Energia verde: Gasati dai pannelli. La sfida dei Fabiani

di Alessandra Gerli

Fonti fossili e fonti rinnovabili, gas da una parte, eolico e solare dall’altra.
Sono due le gambe energetiche dei quattro fratelli Fabiani, che convivono senza contraddizioni o incompatibilità. Dieci anni fa Giandomenico (che oggi ha 44 anni), Giordano (39), Gioele (38) e Gianluca (36) hanno ereditato un impero nella distribuzione del gas: la Italcogim, la Compagnia generale impianti metano che il padre Domenico aveva costruito a partire dagli anni Cinquanta.

Nel luglio del 2006, quando la società aveva 500 mila clienti e un giro d’affari di 300 milioni, i quattro fratelli ne hanno ceduto il controllo al colosso Gaz de France (poi diventato GdfSuez). Oggi, con la loro Italtrading, i Fabiani sono tra i primi 10 grossisti di gas in Italia e stanno progettando il prossimo ritorno sul mercato dei clienti finali. Ma vogliono giocare da protagonisti anche nella partita delle rinnovabili.

La prima pietra della Unendo Energia, come si chiama la società ecoenergetica dei Fabiani bros, è stata messa nel 2006 «per diversificare il rischio e migliorare: le fonti fossili nel nostro Paese erano ormai a regime» spiega Giordano, che della Unendo è presidente. Da allora hanno investito 60 milioni di euro per un parco eolico a Troia, in provincia di Foggia, e altri 65 per 12 campi fotovoltaici da Nord a Sud della Penisola,alcuni aperti su ex discariche di rifiuti. Gli investimenti programmati per i prossimi 3 anni ammontano a 700 milioni.

Nel frattempo la Unendo ha acquistato un’azienda marchigiana che produce e installa pannelli solari, la Renergies Italia, con l’obiettivo di dominare l’intera filiera e di riuscire a dire la sua nel fotovoltaico del futuro.
Dice Giordano: “Quanto alla tecnologia utilizzata, l’eolico ha raggiunto una fase di maturità. Ci saranno miglioramenti, ma a piccoli passi. Nella cattura di energia dal sole, invece,c’è ancora un grande salto da fare. Oggi il rendimento di un pannello fotovoltaico è tra il 15 e il 17 per cento, ma potremo arrivare al 30, al 40 e anche al 50 per cento nei prossimi anni, avvicinandoci finalmente alla parità con le centrali a turbogas, che hanno rendimenti tra il 60 e il 65 per cento. Noi puntiamo a quello, al fotovoltaico di terza generazione”.

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