L’Italia raddoppia sull’India: affari per 16 miliardi. E Tata scommette su Termini Imerese

Il ministro Scajola consegna il grado di Grande Ufficiale a Ratan Tata (ANSA)

Il ministro Scajola consegna il grado di Grande Ufficiale a Ratan Tata (ANSA)

Raddoppiare il giro d’affari entro i prossimi tre anni, passando dagli attuali 8 miliardi a 16 miliardi di dollari. Questo l’obiettivo posto dall’offensiva economico - politica del governo in India che si è conclusa  mercoledì 16 dicembre a Mumbai.

Alla testa di una delegazione di 130 imprese, provenienti da 15 regioni, il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, e il suo vice, Adolfo Urso.

Il governo indiano, infatti, ha messo sul piatto 1.500 miliardi di dollari da qui al 2012 per lo sviluppo del paese: alta velocità, metropolitane e grandi infrastrutture. L’Italia sta facendo la sua parte: realizzerà alcuni studi di fattibilità, mentre è in pole position per la realizzazione di 5 corridoi e per la costruzione della stazione centrale di New Delhi. Un’occasione ghiotta, insomma, per molte grandi imprese a caccia di un ricco affare.

Istituzioni e imprenditori non si sono tirati indietro: quella in India è stata, infatti la prima missione istituzionale Stato e Regioni organizzata da Ice, ministero dello Sviluppo, Simest e Sace. Per capire la portata dell’iniziativa, bastano le parole del ministro Scajola: “L’India traina la ripresa mondiale insieme con la Cina.

È la seconda economia del mondo e chiuderà il 2009 in crescita dell’8%. Siamo di fronte a grandi investimenti: infrastrutture, trasporti, tlc, energia e difesa“, ha detto Scajola al termine dell’incontro a New Delhi con i ministri indiani dell’Industria e delle Energie rinnovabili. “Ma vedo spazi anche per le Pmi”, ha aggiunto

Il primo settore da aggredire sono le infrastrutture. Il viceministro Urso è andato subito al dunque: “Esiste un piano di 7 corridoi ad alta velocità e a noi è stato offerto di realizzare alcuni studi di fattibilità. Due sono stati assegnati a Francia e Giappone, ma per gli altri 5 l’Italia è in pole, così come per la nuova stazione centrale di New Delhi”. Poi c’è l’energia: i due paesi avvieranno un’importante collaborazione sulla comune necessità di “diminuire l’incidenza energetica dai combustibili fossili e di aumentare l’incidenza delle rinnovabili e del nucleare“, ha spiegato il ministro.
L’Enea e l’ente per l’energia indiano, inoltre, lavoreranno a un progetto industriale finalizzato al solare e all’eolico.

Nodo cruciale anche il settore auto, dove è in crescita il rapporto tra Fiat e Tata - mercoledì a Mumbai Ratan Tata, numero uno dell’omonimo gruppo, ha ricevuto il grado di Grande ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana – e dove Pirelli sta lavorando a filtri particolari, da montare su tutte le auto indiane, in grado di ridurre del 90% le emissioni di polveri sottili.

I gruppi automobilistici indiani Tata e Mahindra & Mahindra (M&M), d’altra parte, avrebbero mostrato interesse per lo stabilimento della Fiat di Termini Imerese (si era parlato nei giorni scorsi anche dell’interessamento del gruppo cinese Chery), secondo il sito d’affari online Business Standard, riportando fonti vicine al ministero dello Sviluppo Economico, anche se il ministro Scajola ha dichiarato di non essere a conoscenza di simili trattative.

Questa prima missione Stato - regioni, infine, sarà il modello da seguire per esportare all’estero il made in Italy. “Finisce l’era delle gite turistiche. Le Regioni viaggeranno con lo Stato. C’è una cabina di regia con il ministero degli Esteri e dello Sviluppo, con Confindustria e Abi. E con Ice che è il braccio operativo”, ha chiosato Scajola, riferendosi alle iniziative che le singole regioni organizzano all’estero, a volte senza raggiungere risultati economici apprezzabili.

Commenti

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Il 17 Dicembre 2009 alle 21:41 marco1974 ha scritto:

il titolo a dire la verita’ mi sembra un po’ fuorviante… ai bei programmi ci siamo abituati da tempo, ma che l’intercambio raddoppi davvero e’ da vedersi. magari il giornalista avrebbe potuto anche notare che pochi mesi fa montezemolo aveva detto che l’obiettivo da raggiungere erano i 10 miliardi in due anni, che l’italia esporta in india meno del belgio (e quindi l’interscambio deriva dalla solita invasione di prodotti a basso costo) e che qundi i nostri governanti hanno forse fatto il solito proclama impossibile. ma forse e’ piu’ facile ispirarsi al ‘giornale’, che forse tiene parecchio conto dei comunicati stampa governativi.

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richard-branson




Giampiero Cantoni
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