I problemi degli operatori alternativi alla Telecom Italia «sono dovuti all’invecchiamento della rete», come sostiene l’amministratore delegato della Vodafone Paolo Bertoluzzo, oppure la rete «è eccellente», come dice il capo della Telecom Franco Bernabè? E gli interventi di riparazione «avvengono in ritardo», come dice il numero uno della Vodafone (fino a 6 giorni e 20 ore, come rincara la Fastweb, che ha addirittura comprato delle pagine pubblicitarie per farlo sapere), oppure no? Si potrebbe continuare a lungo con questo giochetto che mette a confronto le dichiarazioni infuocate dei concorrenti della Telecom e quelle dell’ex monopolista delle telecomunicazioni. Una polemica che dura da sempre e che si riaccende ogni volta che si parla di rete in fibra ottica.
Il fatto è che, da quando il governo ha promesso 800 milioni di soldi pubblici europei per finanziare gli investimenti nell’infrastruttura di rete, la bagarre si è rinfocolata. Quei fondi, che dovrebbero essere stanziati (almeno in una prima parte) dal Cipe a inizio dicembre, servono per ridimensionare il cosiddetto «digital divide», cioè per ridurre il numero di italiani che non hanno accesso alla banda larga (fibra ottica o adsl): secondo il rapporto consegnato a marzo dal consulente del governo Francesco Caio, sono 7,5 milioni di persone.
Il punto è: chi utilizzerà quei soldi? «Le modalità sono tutte da costruire» risponde Oscar Cicchetti, responsabile della rete alla Telecom Italia. «Si possono immaginare delle gare oppure un contratto di programma, ma la cosa importante è un’altra. Cioè il fatto che anche senza quei soldi, quindi contando solo sui nostri investimenti, il digital divide lo stiamo già restringendo, andando a posare banda larga in quelle zone che via via diventano economicamente remunerative».
Ecco i numeri della Telecom: «Oggi l’8 per cento delle linee presenti sul territorio non può avere l’adsl per l’indisponibilità dei collegamenti in fibra, degli apparati elettronici necessari in centrale o per la lunghezza delle linee. Un altro 4 per cento accede all’adsl con una velocità fino a 640 kilobit al secondo. Il restante 88 per cento delle linee ha la possibilità di accedere a servizi a banda larga da 7 a 20 megabit al secondo. Alla fine del 2010 noi prevediamo che quell’8 per cento di linee senza adsl si ridurrà a circa il 7,3 per cento».
Anche per quanto riguarda la qualità della rete le polemiche non mancano. Alle accuse di Bertoluzzo, secondo il quale «un quarto dei clienti di concorrenti di Telecom collegati in adsl lamenta un guasto l’anno», la Telecom risponde con i dati dell’authority (tabella a pagina 165) e, forte di quei numeri, Cicchetti conclude la discussione: «L’infrastruttura è solida, robusta e con ottime performance in ordine ai tassi di malfunzionamento. Noi nel suo miglioramento investiamo ogni anno 2,5 miliardi di euro, dei quali circa 800 milioni per aumentarne le prestazioni, rendere disponibili i collegamenti nei nuovi insediamenti e per sostituire parti di rete ad alta guastabilità».
Il problema è che proprio l’authority, per bocca del suo presidente Corrado Calabrò, ha detto che la rete Telecom «era» ottima, mentre oggi «presenta tante défaillance». Per l’azienda non è così e, comunque, se qualcuno, vedi la Vodafone o altri operatori alternativi, non è soddisfatto della sua qualità, «può sempre costruirsi un’infrastruttura propria». Cosa ovviamente impossibile se non in parte nelle grandi città del Nord, nelle quali gli investimenti hanno maggiori possibilità di essere remunerativi, data la presenza di maggiore domanda.
In questa battaglia non poteva mancare la tradizionale indiscrezione dell’interesse della Mediaset per la rete della Telecom. A questo piano starebbe lavorando proprio Caio. Per il quale, tuttavia, si tratta delle solite «balle siderali». l
- Lunedì 23 Novembre 2009
FALLIMENTO O SALVATAGGGIO?
PROBLEMI E SOLUZIONI
APPLE - LUCI E OMBRE
ECONOMIA 2.0
L’AGENDA DEL GOVERNO E DEGLI ITALIANI
IL PIANO MONTI
LA RIFORMA: ARTICOLO 18, PROPOSTE, DIBATTITO
LA RIFORMA, I NUMERI, LE POLEMICHE
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
VITE STRAORDINARIE
DIETRO LE QUINTE
IL MADE IN ITALY DI SUCCESSO
AGENDA POLITICO-ECONOMICA DELLA SETTIMANA











UN ANNO DI ECONOMIA
IL MEGLIO DEL 2011
G20 di Cannes: i protagonisti e le loro sfide
Libia: i nostri interessi in gioco








Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 23 Novembre 2009 alle 16:31 Panorama in edicola - n°48/2009 - Panorama.it - Panorama.it ha scritto:
[...] Show a Roma: in mostra la bellezza felinaLe vignette di Uber Gli ultimi post in EconomiaTelecom: La rete è buona e me la tengoUno spettro si aggira per l’Europa: quello dell’inflazioneAusterity sotto l’albero: addobbi e [...]
Il 7 Luglio 2010 alle 16:47 Notizie dai blog su Rischio tracollo per la rete mobile italiana ha scritto:
[...] Telecom: La rete è buona e me la tengo I problemi degli operatori alternativi alla Telecom Italia «sono dovuti all’invecchiamento della rete», come sostiene l’amministratore delegato della Vodafone Paolo Bertoluzzo, oppure la rete «è eccellente», come dice il capo della Telecom Franco Bernabè? E gli interventi di riparazione «avvengono in ritardo», come dice il numero uno della blog: canale economia | leggi l’articolo [...]
Il 7 Luglio 2010 alle 22:15 Notizie dai blog su Allarme banda mobile, potrebbe saltare? ha scritto:
[...] Telecom: La rete è buona e me la tengo I problemi degli operatori alternativi alla Telecom Italia «sono dovuti all’invecchiamento della rete», come sostiene l’amministratore delegato della Vodafone Paolo Bertoluzzo, oppure la rete «è eccellente», come dice il capo della Telecom Franco Bernabè? E gli interventi di riparazione «avvengono in ritardo», come dice il numero uno della blog: canale economia | leggi l’articolo [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.