Ripresa verde (speranza): il piano segreto di Bruxelles per 2 milioni di posti di lavoro

Inpianto solare in Australia

Una ricetta per migliorare lo sviluppo sostenibile del Vecchio Continente e creare 2 milioni di nuovi posti di lavoro. È questo l’obiettivo di un piano ancora allo studio della Commissione europea. Se ne parla tra i dirigenti delle principali società energetiche europee, a circa una settimana dal vertice di Copenaghen, e se ne è parlato durante un convegno sull’energia a Milano alcuni giorni fa.

Il titolo del documento Ue, si tratta ancora di una bozza, è alquanto evocativo: “Seven Measures for 2 Million New Eu Jobs” (Sette misure per 2 milioni di nuovi posti di lavoro). Sottotitolo: “A Low Carbon Eco Efficient & Cleaner Economy for European Citizens”, ossia un’economia più efficiente e pulita per i cittadini europei.

Stando al testo, che semplifica il piano d’azione Ue per l’efficienza energetica del 2006, le sette mosse riguardano, soprattutto, lo sviluppo sostenibile delle grandi città europee, che potrebbe dar vita a circa 2 milioni di nuovi posti di lavoro.

Se non verranno presi questi provvedimenti - questo il succo della bozza - difficilmente i paesi Ue raggiungeranno gli obiettivi posti per il 2020, tra cui la riduzione dei consumi energetici del 20%. Con la legislazione in vigore, sottolinea il documento, a quella data se ne risparmierà appena l’8,5%.

I primi a divulgare la notizia dell’esistenza di questo progetto, per la verità, sono stati quelli di Euroactive.com, un blog che segue da vicino le vicende dei palazzi di Bruxelles attraverso il contributo di giornalisti ed esperti.
A metà ottobre hanno pubblicato sul loro sito in anteprima il documento “draft” (qui il pdf), come si dice in gergo, che sarebbe stato discusso a una riunione alla fine dello stesso mese.

Secondo le fonti consultate in seguito da Panorama.it, la bozza non dovrebbe essere stata ulteriormente modificata, visto che la Commissione è prossima alla scadenza di mandato.
La palla, quindi, passerà ai futuri membri, che decideranno se sviluppare il piano o se tenerlo, altrimenti, ancora nel cassetto.

Ecco, in sunto, le sette mosse:

  1. Obiettivi vincolanti per gli stati membri, in particolare una nuova direttiva che obblighi ogni stato Ue a rispettare il taglio del 20% dei consumi energetici.

  2. Ristrutturare 15 milioni di edifici con interventi eco- sostenibili entro il 2020

  3. Città europee “intelligenti” dal punto di vista dei consumi e dei trasporti

  4. Misure contro gli sprechi nell’erogazione di servizi (energia, acqua, elettricità ecc.) anche attraverso l’uso di nuovi contatori

  5. Risparmio energetico nelle Pmi (oggi solo il 29% nei paesi Ue lo fa)

  6. Educazione e comportamenti virtuosi delle Pmi e delle famiglie

  7. Cooperazione interna tra i paesi membri

Commenti

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Il 28 Novembre 2009 alle 3:01 jimmie01 ha scritto:

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richard-branson




Giampiero Cantoni
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