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	<title>Economia &#187; Istat: &#8220;Una famiglia su 5 a rischio povertà&#8221;. Padri disoccupati le nuove vittime</title>
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	<description>Canale Economia di Panorama.it</description>
	<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 20:57:06 +0000</pubDate>
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		<title>Istat: “Una famiglia su 5 a rischio povertà”. Padri disoccupati le nuove vittime</title>
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		<pubDate>Tue, 26 May 2009 10:25:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>emanuele rossi</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Presentato il rapporto dell'istituto di statistica sul paese: cresce la disoccupazione ma un quarto delle imprese esportano più di prima. Il 6,3% fatica ad arrivare a fine mese, il 10,4% non riesce a far fronte a una spesa imprevista da 700 euro. Identikit del nuovo disoccupato: padre, da 35 a 54 anni, residente al centro-nord. <strong>LEGGI ANCHE</strong>: <a href="http://blog.panorama.it/economia/2009/05/24/stipendi-dove-guadagnare-di-piu-in-un-paese-di-paghe-appiattite/">Stipendi: dove guadagnare di più in un paese di paghe appiattite</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://media.panorama.it/media/foto/2009/04/17/49e897e39a44f_zoom.jpg" alt="interinale" border="0" width="500" /></p>
<p>Redditi bassi, rischio povertà. E i padri di famiglia sempre più a rischio precarietà. Ma anche aziende che resistono e aumentano quote di mercato all&#8217;estero nella tempesta economica. Tra i tanti dati diffusi dall&#8217;<a href="http://www.istat.it/istat/eventi/2009/rapportoannuale/index.html" target="_blank">Istat nel suo rapporto annuale</a> sulla situazione del paese (più di 400 le pagine della 17esima edizione) a preoccupare di più è quello dell&#8217;esposizione al rischio di &#8220;vulnerabilità economica&#8221;: l&#8217;impossibilità o la difficoltà a fare fronte a spese impreviste. Che secondo l&#8217;istituto di statistica riguarda in Italia una persona su cinque. &#8221;Rischi altrettanto elevati&#8221; si osservano in Spagna, Grecia, Romania, Regno Unito e nei paesi baltici. Pesano le differenze territoriali: se al nord le persone a rischio sono in media il 9%, al sud si arriva al 30-35%. La percentuale di popolazione a basso reddito nel Paese si attesta al 18,4%, sulla base di valori del 2006; l&#8217;incidenza risulta massima in Sicilia (41,2%), Campania (36,8%) e Calabria (36,4%). All&#8217;opposto, i valori meno elevati si registrano in Valle d&#8217;Aosta (6,8%) e nelle province autonome di Bolzano (6,6%) e Trento (3,8%).<br />
Sul reddito disponibile medio, sempre con i dati al 2006, al nord è circa 20mila euro, mentre nel meridione scende a livelli più bassi, intorno ai 13mila euro.<br />
Per il presidente dell&#8217;Istat <a href="http://www.istat.it/istat/presidente/" target="_blank">Luigi Biggeri</a> la crisi di quest&#8217;ultimo anno può essere un&#8217;occasione &#8220;per riflettere sugli errori commessi; per evitare di ripeterli nel futuro; per rilanciare lo sviluppo a partire da basi nuove, poiché la distruzione creativa delle imprese e dei settori più deboli e inefficienti apre - ha concluso - nuove opportunità di riqualificazione e di crescita del sistema produttivo&#8221;.<br />
Alcune imprese, sottolinea l&#8217;Istituto, sono riuscite a sostenere l&#8217;impatto della crisi. Nel primo bimestre 2009 &#8220;più di una impresa esportatrice su quattro (quasi il 29%, circa 6.500 imprese) ha infatti registrato incrementi delle vendite all&#8217;estero, rispetto allo stesso periodo del 2008&#8243;. Il made in Italy continua a trainare fuori dai confini.<br />
Ma nonostante la tenuta buona dell&#8217;export, la disoccupazione continua a crescere: per la prima volta dal 1995, infatti, la crescita degli occupati nel 2008, che sono aumentati di 183 mila unità rispetto al 2007, è risultata inferiore a quella dei disoccupati, saliti di 186 mila unità sempre rispetto all&#8217;anno prima. E tocca nuove figure: &#8221;Un aspetto preoccupante&#8221; rileva infatti il rapporto &#8220;è la diminuzione del tasso di occupazione dei padri (dall&#8217;83,3% del 2007 all&#8217;82,7% del 2008), che contrasta con l&#8217;andamento crescente dei precedenti tre anni&#8221;. L&#8217;identikit del &#8220;nuovo disoccupato&#8221; secondo l&#8217;Istat è un uomo tra i 35 e i 54 anni, residente al centro-nord, con titolo di studio inferiore alla laurea. E nella maggior parte dei casi ha perso il lavoro nell&#8217;industria e si tratta di un padre di famiglia. Emerge poi una &#8221;minore qualita&#8217; dell&#8217;impiego&#8221;: tra il 2007 ed il 2008 i padri con una occupazione part-time, a termine o con una collaborazione sono 17 mila in più. Al contrario, quelli con un&#8217;occupazione a tempo pieno e con durata indeterminata risultano essere 107 mila in meno (73 mila tra i 35 ed i 44 anni).</p>
<p><strong>LEGGI ANCHE</strong>: <a href="http://blog.panorama.it/economia/2009/05/24/stipendi-dove-guadagnare-di-piu-in-un-paese-di-paghe-appiattite/">Stipendi: dove guadagnare di più in un paese di paghe appiattite</a></p>
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