
(AP Photo/Marcio Jose Sanchez)
Sul web Roberto Cassinelli da Genova è uno dei pochi politici a godere di una certa popolarità. Il suo intervento per rimuovere dal decreto sicurezza l’emendamento D’Alia gli ha garantito la fama di “salva-blog”. Adesso il deputato genovese (del Pdl) segna un altro punto a suo favore per smontare l’immagine di una classe politica che vede la rete solo come una minaccia. Ha presentato una proposta di legge (la n. 2962), sostenuta anche da due deputati del Pd (Paola Concia e Vinicio Peluffo) per rendere meno restrittivo l’accesso al Wi-fi. A Panorama.it ha spiegato perché sarebbe una spinta anche per l’economia.
Onorevole, perché questa proposta?
Bisogna spiegare la situazione attuale: oggi con il decreto Pisanu del 2005, scritto dopo gli attentati di Londra, abbiamo una legge restrittiva che impone l’identificazione tramite documento di identità per l’accesso a una rete Wi-fi pubblica, privata, in un bar o anche in un semplice internet point. Un sistema che va contro a un modello di rapidità ed efficienza più consono alla rete come è negli altri paesi. La proposta, che è illustrata dettagliatamente nel mio blog, è di rendere il collegamento più semplice e veloce per favorirne la diffusione. Neanche negli Usa con il Patriot Act di Bush si era creata una norma tanto restrittiva per l’accesso a internet!
Accesso senza identificazione quindi?
No, nei casi in cui si ritenga comunque indispensabile un’identificazione, si può ovviare in un modo più semplice: basta una schermata che blocca l’accesso alla rete wireless e chiede l’introduzione di un numero cellulare, così da poter poi inviare la password direttamente sul telefonino, cui è collegata la sim che è già identificata.
E in che modo quest’idea può aiutare la diffusione e l’uso della rete?
Potrebbe essere d’impulso per invogliare gli imprenditori italiani ad investire in un settore fondamentale per la nostra crescita economica e culturale, favorire la nascita di reti wi-fi pubbliche, anche nei locali. Sarebbe anche una risposta all’esigenza di banda larga che in Italia c’è.
Ritiene che la banda larga sia una reale esigenza per il paese? Ci sono state polemiche per lo stop all’ assegnazione dei fondi
Certo, è un investimento assolutamente necessario, bisogna arrivare a coprire la maggior parte possibile del territorio italiano. Ma io sono fiducioso perché so che da parte del ministro Scajola c’è un impegno personale su questo tema per sbloccare i fondi necessari.
In rete i politici non sono molto amati, ma la sensazione è che in pochi in Parlamento vedano internet come una reale risorsa e più come un problema.
E’ una sensazione corretta… Sono in pochi ad avere una percezione giusta di ciò che le nuove tecnologie possono fare per questo paese, pochi i parlamentari che utilizzano la rete in prima persona e pochi quelli che hanno aderito all’intergruppo Parlamento 2.0 . Ma non è un tema che divide destra o sinistra, si tratta di un patrimonio culturale che va valorizzato e messo al servizio dell’economia.
- Venerdì 27 Novembre 2009
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Commenti
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Il 27 Novembre 2009 alle 18:47 Wi-fi libero: meno freni alla rete per far correre l’Italia « Sinpecado ha scritto:
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