Strozzate dall’usura: nel 2008, 15mila imprese costrette a chiudere

Banconote da 100 euro
Crisi-capestro, quella attuale. Che “rende le piccole imprese più esposte agli usura”. Nel 2008 sono state 15.000 quelle costrette a chiudere i battenti perché “sovraindebitate e spesso strozzate”. E poiché i primi dati del 2009 confermano questa tendenza, è partito l’allarme. A lanciarlo il presidente di Confesercenti Marco Venturi che chiede alle banche diverse modalità nell’erogazione del credito.
Nella sua relazione ieri all’assemblea della confederazione, dove sono intervenuti anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il ministro dello Sviluppo Claudio Scajola, Venturi ha parlato di imprenditori impauriti dalla criminalità e di “fallimenti e protesti” che “segnalano l’urgenza di contrastare la fragilità finanziaria delle piccole aziende”. “Dobbiamo evitare di rispondere alle difficoltà dando loro l’ombrello quando splende il sole e togliendolo quando comincia a piovere”, è la stoccata riservata alle banche che devono assumere “un ruolo diverso, più funzionale alle strategie di sviluppo del paese”.
“I piccoli imprenditori hanno paura, stretti tra la violenza della criminalità comune e la morsa di quella organizzata che gestisce un volume di ‘affarì di oltre 130 miliardi di euro. Buona parte di questi - dice Venturi - arrivano dal taglieggiamento imposto alle imprese e dall’usura che cresce in modo esponenziale a causa della crisi economica e delle difficoltà degli imprenditori ad accedere ai finanziamenti bancari. Se l’unica chance che ci rimane è quella del ricorso all’usuraio allora è meglio chiudere prima”. “Solo sostenendo i consorzi fidi, con adeguati finanziamenti finalizzati ad aiutare le piccole e medie imprese, si potranno evitare inutili sofferenze, minacce e ricatti”, secondo il presidente dei commercianti.
Inoltre, le Pmi “devono essere liberate anche da quell’economia sommersa, favorita da migliaia di immigrati clandestini e di furboni nostrani pronti ad alimentare la concorrenza sleale contro chi rispetta regole costose e spesso incomprensibili. è ora di dire basta a ogni illegalità e a ogni spreco del denaro pubblico versato dai cittadini e dalle imprese. La grande svolta che serve è quella di cambiare radicalmente il Paese, affrancandolo dagli sprechi e dalla pletora insopportabile di istituzioni e di nomine d’ogni tipo”. La riforma federale, che non deve servire in nessun modo a moltiplicare poltrone o aumentare la pressione fiscale, avverte Venturi, “prevede il taglio di circa 50.000 consiglieri ed assessori di Comuni, Province e Circoscrizioni. Bene, se son rose fioriranno”.

Sul fronte della crisi economica il presidente di Confesercenti fa una richiesta precisa al governo: un bonus fiscale alle imprese che non riducono gli occupati e uno sgravio ulteriore per chi aumenta i dipendenti. Una soluzione adottata in Spagna che si dovrebbe attuare all’interno della manovra già annunciata dall’esecutivo. “E non ci si venga a dire” ha incalzato “che non ci sono risorse. Servono soldi? Allora via le Province e le comunità montane, insomma via le troppe poltrone”. “È ora di dire basta a ogni illegalità e a ogni spreco di denaro pubblico”, ha detto, e serve una “grande svolta” per “cambiare radicalmente il Paese, affrancandolo dagli sprechi e dalla pletora insopportabile di istituzioni e di nomine d’ogni tipo. “Gli italiani sono stufi e le istituzioni devono prenderne coscienza”.

Commenti

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Il 29 Maggio 2009 alle 14:43 Le banche che finanziano….. Fiat e le proprie speculazioni? « Pensiero finanziario indipendente ha scritto:

[...] P.S.: ma non dovevano finanziare l’economia reale in cambio dei Tremonti-bond? [...]

Il 15 Giugno 2009 alle 17:55 lbernardo ha scritto:

Qualche giorno fa ho finito di leggere “Di rata in rata” (L’Ancora del mediterraneo, 2009) di Nello Scavo, giornalista siciliano che scrive per L’Avvenire, e che parla del fenomeno dell’usura dal Nord al Sud Italia attraverso i racconti delle vittime strozzate dal racket, la descrizione dei loro stati d’animo e delle nuove forme di usura che si annidano nel nostro Pese. Lo consiglio a tutti coloro i quali vogliono approfondire l’argomento e avere un quadro più chiaro del fenomeno.
Io sono siciliana e la mia casa si trova vicino ad un ristorante che almeno una/due volte l’anno viene ciclicamente incendiato, ricostruito e di nuovo incendiato perchè il proprietario si rifiuta di pagare il pizzo. Pur non conoscendolo personalmente lo ammiro e lo stimo profondamente. Le vittime dell’usura devono provare pressochè lo stesso sentimento di impotenza, frustrazione e rabbia che avvertono le vittime del pizzo, e questo libro mi ha aiutato a dare risposta a molti dei “perché” e dei “come” possano perpetrarsi atroci sofferenze in nome del dio denaro.

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