La Bild: Angela Merkel appoggia Fiat nella partita per Opel

Germania
Cambiano le carte in tavola nella partita a tre per il destino di Opel. E la Fiat ha in mano la regina: secondo il domenicale della Bild, il più letto quotidiano tedesco, il cancelliere Angela Merkel vede di buon occhio una vittoria del gruppo italiano, perché si oppone decisamente al piano di Magna. Gli austro-canadesi vogliono tagliare 2200 posti di lavoro nella fabbrica di Bochum, Nordreno-Westfalia, il più industrializzato e popoloso dei Laender tedeschi. Una condizione che a frau Angela non piace proprio, anche in vista delle elezioni dell’autunno. Dopo essere stato per decenni una roccaforte socialdemocratica, il Nordreno-Westfalia è stato conquistato nel 2005 da Jurgen Ruttgers, un cristiano-democratico di sinistra, che continua tuttora a godere di una vasta popolarità per il suo impegno sociale e governa lo stato alla testa di una coalizione con il partito liberale. Un accordo sfavorevole lo metterebbe in seria difficoltà.
La posizione ufficiale del governo resta di assoluta neutralità e oggi il ministro dell’Economia Karl Theodor Zu Guttemberg ha detto che nessuna delle tre offerte presentate per Opel garantisce “in modo sufficiente che le risorse messe a disposizione dal governo tedesco non vadano perse”. Per l’esponente dell’Esecutivo, le proposte sono “insufficienti” e può essere meglio “un’insolvenza regolamentata” Dichiarazioni che non sono piaciute per niente al ministro degli esteri, e futuro candidato della Spd a settembre, Frank-Walter Steinmeier: “Consiglio a chiunque di smetterla una volta per tutte con le chiacchiere su un’insolvenza di Opel” ha detto. Non che il piano Fiat non preveda sacrifici: la nuova offerta messa a punto dal Lingotto promette 2000 esuberi al massimo e l’accettazione della Mitbestimmung, la cogestione sindacale. Almeno secondo quanto ha dichiarato Sergio Marchionne in un’intervista sempre alla Bild. Mentre riconosce che il Lingotto “incontra attualmente in Germania ancora alcune riserve”, il manager italocanadese precisa che “diversamente dai nostri concorrenti, il nostro piano è un bastione contro l’esodo di tecnologia automobilistica dalla Germania e dall’Italia”. In concreto Marchionne promette di mantenere almeno 23mila dei 25mila posti di lavoro Opel in Germania. In un altro occhiolino ai sindacati aggiunge che il Lingotto rispetterà “tutte le norme sul diritto del lavoro esistenti in Germania, in particolare la legge aziendale e la ‘Mitbestimmung’ (sindacalisti e rappresentanti dei datori di lavoro nel Consiglio di sorveglianza di un’azienda). L’ad di Fiat aggiunge che “i 4 miliardi di obblighi pensionistici di Gm Europe sono calcolati nel nostro piano di finanziamento” e sottolinea che “a differenza degli altri competitori, Fiat dispone di un sufficiente ed elevato cash-flow, superiore a 3 miliardi di euro all’anno. Oltre a ciò, ci sono 1,5 miliardi di euro di sinergie con Gm Europe, compresa Opel, che ci consentiranno di restituire le garanzie statali (promesse dal governo tedesco, ndr) al massimo entro 5 anni”.

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Il 25 Maggio 2009 alle 15:11 Opel: la grande partita a poker…. con la vita dei dipendenti « Pensiero finanziario indipendente ha scritto:

[...] Opel: la grande partita a poker…. con la vita dei dipendenti 25 05 2009 I contendenti di Opel cominciano a scoprire le carte (e gli scheletri negli armadi)? Da uno stralcio del Sole24Ore, prima mossa al Dott. Marchionne che parte con 2.000 esuberi (si, magari!). [...]

Il 25 Maggio 2009 alle 21:59 Fiat-Opel, mercoledì vertice decisivo. GM verso la bancarotta controllata » Panorama.it - Economia ha scritto:

[...] Mercoledì sarà il giorno della verità per le mire di Fiat su Opel: il governo tedesco si riunirà in un vertice definitivo e sceglierà l’offerta da appoggiare nelle trattative con la General Motors tra le tre pervenute: quella di Fiat, quella di Magna e quella del fondo Ripplewood. A questo appuntamento, scrive il Tagespiegel, saranno presenti - oltre a Marchionne e probabilmente John Elkann - i vertici della Magna e del fondo Ripplewood, la Merkel, i ministri tedeschi competenti, i rappresentanti del governo Usa e i governatori delle regioni in cui si trovano gli impianti della casa automobilistica. Non sarà una decisione facile, perché nella Grande Coalizione che sostiene l’esecutivo le divisioni interne sono più che mai accentuate a pochi mesi dalle elezioni. E anche i vari governatori dei Land dove si trovano le fabbriche Opel faranno sentire il loro peso politico. “L’offerta è chiara, ora dobbiamo solo parlare poco e aspettare” ha commentato il presidente del gruppo di Torino Luca Cordero di Montezemolo. Ma l’Ad Sergio Marchionne non resterà chiuso in una stanza a sperare nel verdetto favorevole: domani, secondo quanto detto da Montezemolo, “andrà direttamente dalla Merkel” insieme a John Elkann. C’è da lavorare sul versante alleanze: gli austriaco canadesi di Magna hanno appoggi importanti in Russia con la banca Siberbank i cui vertici, secondo le rivelazioni della Bild, avrebbero incontrato Angela Merkel e Zu Guttemberg in un vertice segreto nel fine settimana. Ma a pesare sarà ancora di più il parere della General Motors, la casa madre americana, di cui Opel è l’emanazione in Europa. Per quella che per decenni fu la più grande casa automobilistica del mondo, la bancarotta sembra ormai inevitabile. Con il ricorso al Chapter 11, l’amministrazione controllata, già sperimentato dal governo Usa con la Chrysler. Il debito è gigantesco (in tutto sono 19,4 i miliardi di dollari investiti dallo Stato americano). Il termine fissato dalla Casa Bianca per la presentazione di un piano di ristrutturazione è il 1 giugno. Arriverà quindi dopo il vertice in Germania. Ma è chiaro che l’orientamento dell’amministrazione Obama conterà anche nella decisione sul destino di Opel. [...]

Il 25 Maggio 2009 alle 22:40 Fiat-Opel, mercoledì vertice decisivo. GM verso la bancarotta controllata - GREG NOTIZIE ha scritto:

[...] Mercoledì sarà il giorno della verità per le mire di Fiat su Opel: il governo tedesco si riunirà in un vertice definitivo e sceglierà l’offerta da appoggiare nelle trattative con la General Motors tra le tre pervenute: quella di Fiat, quella di Magna e quella del fondo Ripplewood. A questo appuntamento, scrive il Tagespiegel, saranno presenti - oltre a Marchionne e probabilmente John Elkann - i vertici della Magna e del fondo Ripplewood, la Merkel, i ministri tedeschi competenti, i rappresentanti del governo Usa e i governatori delle regioni in cui si trovano gli impianti della casa automobilistica. Non sarà una decisione facile, perché nella Grande Coalizione che sostiene l’esecutivo le divisioni interne sono più che mai accentuate a pochi mesi dalle elezioni. E anche i vari governatori dei Land dove si trovano le fabbriche Opel faranno sentire il loro peso politico. “L’offerta è chiara, ora dobbiamo solo parlare poco e aspettare” ha commentato il presidente del gruppo di Torino Luca Cordero di Montezemolo. Ma l’Ad Sergio Marchionne non resterà chiuso in una stanza a sperare nel verdetto favorevole: domani, secondo quanto detto da Montezemolo, “andrà direttamente dalla Merkel” insieme a John Elkann. C’è da lavorare sul versante alleanze: gli austriaco canadesi di Magna hanno appoggi importanti in Russia con la banca Siberbank i cui vertici, secondo le rivelazioni della Bild, avrebbero incontrato Angela Merkel e Zu Guttemberg in un vertice segreto nel fine settimana. Ma a pesare sarà ancora di più il parere della General Motors, la casa madre americana, di cui Opel è l’emanazione in Europa. Per quella che per decenni fu la più grande casa automobilistica del mondo, la bancarotta sembra ormai inevitabile. Con il ricorso al Chapter 11, l’amministrazione controllata, già sperimentato dal governo Usa con la Chrysler. Il debito è gigantesco (in tutto sono 19,4 i miliardi di dollari investiti dallo Stato americano). Il termine fissato dalla Casa Bianca per la presentazione di un piano di ristrutturazione è il 1 giugno. Arriverà quindi dopo il vertice in Germania. Ma è chiaro … Per leggere tutto l’articolo vai al sito ufficale Notizie, Settimanali [...]

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