- Tags: Asia, Cina, lavoro, occupazione, posto, produttività
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Con il passare dei mesi, la morsa della crisi non si allenta, e in Asia, per la precisione sull’isola di Formosa, dove il crollo della produttività nel primo quadrimestre del 2009 ha superato il 10%, i taiwanesi si rimboccano le maniche e si inventano nuove originalissime occupazioni per far quadrare il bilancio familiare.
Chang You-wu, 35 anni, si è trasformato in un professionista nel “fare la fila per gli altri”. Aspetta pazientemente nelle boutiques di lusso il suo turno per acquistare gli accessori richiesti dai committenti, o nei teatri più in voga per ritirare i biglietti degli spettacoli più gettonati. Lo slogan con cui si auto-pubblicizza, “Sei occupato? Allora ci penso io!”, gli ha permesso di accumulare in un solo anno un migliaio di ore di lavoro, con una media di venti alla settimana, pagate, ognuna, quattro dollari e mezzo. Talvolta gli capita anche di essere ingaggiato da ragazze single per spingere il carrello della spesa al supermercato o addirittura per passeggiare in un parco. Ma per Chang You-wu tutto è lavoro: la crisi non gli permette di rifiutare nessun incarico.
Kao Shu-fang, 45 anni e madre di tre figli, per riempirsi la giornata ha risposto ad un annuncio governativo per “controllori di zanzare”. Si tratta di figure professionali a tempo determinato inserite in un programma nazionale di prevenzione della Dengue. Il compito di Kao Shu-fang e delle sue colleghe è infatti quello di bussare alle porte dei taiwanesi e ispezionarne le case per rimuovere tutte le impurità e gli accumuli di acqua stagnante che possono attirare le zanzare. Kao Shu-fang controlla in media un centinaio di case al giorno. Guadagnando solo 24 dollari.
Jenny Hsu, 33 anni, ex proprietaria di un salone di bellezza, ha dovuto liquidare tutto e ora mantiene una bancarella in affitto al mercato notturno di Taipei, dove mette in forma le sopracciglia delle clienti di passaggio: una media di cinquanta a sera nei giorni feriali, che salgono a ottanta nei festivi. Il guadagno è di circa 152 dollari a notte.
Cheng Jun, ventinove anni, lavorava in una fabbrica che per abbattere i costi di produzione si è recentemente spostata in Cina. Dopo il licenziamento, ha iniziato a consegnare a domicilio ricette e medicine per i malati, che talvolta offrono anche una mancia un po’ più alta per essere accompagnati a passeggiare all’aria aperta. Ma si tratta in ogni caso di guadagni fin troppo miseri che non gli bastano per vivere. Tuttavia, Cheng Jun è consapevole che se fosse costretto a rinunciare anche a queste entrate la sua condizione diventerebbe davvero tragica.
- Lunedì 25 Maggio 2009
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