Debito pubblico, crescita record: a ottobre 1.801 miliardi. Ma aumentano le entrate tributarie

Il governatore di Banca d'Italia, Mario Draghi (ansa/schivella)

Il governatore di Banca d'Italia, Mario Draghi (ansa/schivella)

Non si ferma la marcia del debito pubblico italiano che ha raggiunto a ottobre la quota di circa 1.801 miliardi di euro rispetto ai 1.786 miliardi di settembre. I numeri resi noti dalla Banca d’Italia nel bollettino di dicembre 2009 non sono certo rassicuranti, ma c’è comunque uno spiraglio di luce: nello stesso mese, infatti, sono cresciute le entrate tributarie attestandosi a 28,4 miliardi di euro rispetto ai 20,1 miliardi di settembre, anche se leggermente inferiori rispetto a ottobre 2008, quando sono risultate pari a 29,3 miliardi di euro. Dato in negativo, invece, se si considera il cumulato dei primi 10 mesi: tra gennaio e ottobre 2008 le entrate tributarie si sono attestate a 308,8 miliardi contro i 299,1 dei primi 10 mesi 2009 (-3,1 per cento).

“La maggior preoccupazione” per il futuro “é l’enorme volume di debito corporate e pubblico in scadenza nei prossimi cinque anni”, ha spiegato di recente intervenendo a un convegno finanziario il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi. “Se per varie ragioni i tassi di interesse dovessero salire con i bilanci delle banche non ancora risanati, e possono farlo per ragioni di politica monetaria e perché lo spazio per il risanamento durerà ancora diversi anni, allora sarebbe una cosa preoccupante se si considera che i debiti bancari sono dell’ordine dei trilioni, ai quali bisogna aggiungere il debito pubblico, allora potrebbe materializzarsi un rischio per i debiti sovrani”, ha aggiunto.

Secondo una recente analisi dell’associazione dei consumatori Adusbef, il debito pubblico italiano nel 2009 in soli nove mesi è salito di quasi 1.500 euro a testa e di 6.000 euro a famiglia. Detto altrimenti, a settembre pesava per 29.780 euro su ogni cittadino, contro i 28.337 di gennaio 2009, e 85.000 euro a famiglia contro i 79.000 di inizio anno; una cifra, sempre secondo Adusbef, che è salita a circa 30.000 euro a ottobre su ogni persona e 85.761 euro per famiglia. Passando alla composizione del debito, il 51,4% dei titoli sono in mano ad investitori stranieri. Rispetto al 2008 si registra un calo (era al 54,35%), ma la progressione rispetto al 5,99% del 1991 rimane comunque notevole.

Ecco l’andamento del debito pubblico nel triennio 2007 – 2009 (dal Bollettino statistico Finanza pubblica, Banca d’Italia, dicembre 2009).

andamentodebito2009
Qui di seguito un grafico (da Banca d’Italia) sulla composizione del debito pubblico fino al 2008 (interno/estero) in percentuale del Pil:

debitopubblicoevoluzione

In ultimo, un grafico del ministero del Tesoro sull’evoluzione della struttura del debito pubblico in Italia negli ultimi 16 anni:

debitopubblicoitalia

Commenti

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Il 15 Dicembre 2009 alle 2:01 enrico fumagalli ha scritto:

A settembre il mio personale, che è poi quello degli italiani tutti dai neonati a quelli in fin di vita, era di circa 28 milioni di euro, a ottobre è salito a 30 milioni e ora sono terrorizzato per novembre e dicembre. i miei conti non quadrano con quelli dell’articolista ma risalgono alla pubblicazione di circa un mese fa e la sostanza non quadra, come ingannevole il titolo, le entrate sono scese, nel complessivo, salgono in rispetto al mese precedente ma sono inferiori a quelle dello stesse dell’anno scorso, una rondine non fa primavera, qui nevica e non è ancora inverno. Prima dei 5 anni, quando scadranno i titoli, potrebbe scatenarsi uh terremoto tremendo, crollare il dollaro che per il momento si regge a stento perché la Cina, Russia, India e arabi, i grandi insomma, per il momento lo hanno accantonato scambiandosi loro monete, forse per prendere tempo e invertire le proprie riserve in dollari e non è detto che, liberatisi della cartaccia, ne decrtino la fine imponendo il cambio di moneta di riferimento. Persino il presidente della Federal Bank USA, lo prevede supponendo venga sostiuita con lo yen cinese o l’euro e a quel punto sarà il disastro, come faranno gli USA a fare fronte alle montagne di biglietti verdi? Comodo stampare moneta per chiudere buchi, caro Obama ma non stiamo giocando a monopoli.

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