Il Pil italiano torna a crescere. Ma è presto per stappare lo spumante

Foto Lapresse

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Un po’ di luce in fondo al tunnel. Dopo ben 5 trimestri in rosso, il Pil italiano torna a crescere: + 0,6% nel terzo trimestre del 2009, secondo la stima dell’Istat (leggi il testo integrale) diffusa questa mattina. Un dato che fa rivedere al rialzo quello su base annua: rispetto al 2008 il calo dovrebbe essere del 4,9% rispetto al 5,1% che era stato indicato a settembre. Poco, ma è già qualcosa, dopo 15 lunghi  mesi di segni meno. L’istituto di statistica spiega così il dato:

L’aumento congiunturale del PIL è il risultato di un aumento del valore aggiunto dell’industria e dei servizi e di una diminuzione del valore aggiunto dell’agricoltura. Il terzo trimestre del 2009 ha avuto quattro giornate lavorative in più rispetto al trimestre precedente ed una giornata lavorativa in più rispetto al terzo trimestre del 2008.

Si puó parlare di ripresa? Rispetto al recente passato sicuramente sì, ma il dato del calo della produzione industriale  e del Pil rispetto al 2008 rimane comunque molto alto. La ripresa italiana è in linea con quella delle principali economie. Sempre secondo i vari istituti di statistica: nel terzo trimestre aumento dello 0,9% negli Usa, dello 0,3% in Francia, dello 0,7% in Germania. Il dato per l’Eurozona è un miglioramento del 0,4%. Calo invece in Inghilterra: -o,4%. (Guarda i dati dal sito dell’Eurostat). Se consideriamo la perdita globale del Pil dall’ultimo dato positivo prima di questo (ovvero il primo trimestre 2008), secondo l’analisi dell’economista Francesco Daveri su Lavoce.info, l’Italia ha perso il 6,5% del Pil, peggio di Spagna e Inghilterra, ma in questi due paesi la recessione non puó ancora considerarsi conclusa.

Sempre secondo Daveri, la recessione 2008-09 è stata finora la più costosa in termini di Pil della storia recente dell’Italia (dal 1981 in poi), ma non la più lunga:

la recessione del 1992-93 durò infatti per sei trimestri, uno in più di quella di oggi. Ma oggi si sono persi sei punti e passa di Pil, mentre allora la perdita cumulata fu di nemmeno due punti di Pil.

L’Italia peró ha un problema in più: il debito pubblico continua a crescere. Secondo i dati della Banca d’Italia si è attestato a 1.786, 841 miliardi di euro, un nuovo dato record. E risulta in crescita dell’ 8,42% rispetto al 2008.

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Giampiero Cantoni
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