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Operai davanti ai cancelli dello stabilimento Fiat - Ansa / Franco Lannino
Il mondo alla rovescia: se fossero i cinesi a produrre in una fabbrica italiana? ”Noi vogliamo far crescere la produzione di auto in Italia. Ci auguriamo di farlo con Fiat ma siamo aperti a chiunque voglia venire”. Il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, da Nuova Delhi, risponde così a un cronista che gli chiede la posizione del governo sull’interesse del gruppo cinese Chery per lo stabilimento di Termini Imerese. Niente di confermato, ma stando a indiscrezioni pubblicate su “Repubblica” i contatti tra il produttore di auto della Repubblica Popolare e l’azienda italiana si sono infittiti negli ultimi giorni in vista di una riunione con il governo a Palazzo Chigi prevista per la prossima settimana.
Una posizione cauta, quella dell’esecutivo, ma non di chiusura: ”dobbiamo aumentare la produzione in Italia perché è troppo bassa” ha detto Scajola indicando che nel nostro Paese la produzione attuale è pari a 600-650 mila pezzi rispetto ai 2 milioni di auto prodotte dalla Spagna. ”In Italia non si arriva a un terzo di auto vendute nel Paese - ha sottolineato il ministro - mentre in Francia e in Germania si producono più auto di quelle che si immatricolano”.
Che la pista cinese si riveli una bufala o no, lo diranno i prossimi mesi. Per ora di sicuro c’è la volontà della Fiat di non produrre più auto nello stabilimento siciliano e quella del governo di non lasciare a casa tutti i lavoratori. Si tratterebbe di un colpo quasi mortale per la zona: lo ha dimostrato l’adesione altissima allo sciopero e al corteo di protesta di questa mattina: secondo Fiom, Fim e Uilm, gli organizzatori, hanno partecipato più di 10mila persone. L’adesione tra i 1400 lavoratori Fiat è stata, sempre secondo i sindacati, del 100 %, ma in corteo si sono viste anche le famiglie, i tanti occupati dell’indotto, gli studenti della zona, i sindaci dei paesi coinvolti. Davanti al corteo i vigili urbani portano i confaloni dei comuni: Palermo, Termini Imerese, Petralia Sottana, Bagheria, Cerda, Baucina, Caccamo, Sciara, Isnello, Trabia, Castelbuono, Caltavuturo, Santa Flavia e Ventimiglia di Sicilia.
- Lunedì 14 Dicembre 2009
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Commenti
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Il 17 Dicembre 2009 alle 14:02 L’Italia raddoppia sull’India: affari per 16 miliardi. E Tata scommette su Termini Imerese - Economia - Panorama.it ha scritto:
[...] Fiat di Termini Imerese (si era parlato nei giorni scorsi anche dell’interessamento del gruppo cinese Chery), secondo il sito d’affari online Business Standard, riportando fonti vicine al ministero [...]
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