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	<title>Economia &#187; Libia, un &#8220;cantiere&#8221; da 150 miliardi di euro. Tornano gli italiani con le pmi e la sanità</title>
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	<description>Canale Economia di Panorama.it</description>
	<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 15:51:46 +0000</pubDate>
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		<title><![CDATA[Libia, un “cantiere” da 150 miliardi di euro. Tornano gli italiani con le pmi e la sanità]]></title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 09:49:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimo morici</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La Libia invesitrà 150 miliardi di euro per lo sviluppo. Per l'Italia previste commesse per 1,5 miliardi di euro]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2299" class="wp-caption alignnone" style="width: 510px"><a href="http://blog.panorama.it/economia/files/2009/11/berlusconi-gheddafi.jpg"><img class="size-large wp-image-2299" src="http://blog.panorama.it/economia/files/2009/11/berlusconi-gheddafi-large.jpg" alt="Berlusconi e Gheddafi posano la prima pietra di un cantiere - (AP Photo/Ben Curtis)" width="500" height="337" /></a><p class="wp-caption-text">Berlusconi e Gheddafi posano la prima pietra di un cantiere - (AP Photo/Ben Curtis)</p></div>
<p>&#8220;Una miniera d&#8217;oro a un passo dall&#8217;Italia altro che la Cina&#8221;.</p>
<p>L&#8217;avvocato <a href="http://www.cameraitalolibica.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=57" target="_blank">Antonio de Capoa</a>, bolognese, presidente della <a href="http://www.cameraitalolibica.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=42&amp;Itemid=44" target="_blank">Camera di commercio Italo Libica</a>, ne è più che convinto. Ha partecipato all&#8217;inaugurazione a Tripoli della <a href="http://www.cameraitalolibica.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=527&amp;Itemid=71" target="_blank">seconda edizione </a>della &#8220;<strong>Fiera italo-libica per le infrastrutture, la meccanica e le tecnologie</strong>&#8220;, durata fino al 5 novembre e che ha visto oltre 50 imprese partecipanti. Gli obiettivi sono ambiziosi. &#8220;Siamo vicini alla conclusione di <strong>commesse</strong> per le aziende italiane per almeno <strong>1,5 miliardi di euro</strong>&#8220;, dichiara de Capoa a <em>Panorama.it</em>.<span id="more-2287"></span></p>
<p>Il paese, infatti, è al centro di grandi interessi internazionali e non solo per l&#8217;energia (dalla Libia, per esempio, arriva <a href="http://www.eni.it/it_IT/innovazione-tecnologia/progetti/greenstream/greenstream.shtml" target="_blank">Greenstream</a>, il terzo gasdotto per importazioni in Italia, che termina a Gela, gestito da una joint venture tra <a href="http://www.eni.it/it_IT/innovazione-tecnologia/progetti/greenstream/greenstream.shtml" target="_blank">Eni</a> e la libica National Oil Corporation). Tripoli, infatti, ha messo sul piatto <strong>150 miliardi di euro </strong>di investimenti <strong>entro i prossimi 5 anni</strong> per ridisegnare il paese.</p>
<p>Un&#8217;occasione da cogliere al volo. E l&#8217;<strong>Italia</strong> avrà un ruolo determinante, oltre nella costruzione di nuove vie di comunicazione, anche per la <strong>riorganizzazione sanitaria</strong> del paese. Secondo fonti della camera di commercio Italo Libica, in questi mesi è allo studio un programma di collaborazione tra strutture sanitarie italiane e quelle libiche, che prevede l&#8217;arrivo di<strong> pazienti libici </strong>in due ospedali del Nord Italia (si parla ottimisticamente di cifre a quattro zeri), mentre il personale medico libico potrà seguire dei corsi di aggiornamento nelle università del nostro paese.</p>
<p>Inoltre, una fonte di Confidustria ha confermato a <em>Panorama.it</em> l&#8217;esistenza di un <strong>progetto </strong>per la costruzione di <strong>quattro strutture ospedaliere</strong> in Libia, tramite un progetto di finanziamento che fa capo a un importante istituto di credito nazionale.
<p>La <strong>concorrenza è dura</strong>: i maggiori cantieri nella capitale, riferiscono alcuni imprenditori italiani a<em> Panorama.it,</em><span> sono per la gran parte in mano ad imprese asiatiche, soprattutto cinesi e malesi, in grado di costruire interi nuovi quartieri nel giro di pochi anni. E dove non si riesce a competere con i grandi colossi asiatici, c&#8217;è sempre spazio per le Pmi italiane. </span></p><p style="float: left;"><div style="width:500px;">
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</div></p></p>
<p>Come nelle infrastrutture ferroviarie: <strong>due linee di 6.500 chilometri</strong>, il cui appalto è stato vinto da imprese russe, che costruiranno la linea costiera, e cinesi, che costruiranno la linea verso Sud per connettersi, attraversando il deserto, coi paesi Sub-Sahariani. &#8220;Anche in questo importante progetto un&#8217;impresa italiana veneta si è aggiudicata un appalto per la fornitura di materiali e supporto ai lavori&#8221;, aggiunge de Capoa.<br />
Tra le opportunità da cogliere, poi, ci sono gli <strong>11,8 miliardi di euro</strong> messi a disposizione dal governo libico per la<strong> free zone</strong> dedicata interamente alle imprese italiane.</p>
<p><span>E gli affari vanno, nonostante la crisi. Durante la scorsa edizione della fiera italo - libica il 95% delle aziende partecipanti è tornata in Italia con in tasca un affare. Il dato fa ben sperare anche per questa seconda edizione, assicurano gli organizzatori, anche se quest&#8217;anno i dati di interscambio (Gti elaborati dall&#8217;Ice) hanno messo in evidenza gli effetti della crisi: nei primi 6 mesi del 2009<strong> le</strong> <strong>esportazioni</strong> verso la Libia sono state pari a <strong>1.507 milioni di dollari, contro i 1.780 milioni</strong> dello stesso periodo del 2008. </span></p>
<p>Le <strong>importazioni</strong> sono crollate: da <strong>11.343 milioni di dollari</strong> di gennaio-giugno 2008 <strong>a 6.470 milioni</strong> del primo semestre 2009, dovuto in gran parte al calo delle forniture energetiche (gas e petrolio).<br />
Di queste, la Camera Italo-Libica di Roma, da gennaio a settembre 2009 ha registrato 2.627 fatture, per un valore di più di 357 milioni di euro di export, più di un terzo dei quali nel settore impiantistica e macchinari.</p>
<p>Insomma, anche se il 2009 non ha certo brillato, gettare più ponti con l&#8217;altra sponda del Mediterraneo secondo molti operatori conviene. Investire in Libia significa aprirsi una porta anche nei <strong>paesi limitrofi</strong>, spiegano quelli della camera di commercio Italo -Libica, visto che il paese sta investendo milioni di euro nei paesi confinanti.</p>
<p>E una cosa è certa: il ritorno degli italiani in quella che fu una loro ex colonia, dopo lunghe trattative culminate nel <a href="http://www.palazzochigi.eu/Notizie/Palazzo%20Chigi/dettaglio.asp?d=40138" target="_blank"><strong>trattato di amicizia e collaborazione</strong></a> firmato quest&#8217;estate da <a href="http://blog.panorama.it/italia/2009/08/25/libia-o-non-libia-con-le-frecce-o-senza-scontro-su-berlusconi-a-tripoli/" target="_blank">Berlusconi</a> e <a href="http://gallery.panorama.it/gallery/la_tenda_di_gheddafi_a_villa_pamphili/175435_e_gheddafi_ha_messo_le_tende_a_villa_pamphili.html" target="_blank">Gheddafi</a>, sarà di sicuro sotto il segno degli affari.</p>
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					<media:title><![CDATA[Berlusconi e Gheddafi posano la prima pietra di un cantiere - (AP Photo/Ben Curtis)]]></media:title>
					<media:description><![CDATA[©AP / lapresse
30-08-2009 Tuweisha, Libia
estero
il Premier Silvio Berlusconi e il colonnello Muammar Gheddafi posano per la prima pietra dell'autostrada che percorrera' tutto il Paese
Nella foto Silvio Berlusconi e il colonnello Muammar Gheddafi
Only Italy


Libyan Leader Moammar Gadhafi, right, seen with Italian Prime Minister Silvio Berlusconi, left, as they attend a ceremony to lay the first stone of a new Italian-funded highway, in Tuweisha, Libya, Sunday, Aug. 30, 2009. (AP Photo/Ben Curtis)]]></media:description>
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