
La centrale nucleare dismessa di Trino Vercellese (credits: degra/Flickr)
Non sarà facile per il Governo far ripartire l’energia nucleare abbandonata nel 1987, visto che già 11 regioni hanno fatto ricorso alla Consulta contro la costruzione di future centrali. Eppure il nucleare in Italia c’è sempre stato: oltre alla ricerca in enti come l’Enea e l’Infn, il nostro paese conta circa 150 imprese (3.500 dipendenti), attive in tutto il mondo nella costruzione di impianti di ultima generazione e nella produzione di componentistica.
Qualche nome: Ansaldo Nucleare, Sogin fino alla Tectubi Raccordi di Piacenza (premio innovazione - Ernst Young 2009). La rinascita del nucleare sarebbe un’opportunità per sviluppare il made in Italy e stimolare la ricerca nelle università. Il Tempo e MF hanno calcolato che il 70% dei lavori di costruzione di una nuova centrale potrebbe essere affidato a imprese italiane. Detto altrimenti, dei 18 miliardi di euro stimati come investimento per realizzare quattro impianti, circa 12 miliardi resterebbero in Italia.
- Venerdì 15 Gennaio 2010
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Commenti
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Il 16 Gennaio 2010 alle 22:14 indigesto ha scritto:
Morici, dica qualcosa in più sulla SOGIN, non l’accosti solo in grassetto all’Ansaldo Nucleare. Se non sa che pesci pigliare vada su Google!
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