Nuove professioni: il mediatore per lo spettacolo

Il "Lago dei cigni" in scena a Londra © PaPhotos / Lapresse

Il "Lago dei cigni" in scena a Londra © PaPhotos / Lapresse

Lo spettacolo, lo cantava già Freddie Mercury, deve andare avanti.
Anche nella crisi dell’economia, quando reperire le risorse per allestire un’opera teatrale o un piccolo show televisivo sembra un’impresa titanica. Proprio dall’esperienza quotidiana di un gruppo di professionisti del mondo dello spettacolo nascerà presto a Milano un corso per formare una figura professionale inedita che riassume in sé molti dei compiti fondamentali per una produzione: il “mediatore per lo spettacolo”.

In parte aiuto regista, in parte esperto giuridico, in parte tramite tra i finanziatori e i “creativi”.

Lo spiega meglio Maria Gabriella Giovannelli, una delle animatrici di Pro(getto)scena, scuola di teatro che organizza ogni anno Tragos, un concorso di drammaturgia intitolato alla memoria di Ernesto Calindri, oltre a workshop e produzione di spettacoli: “Il mediatore deve essere il tassello mancante attorno al quale far ruotare la visione globale di una rappresentazione per evitare sovrapposizioni ed errori” dice, “ha il compito di seguire e coordinare l’intero processo creativo ed organizzativo, dalle luci alla sicurezza, dalla regia alla scenografia, fino alla conoscenza di tutte le fondamentali normative tecniche e burocratiche”.

Per questo il corso, presentato a Milano, prevede nel suo programma anche moduli di “Normative e sicurezza” e “Agibilità e permessi” oltre a quelli più specifici di “regia”, “tecniche di realizzazione scenografica” e “luci nello spettacolo”.

“L’obiettivo principale è proprio dare una chance in più a giovani preparati nelle migliori accademie teatrali o da corsi di laurea specifici nelle accademie di belle arti che dopo un primo momento di entusiasmo si ritrovano a dover lavorare in altri ambiti perché il mercato è molto chiuso e la burocrazia difficile” spiega la Giovannelli “noi vogliamo che possano diventare imprenditori di se stessi, che sappiano gestire tutte le fasi di un’impresa come è la realizzazione di uno spettacolo”. Insomma, non dovrebbe essere “la solita fabbrica di artisti disoccupati”.

Il corso prevede un numero chiuso di 25 partecipanti e stage in produzioni teatrali o televisive, “Ci rivolgiamo a realtà medie e piccole in mondo dello spettacolo, non le grandi compagnie affermate su scala nazionale  ma a realtà che cercano di consolidarsi sul territorio. La nuova figura vuole proprio venire incontro alle esigenze dell’ attività lavorativa e della produzione”.

Il corso completo (da dicembre a marzo al Circolo della Stampa di Milano) avrà un costo complessivo di 1550 euro (per chi seguirà tutti i moduli)  ma, assicura l’organizzatrice “Il nostro obiettivo è arrivare progressivamente a renderlo gratuito, per questo pensiamo a borse di studio per i candidati che avessero problemi economici”.

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