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	<title>Economia &#187; Cina e India porteranno l&#8217;Europa fuori dalla crisi? Meglio non farsi illusioni  </title>
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	<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 20:57:06 +0000</pubDate>
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		<title>Cina e India porteranno l’Europa fuori dalla crisi? Meglio non farsi illusioni</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 17:15:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudia astarita</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Cina e India stanno investendo in istruzione, produttività e innovazione. Europa e Stati Uniti dovranno fare lo stesso  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6484" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-6484" src="http://blog.panorama.it/mondo/files/2009/11/crisi-2.jpg" alt="Credits: La Presse" width="500" height="397" /><p class="wp-caption-text">Credits: La Presse</p></div>
<p><strong></strong><strong>Locomotiva cinese?</strong> Traino asiatico? <strong>Ripresa alle porte?</strong> Sono tanti i giornali che diffondono con ottimismo le stime di economisti pronti a scommettere che sarà l&#8217;Asia a trascinare l’Italia e il mondo fuori dalla stagnazione post-crisi economica. D’altronde, non si può negare che il Pil cinese sia cresciuto quest’anno del 7,9%, quello indiano del 6%, l’indonesiano del 5%, <strong>quasi come se la crisi avesse sfiorato solo marginalmente i vecchi e i nuovi giganti economici d’Oriente.</strong><span id="more-2308"></span></p>
<p><strong><a title="deaglio" href="http://web.econ.unito.it/deaglio/" target="_blank">Mario Deaglio</a></strong>, econonomista torinese particolarmente attento agli equilibri asiatici,<strong> è  convinto che la Cina possa aiutare, ma non trainare, l’economia mondiale.</strong> Anche grazie alla manovra di 4.000 miliardi di yuan approvata dal governo di Pechino, <strong>il Paese è riuscito a sfuggire alle regole generali della crisi.</strong> Investimenti di tale portata sono riusciti a mantenere l’economia dinamica, e la crescita al 7,9% lo dimostra.</p>
<p><strong>Attenzione però:</strong> <a title="crisi" href="http://http://www.newsweek.com/id/218282" target="_blank">la Cina uscirà dalla crisi </a>con una struttura economica in cui la manifattura a basso costo peserà meno del passato, e quella di beni di consumo di medio valore su cui si sta investendo oggi si ritaglierà una fetta ben più significativa. Questo vuol dire che <strong>la Cina avrà proporzionalmente meno bisogno di importare prodotti di fascia media dall’estero ma continuerà ad approvvigionarsi di quelli di nicchia.</strong> Che potranno ricominciare ad arrivare da Occidente, ma anche da un Oriente (Giappone, Corea del Sud, Australia) che ha bisogno tanto quanto Europa e Stati Uniti di un mercato dinamico cui destinare le produzioni nazionali.</p>
<p><strong>Il caso dell’India è  diverso</strong>, perché la crescita del subcontinente non é trainata dalle esportazioni verso l’estero e dagli investimenti del resto del mondo tanto quanto quella cinese. E questo è forse uno dei motivi per cui la crescita del Pil del secondo gigante d’Asia ha subito un contraccolpo molto inferiore rispetto a quello dell’Occidente. É vero che un paese che continua a crescere a velocità così elevate non farà altro che offrire a mercati europei stagnanti decine di migliaia di nuovi consumatori. Ma <strong>non é detto che le preferenze dei nuovi ricchi indiani potranno essere soddisfatte solo da Ovest:</strong> europei e americani sentiranno la concorrenza cinese e giapponese anche sul mercato del subcontinente, e, di nuovo con l’eccezione dei prodotti di nicchia, settore in cui la Cina non é ancora leader, la partita la vincerà il concorrente più competitivo.</p>
<p><strong>C’ è un ultimo punto su cui l&#8217;attuale crisi dovrebbe far riflettere:</strong> <a title="ancora" href="http://edition.cnn.com/2009/WORLD/americas/10/16/zakaria.dowjones/index.html" target="_blank">in passato i sussulti economico-finanziari dell’Occidente hanno avuto ripercussioni profonde in Oriente. Oggi, l’Est sembra essere diventato l’ancora di salvataggio dell’Ovest. </a>Non lo affonderà, perché ne ha bisogno, ma non lo trascinerà fuori dalla crisi né  lo favorirà in qualunque modo a meno che questo non sia utile per l’Oriente stesso.</p>
<p><strong>Cina e India stanno investendo in istruzione, produttività e innovazione. Hanno ancora molta strada da fare, ma Europa e Stati Uniti dovranno fare altrettanto</strong> se non vorranno ritrovarsi, in un futuro ancora non troppo vicino, a dipendere da questi paesi, e soprattutto dalla Cina, più di quanto non succeda oggi.</p>
<div id="attachment_6485" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-6485" src="http://blog.panorama.it/mondo/files/2009/11/crisi-1.jpg" alt="Cantiere cinese (Credits: La Presse)" width="500" height="353" /><p class="wp-caption-text">Cantiere cinese (Credits: La Presse)</p></div>
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