
Credits: La Presse
Locomotiva cinese? Traino asiatico? Ripresa alle porte? Sono tanti i giornali che diffondono con ottimismo le stime di economisti pronti a scommettere che sarà l’Asia a trascinare l’Italia e il mondo fuori dalla stagnazione post-crisi economica. D’altronde, non si può negare che il Pil cinese sia cresciuto quest’anno del 7,9%, quello indiano del 6%, l’indonesiano del 5%, quasi come se la crisi avesse sfiorato solo marginalmente i vecchi e i nuovi giganti economici d’Oriente.
Mario Deaglio, econonomista torinese particolarmente attento agli equilibri asiatici, è convinto che la Cina possa aiutare, ma non trainare, l’economia mondiale. Anche grazie alla manovra di 4.000 miliardi di yuan approvata dal governo di Pechino, il Paese è riuscito a sfuggire alle regole generali della crisi. Investimenti di tale portata sono riusciti a mantenere l’economia dinamica, e la crescita al 7,9% lo dimostra.
Attenzione però: la Cina uscirà dalla crisi con una struttura economica in cui la manifattura a basso costo peserà meno del passato, e quella di beni di consumo di medio valore su cui si sta investendo oggi si ritaglierà una fetta ben più significativa. Questo vuol dire che la Cina avrà proporzionalmente meno bisogno di importare prodotti di fascia media dall’estero ma continuerà ad approvvigionarsi di quelli di nicchia. Che potranno ricominciare ad arrivare da Occidente, ma anche da un Oriente (Giappone, Corea del Sud, Australia) che ha bisogno tanto quanto Europa e Stati Uniti di un mercato dinamico cui destinare le produzioni nazionali.
Il caso dell’India è diverso, perché la crescita del subcontinente non é trainata dalle esportazioni verso l’estero e dagli investimenti del resto del mondo tanto quanto quella cinese. E questo è forse uno dei motivi per cui la crescita del Pil del secondo gigante d’Asia ha subito un contraccolpo molto inferiore rispetto a quello dell’Occidente. É vero che un paese che continua a crescere a velocità così elevate non farà altro che offrire a mercati europei stagnanti decine di migliaia di nuovi consumatori. Ma non é detto che le preferenze dei nuovi ricchi indiani potranno essere soddisfatte solo da Ovest: europei e americani sentiranno la concorrenza cinese e giapponese anche sul mercato del subcontinente, e, di nuovo con l’eccezione dei prodotti di nicchia, settore in cui la Cina non é ancora leader, la partita la vincerà il concorrente più competitivo.
C’ è un ultimo punto su cui l’attuale crisi dovrebbe far riflettere: in passato i sussulti economico-finanziari dell’Occidente hanno avuto ripercussioni profonde in Oriente. Oggi, l’Est sembra essere diventato l’ancora di salvataggio dell’Ovest. Non lo affonderà, perché ne ha bisogno, ma non lo trascinerà fuori dalla crisi né lo favorirà in qualunque modo a meno che questo non sia utile per l’Oriente stesso.
Cina e India stanno investendo in istruzione, produttività e innovazione. Hanno ancora molta strada da fare, ma Europa e Stati Uniti dovranno fare altrettanto se non vorranno ritrovarsi, in un futuro ancora non troppo vicino, a dipendere da questi paesi, e soprattutto dalla Cina, più di quanto non succeda oggi.

Cantiere cinese (Credits: La Presse)
- Venerdì 6 Novembre 2009

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Commenti
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Il 6 Novembre 2009 alle 22:25 enrico fumagalli ha scritto:
Guarda che luna…..
Il 8 Novembre 2009 alle 2:48 jimmie01 ha scritto:
Io quattro risate le voglio pure fare, pero’ te non mi dai lo spunto.Ricollegandomi al tuo commento ” left ” in altra sede, ma davvero in Italia si sta parlando di una bolla? E da cosa ( o da chi ) sarebbe creata? L’ italia e’ la prova dell’ inutilita’ dell’ intervento pubblico nell’ economia: a fronte di una spesa pubblica enorme, il tasso di disoccupazione e’ pauroso. A dar retta agli interventisti ( non voglio ricordare le polemiche tra Adam Smith e i suoi critici ) ogni volta che lo Stato pompa denaro nell’ economia, il tasso di disoccupazione scende, fin al caso estremo di una spesa pubblica elevatissima che contrarrebbe, a detta di alcuni, il tasso di disoccupazione al minimo: il cosi detto tasso di disoccupazione naturale. I fatti danno torto a questi signori. Da ultimo il caso USA. Ove Obama non ha ancora ottenuto, se mai otterra’, alcun risultato positivo al suo ” pacchetto di stimolo “, quasi un trilione di dollari. Probabilmente l’ unico effetto che otterra’ sara’ un terribile tasso di inflazione. Qualcuno avrebbe dovuto spiegargli il significato di una formuletta facile, facile: MV=PT. Magari il suo Segretario del Tesoro.
Il 8 Novembre 2009 alle 3:23 enrico fumagalli ha scritto:
jimmie01, non solo in Italia ma anche economisti americani, quelli che hanno poco spazio.Dicono che sono gli stessi della precedente, ti risulta che li abbiano cacciati? Qui c’è esaltazione, siamo la sesta potenza industriale con fabbriche che chiudono a tutto spiano eppure sono attive, dislocano, lo fanno da tanto. la disoccupazione aumenta ma siamo in ripresa, l’Italia la crisi non l’ha nemmeno vista, deve ancora arrivare. Il 23/12 iniziano il ponte, credendo fosse per le feste di fine anno ho chiesto fino a quando ed mi hanno detto forse 15 o 20 anni, se arrivano soldi. Ho capito che parlavano di quello di Messina. Ma dimmi tu se riesci a capirci qualcosa. Valutato da tutti, categoria trasportatori, pendolari delle due sponde considerato inutile perché non ne faranno uso, costa troppo e non guadagnano tempo. Nessun privato si è fatto vivo, e una ragione c’è, non rende. Han messo in vendita pure il tunnel della Manica, un deficit enorme, collega solo l’Inghilterra all’Europa. Preventivato X costerà XXX finanziato al 40% Stato, 60% privati, finirà 100% Stato e a guadagnarci solo la mafia. T’è piaciuto lo spunto? Temo pero che sia paura del confronto per scarsa preparazione.
Il 8 Novembre 2009 alle 15:28 jimmie01 ha scritto:
Si’ lo spunto mi e’ piaciuto. Peccato non faccia ridere ma piangere. Scarsa preparazione? Forse. Sai non pretendo di dar lezioni di economia. La mia preparazione e’ in altri campi. La macro economia e’ stata da me studiata ” en passant “, come corollario alle discipline giuridiche. La micro economia l’ ho imparata sul campo, negli anni del mio lavoro in Italia per una grande azienda. Oggi cerco di tenere occhi aperti ed orecchie in ” radar mode “. Leggo quando ho tempo, il piu’ delle volte a notte fonda e mi guardo le news alla TV registrate, nei ritagli di tempo. Quanto a te, ti avevo dato anch’io uno spunto niente male ( Adam Smith e la formuletta MV=PT ). Non uno spunto ridanciano, ma pur sempre qualcosa per un confronto ad un certo livello. Che fai sfuggi? Quanto a me,invece, oggi e’ domenica: giorno dedicato intieramente alla famiglia: mio figlio e mia moglie. Pensiamo di andare allo zoo di Philadelfia, chissa’ che non vi incontriamo un esemplare di una razza sempre piu’ diffusa qui negli USA: la razza “liberals”. Proprio una razza da zoo! O forse e’ piu’ una razza da circo? Mah!
Il 8 Novembre 2009 alle 19:08 enrico fumagalli ha scritto:
E chi è sto Adam Smith e che significa MV=PT, io conosco H2 O ma quando la bevo non controllo la formula. Non occorre essere esperti per capire che siamo a rotoli grazie agli esperti di macro e micro, se non ci arrivi a capirlo non è colpa mia.
Il 15 Novembre 2009 alle 14:34 enrico fumagalli ha scritto:
Per jimmie01, ho provato due volte a contattarti con i dati che mi hai fornito, cosa strana, solo dopo due giorni, per entrambe le volte, ho ricevuto l’avviso di fallito tentativo. In genere arriva dopo quelche minuto se l’ID è sbagliato, attraverseranno l’Atlantico a nuoto?
o gli USA si sono isolati e non è più possibile connettersi.
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