Robert Samuelson, editorialista di Newsweek, si è posto di recente una domanda che probabilmente abbiamo pensato in tanti, senza mai avere il coraggio di rivolgerla ad un esperto: “e se i governi non fossero in grado di ripagare i loro debiti?”.
Samuelson teme che non siano solo paesi come Russia o Argentina ad essere in difficoltà con le finanze pubbliche, ma anche Stati Uniti, Giappone o Gran Bretagna. Fare riferimento al passato per capire cosa potrebbe succedere se i giganti economici del pianeta si trasformessero in debitori cronici non aiuta perché non ci siamo mai trovati in una situazione simile.
Prendiamo come esempio il Giappone: quest’anno il debito pubblico rischia di raggiungere, complice la crisi economica internazionale, il 200% del prodotto interno lordo. Nel 2019, parola degli esperti di J. P. Morgan, la percentuale potrebbe salire al 300%. Nessuno avrebbe mai azzardato una previsione simile solo 20 anni fa, ma ancora oggi, afferma Samuelson, la fiducia diffusa nel sistema giapponese spinge gli operatori economici a continuare a investire o a chiedere prestiti al Sol Levante, certi delle sue capacità di far fronte a questa situazione di incertezza. Lo stesso vale per gli americani e gli inglesi, e pochi si stanno accorgendo che persino l’equilibrio di quelli che fino a ieri erano i paesi più sicuri sta diventando precario.
Sarebbe bello continuare a credere che ottenere maggiori stimoli (ovvero incrementare il debito pubblico) sia sempre vantaggioso, ma anche i paesi che ancora oggi godono della fiducia incondizionata degli operatori dovrebbero rendersi conto che il debito che finanzia le loro manovre economiche rende queste ultime sempre più rigide. Il che è sicuramente uno svantaggio dal punto di vista dell’efficacia, nel breve e nel lungo periodo…
Samuelson non dimentica che in passato per alcuni stati l’esplosione del debito pubblico ha comportato la bancarotta, ma prima di diffondere previsioni troppo sarebbe meglio ricordare anche che è impossibile togliere contemporaneamente la fiducia a tutti.
- Lunedì 16 Novembre 2009
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Commenti
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Il 20 Novembre 2009 alle 19:18 indigesto ha scritto:
Si chiama debito interno ma nulla impedisce acchè vengano acquistati BOT e CCT da stranieri. Il tuo amico “svizzero” è padrone di buona parte del nostro debito interno! Fai,come sempre, un pò di casino sul resto!
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