata - GREG NOTIZIE ha scritto:
[...] Mercoledì sarà il giorno della verità per le mire di Fiat su Opel: il governo tedesco si riunirà in un vertice definitivo e sceglierà l’offerta da appoggiare nelle trattative con la General Motors tra le tre pervenute: quella di Fiat, quella di Magna e quella del fondo Ripplewood. A questo appuntamento, scrive il Tagespiegel, saranno presenti - oltre a Marchionne e probabilmente John Elkann - i vertici della Magna e del fondo Ripplewood, la Merkel, i ministri tedeschi competenti, i rappresentanti del governo Usa e i governatori delle regioni in cui si trovano gli impianti della casa automobilistica. Non sarà una decisione facile, perché nella Grande Coalizione che sostiene l’esecutivo le divisioni interne sono più che mai accentuate a pochi mesi dalle elezioni. E anche i vari governatori dei Land dove si trovano le fabbriche Opel faranno sentire il loro peso politico. “L’offerta è chiara, ora dobbiamo solo parlare poco e aspettare” ha commentato il presidente del gruppo di Torino Luca Cordero di Montezemolo. Ma l’Ad Sergio Marchionne non resterà chiuso in una stanza a sperare nel verdetto favorevole: domani, secondo quanto detto da Montezemolo, “andrà direttamente dalla Merkel” insieme a John Elkann. C’è da lavorare sul versante alleanze: gli austriaco canadesi di Magna hanno appoggi importanti in Russia con la banca Siberbank i cui vertici, secondo le rivelazioni della Bild, avrebbero incontrato Angela Merkel e Zu Guttemberg in un vertice segreto nel fine settimana. Ma a pesare sarà ancora di più il parere della General Motors, la casa madre americana, di cui Opel è l’emanazione in Europa. Per quella che per decenni fu la più grande casa automobilistica del mondo, la bancarotta sembra ormai inevitabile. Con il ricorso al Chapter 11, l’amministrazione controllata, già sperimentato dal governo Usa con la Chrysler. Il debito è gigantesco (in tutto sono 19,4 i miliardi di dollari investiti dallo Stato americano). Il termine fissato dalla Casa Bianca per la presentazione di un piano di ristrutturazione è il 1 giugno. Arriverà quindi dopo il vertice in Germania. Ma è chiaro … Per leggere tutto l’articolo vai al sito ufficale Notizie, Settimanali [...]
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