Valore delle professioni: se l’addetto alle pulizie batte il banchiere

Un addetto alle pulizie - Ansa

Un addetto alle pulizie - Ansa

L’immagine internazionale dei banchieri non è certo nel suo miglior momento: crisi economica e salvataggi di Stato non hanno contribuito a renderli più popolari. E adesso anche la loro retribuzione è messa sotto accusa. Non da invasati No-Global ma da un gruppo di economisti: il think tank della “New economic foundation” inglese, 50 esperti di economia che hanno recentemente portato al G8 il tema del debito internazionale.

Proprio un loro studio (scritto da Susan Steed, Helen Kersley, Eilis Lawlor e scaricabile a questo link) affronta il tema del valore economico di sei professioni retribuite con molta differenza: da un lato l’addetto di pulizie di un ospedale, un operaio di un centro di recupero di materiali riciclabili e un maestro d’asilo, dall’altro un banchiere della City, un consulente fiscale e un dirigente pubblicitario.

“La paga conta, eccome. Quello che guadagni determina il tuo status, dove puoi vivere e le tue aspirazioni. Ma fino a che punto il salario corrisponde al “valore”?” si chiedono gli economisti nell’introduzione - Oltre la retribuzione, che impatto ha il nostro lavoro sulla società? E la ricompensa finanziaria che riceviamo gli corrisponde? Questo studio sfida dieci dei miti più duraturi intorno al lavoro e alla paga: chi guadagna tanto non necessariamente lavora di più di chi guadagna poco, il settore privato non è sempre più efficiente del pubblico, non sempre il salario è commisurato al talento

Verità da senso comune, si dirà, ma basate su un’analisi economica e non sulla percezione sociale dei vari tipi di lavoro. E allora sorprende il risultato della ricerca: l’addetto di pulizie con un’ora di lavoro crea dieci sterline di profitto per ogni sterlina di salario; mentre per ogni sterlina guadagnata dal banchiere di Londra, la comunità ne perde sette. Non solo - continuano gli economisti del Nef - i banchieri sono responsabili di campagne che incitano al consumismo e creano insoddisfazione”. Simile il risultato nel confronto tra il maestro d’asilo e il pubblicitario o tra il consulente fiscale e l’operaio di un centro di rifiuti.

Assieme alla ricerca, il Nef ha pubblicato un report con una serie di raccomandazioni e consigli per politiche volte a ridurre l’enorme differenza di retribuzione e “ricondurre i salari al reale valore del lavoro”. Probabile, però, che in queste raccomandazioni non si menzioni il “valore sociale” commisurato al salario di politici e consulenti economici.

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richard-branson
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