Energia pulita: Un Garofano tutto verde. Alerion a 500 megawatt

di Alessandra Gerli

L’ultima delle numerose vite di Giuseppe «Pippo» Garofano è ecoenergetica. A 65 anni l’ex numero uno della Montedison, detto «il Cardinale» per la sua vicinanza all’Opus Dei, è oggi la mente e il motore del terzo produttore puro di energia verde in Italia: la Alerion Clean Power, che ha piani di crescita ingenti e soci importanti come il fondo per le infrastrutture F2i di Vito Gamberale, il Monte dei Paschi di Siena, la Premafin di Salvatore Ligresti. «In verità, sotto vari nomi, la Alerion guarda alle rinnovabili da molto tempo» puntualizza l’amministratore delegato Giulio Antonello. Tutto comincia nel 1995.

Mentre è in corso il processo Enimont, dove finirà condannato pur dichiarandosi vittima di concussione, Garofano fonda una società di consulenza e private banking, la Ibi.

Fra i clienti, Luigi Agarini, che ha appena rivenduto il suo 25 per cento nelle acciaierie di Terni alla ThyssenKrupp. “Gli consigliammo di investire nelle rinnovabili acquistando una piccola società, la futura Enertad” ricorda Antonello, e come compenso “ottenemmo una quota di minoranza”. Da allora la Ibi, che via via Garofano tramuta in una holding di investimento quotata in borsa e ribattezza Alerion, “continua a seguire con cura la Enertad”. Quando quest’ultima “entra in difficoltà”, la Alerion prova a comprarla. Ma ad aggiudicarsela, a fine 2006, è il colosso petrolifero italiano Erg.

A fine 2007 la Alerion vende “molto bene (50 milioni di euro, ndr) alla Erg la sua quota nella Enertad” e decide di impegnarsi “in prima persona nelle rinnovabili, dove avevamo avuto un’esperienza positiva, da pionieri. Scorporate tutte le partecipazioni non energy, da holding di analisti finanziari ci trasformiamo in una società industriale che produce solo kilowatt verdi”.
Oggi la Alerion Clean Power ha parchi eolici e fotovoltaici per una potenza installata di 125 megawatt e sta per aprirne di nuovi per altri 106. L’obiettivo a medio termine è più che raddoppiare: “Arrivare a 500 megawatt nell’eolico, 50 nel fotovoltaico e cinque nelle biomasse” prevede Antonello.

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