Un giovane su quattro senza lavoro. Ma la disoccupazione è sotto la media Ue

Manifestazione di disoccupati a Napoli - Lapresse

Manifestazione di disoccupati a Napoli - Lapresse

È il dazio più duro da pagare alla crisi economica mondiale. E a farne le spese sono soprattutto i giovani. La disoccupazione cresce in tutta Europa e anche in Italia, anche se la media rimane migliore rispetto all’area Euro, come sottolinea il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola: “Teniamo meglio noi e speriamo che la ripresa ci faccia dire che si possa recuperare”.

Per il momento, però, le file dei senza lavoro si ingrossano. Lo dice l’Istat, che ha pubblicato oggi la stima mensile sulle forze di lavoro: il numero dei senza lavoro (meglio, delle persone attualmente in cerca di lavoro) a ottobre sfonda la soglia dei 2 milioni.
Di conseguenza il tasso di disoccupazione è salito all’8% dal 7,8% di settembre (+1% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso), raggiungendo il valore massimo dal novembre del 2004. Il numero delle persone in cerca di lavoro è, secondo le stime, 2.004.000, in aumento del 2% (+39mila persone) rispetto a settembre e del 13,4% (+236mila) su base annua. In Europa la media complessiva dell’Ue a 27 è del 9,7% di disoccupati.

In rapporto a settembre, il numero dei disoccupati è cresciuto di 258 mila unità nell’Unione e di 134 mila nella zona dell’euro, ma rispetto ad un anno fa è aumentato di oltre 5 milioni nell’Ue-27 e di 3,149 milioni in Eurolandia.

grafico Eurostat: disoccupazione in Europa

grafico Eurostat: disoccupazione in Europa

Ma la situazione più preoccupante è quella che riguarda la disoccupazione giovanile: il 26,9 % dei giovani attivi (tra i 15 e i 24 anni, secondo la categoria Istat) è in cerca di un’occupazione in Italia. Una percentuale che cresce del 4,5% rispetto all’ottobre 2008.

Numeri alti, ma che diventano positivi se si guarda “in casa del vicino”, ad esempio in Spagna, dove la disoccupazione giovanile, secondo l’Eurostat, è alla percentuale monstre del 40,9%. Ma l’Italia resta comunque sopra la media dell’area Euro, che è del 20,6%. I nostri giovani tardano di più a trovare un impiego. Mentre sostanzialmente invariato rimane il tasso di “inattività” della popolazione in età lavorativa (15-64 anni) in Italia: al 37,4%, +0,4% in un anno.

Commenti

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Il 17 Dicembre 2009 alle 13:04 Giovani, laureati, lavoratori. L’esercito dei nuovi poveri - Economia - Panorama.it ha scritto:

[...] “bamboccioni” o precari a seconda del ministro di turno, rimane senza soluzione. Un giovane su quattro (dai 15 ai 25 anni) è in cerca di lavoro, ma anche per quelli che un lavoro ce l’hanno andare via di casa rimane un miraggio, tra [...]

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richard-branson




Giampiero Cantoni
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