
Manifestazione di disoccupati a Napoli - foto Ansa
Un’ Italia a due facce quella che esce dall’ Outlook economico pubblicato questa mattina dall’Ocse, (a questo link il sommario sull’Italia in formato pdf): nelle previsioni dell’organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione economica che analizza le principali economie del pianeta ci sono motivi di speranza per una rapida uscita dalla crisi e altri che invece fanno pensare a un periodo di stagnazione piú prolungato. Vediamo perché:
Il Pil torna a crescere: come anticipato dai dati Istat del terzo trimestre, dopo 15 mesi tornerà a crescere il prodotto interno lordo, che nel 2010 segnerà una ripresa dell’ 1,1% consolidata nel 2011 al 1,5% dopo il crollo del 2009 (-4,8%). Secondo l’Ocse “Le migliorate condizioni finanziarie hanno aiutato a ricostruire la fiducia e spingere la domanda interna. Un aiuto sull’export arriverà dalla ripresa del commercio mondiale”.

Ripresa dell’export: Un dato cruciale, soprattutto per le Pmi, è la ripresa dell’export, dopo il disastroso -20% del 2009, si avrà un aumento dell’1,4% nel 2010 e del 3,5% l’anno successivo, mentre crescerà meno il consumo interno.
Ma cresce anche il debito: L’Organizzazione gela gli entusiasmi nell’analisi della crescita del debito pubblico: “Nonostante l’Italia non abbia introdotto un dispendioso piano di stimolo (come hanno fatto altri paesi Ocse), il deficit supera il 5% del Pil e il debito pubblico crescerà al 120% nel 2011″. Motivo per cui, scrive sempre l’Ocse, “saranno necessari sforzi importanti di risanamento a partire dal 2011″.
Disoccupazione: Il dato più preoccupante da Parigi è forse quello sulla disoccupazione: dal 6,8% del 2008 in appena due anni si arriverà all’8,5% nel 2010 e un calo di questo indicatore non è in vista prima del 2011. Il dato è in linea però con quello dei paesi dell’area Euro, mentre in Usa e Giappone una ripresa dell’occupazione dovrebbe verificarsi già nel 2010. Vedi grafico:
Conclusioni: Il titolo del rapporto è “preparing exit”: la crisi sta finendo e le economie più forti devono farsi trovare preparate alla ripresa. Per l’Ocse in Italia la situazione è “incerta” sia nel “timing” che nella forza: in Italia, secondo l’organizzazione, “La mediocrità delle performance economiche prima della crisi invita alla prudenza circa la possibilità di una ripresa rapida e precoce o di un’accelerazione forte dopo”. Infine, l’Ocse esprime i propri dubbi sullo scudo fiscale: ”C’è stato un miglioramento dell’adesione agli obblighi tributari e minor ricorso alle misure una tantum negli ultimi anni e gli sforzi contro l’evasione continuano”. Tuttavia l’introduzione dello scudo fiscale ”dovrebbe esser visto dai contribuenti come una misura eccezionale” perche’ ”altrimenti i contribuenti potrebbero concludete che ulteriori amnistie fiscali sono probabili”.
Intervista al direttore economico Jorgen Elmeskov, dal canale Youtube dell’Ocse:
- Giovedì 19 Novembre 2009



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Commenti
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Il 21 Novembre 2009 alle 1:27 enrico fumagalli ha scritto:
Tutto bene pero le imprese continuano a chiudere, ogni giorno ci sono gruppi di operai che salgono su cisterne o carro ponte. Ora minaccia pure Melchionne di chiudere stabilimenti FIAT. Sarà un miracolo dll’Unto
Il 24 Novembre 2009 alle 17:03 Sono tornati gli operai. E le tute blu continuano a protestare sulle gru - Italia - Panorama.it ha scritto:
[...] Accade quando c’è una strage come quella della Thyssen. O quando a Termini Imerese si blocca l’intero paese. O quando i manager vengono sequestrati all’interno delle aziende per dare spiegazioni. Atti di protesta eclatanti, che fanno emergere i problemi che la crisi ha scatenato, uno su tutti: l’aumento della disoccupazione. [...]
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