
Credits: LaPresse
L’articolo di Robert Fogel comparso su Foreign Policy i primi di gennaio ha fatto in pochi giorni il giro del mondo. Le previsioni del giornalista americano di una crescita cinese sopra le righe, con una stima di un prodotto interno lordo di 123.000 miliardi di dollari entro il 2040, hanno spinto economisti e sinologi di tutto il mondo a controbattere. Per smentire quella che è apparsa a tanti un’analisi (quasi del tutto) priva di fondamento.
Fare un bilancio della performance economica cinese non è facile. Anche perché la Repubblica popolare è un paese complesso, relativamente al quale è difficile formulare previsioni senza farle precedere da una riflessione approfondita.
A difesa della Cina, però, si è schierato Thomas Friedman, Premio Pulitzer americano reduce da un breve viaggio a Hong Kong, durante il quale ha potuto verificare personalmente cosa significhi parlare di crisi per la Repubblica popolare. Hong Kong è diversa dalla Cina, è vero, ma dall’ex colonia è senza dubbio più facile captare gli umori del continente, e, soprattutto, di chi continua a investirci.
Lo spunto delle riflessioni di Friedman non è tanto l’articolo di Fogel quanto una previsione di James Chanos, personaggio noto soprattutto negli Stati Uniti per essersi costruito una fortuna riuscendo a fiutare in anticipo il fallimento del colosso americano Enron, nel 2001.
Oggi Chanos parla di una bolla cinese “pronta a scoppiare“. É vero, la Repubblica popolare è piena di piccole bolle “mature” particolarmente interessanti soprattutto per gli investitori di breve periodo. Ma la Cina è anche il paese che detiene la quantità di riserve in valuta straniera più elevata al mondo, che continua a costruire infrastrutture in ogni angolo del paese, e che rimpatria i cervelli dall’estero anziché farli scappare: valvole di sicurezza, queste, da non sottovalutare.
Oggi la maggior parte degli analisti tende a sottolineare le negatività di bassi tassi di interesse, credito facile, moneta sottovalutata e speculazione edilizia, dimenticando che la Banca Centrale cinese, nei limiti del possibile, ha già attuato un piano per correre ai ripari. Importa poco se otterrà tutti i risultati sperati oppure no. Per Friedman è proprio la capacità di reazione della Cina a metterla in salvo dagli scenari apocalittici dipinti in Occidente.
Questo non significa che la Repubblica popolare non debba rimboccarsi le maniche: è in difficoltà come il resto del pianeta, ma riserve, risparmi, forza lavoro qualificata e non, e soprattutto la determinazione dei leader politici ad occuparsi con serietà dei problemi reali dell’economia rappresentano, sempre secondo Friedman, una carta vincente per uscire dalla crisi a testa alta.
Ai cinesi, naturalmente, vedere che dall’altro lato del Pacifico qualcuno, ogni tanto, loda i progressi del loro paese non può che fare piacere. Il commento del giornalista americano è stato ripreso da tantissimi blog, e, probabilmente, contribuirà a spronare numerosi cinesi a seguire ancora più fiduciosi le linee guida stabilite a Pechino.
- Venerdì 15 Gennaio 2010
FALLIMENTO O SALVATAGGGIO?
PROBLEMI E SOLUZIONI
APPLE - LUCI E OMBRE
ECONOMIA 2.0
L’AGENDA DEL GOVERNO E DEGLI ITALIANI
IL PIANO MONTI
LA RIFORMA: ARTICOLO 18, PROPOSTE, DIBATTITO
LA RIFORMA, I NUMERI, LE POLEMICHE
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
VITE STRAORDINARIE
DIETRO LE QUINTE
IL MADE IN ITALY DI SUCCESSO
AGENDA POLITICO-ECONOMICA DELLA SETTIMANA











UN ANNO DI ECONOMIA
IL MEGLIO DEL 2011
G20 di Cannes: i protagonisti e le loro sfide
Libia: i nostri interessi in gioco








Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 15 Gennaio 2010 alle 17:45 trap58 ha scritto:
Non sono un economista ma un semplice passante. Secondo me i quanti che si ostinano a fare previsioni sulla Cina vedono solo quello che i cinesi vogliono fargli vedere. Tutta l’economia è mossa dal governo centrale che controlla tramite i suoi funzionari periferici anche l’ultimo pelo del BdC. Questi non sono stupidi e lo stanno dimostrando. Inoltre, per esperienza diretta, i cinesi tutti, per approssimazione, apprendono in fretta e bene, adattando e migliorando al meglio per loro cio che apprendono: per esperienza diretta e in giro per il mondo.
Pertanto la loro economia andrà dove loro vogliono fala andare. Se decidono di crescere a 2 cifre, crescono, se decidono di rallentare, rallentano. Se noi diciamo che gli scoppieranno le bolle, loro ne faranno foruncoli da morbillo. Guardate come hanno reagito alla crisi: non mi sembra siano in ginocchio, nonostante tutto e tutti.
Valuare e scrivere previsioni sulla Cina è facile, sui Cinesi un po’ meno.
Il 17 Gennaio 2010 alle 2:23 jimmie01 ha scritto:
Si’, la Cina va bene perche’ gli operai son pagati due dollari al giorno. Perche’ credi che tutti vadano aprodurre in quel Paese? E perche’ avvelena il prossimo suo dopo aver avvelenato il proprio popolo. Si dice niente in Italia del Cadmio contenuto in alcuni prodotti esportati? Che prima di essere toccati dal consumatore estero con toccati dai lavoranti cinesi? E il governo deve decidere se il proprio popolo puo’ viaggiare su internet? Classico esempio di democrazia propletaria!! Ai cinesi i dissidenti danno tanto fastidio che li mandano ancora nei campi di rieducazione. Quando non li uccidono in pubblica piazza. Che mi dici di piazza Tien A Men? Ah, gia’, dei morti del comunismo, te non parli mai. Te parli solo dei morti causati dal capitalismo. Quanto al resto, concordo. Non e’ che si possano far previsioni a lungo termine. Tanto piu’ ad opera di imbecilli che non han saputo prevedere nessuna delle bolle ultime venture. A partire da quella Hi Tech della fine degli anni novanta. Uno schifo!!! Che vadano a trovarsi un lavoro!!! A me non mi fanno fesso. I miei soldi ( che non son tanti, ma son sudati ) son al sicuro. Il prossimo botto lo fara’ il mercato dell’ oro e la borsa qui negli USA. Vedrai quanti poveri allocchi ci rimetteranno le penne. Ricordi i commenti all’ aticolo su quel certo Sig. Pellegrini? Copiali e incollali qui.
Il 17 Gennaio 2010 alle 17:08 jimmie01 ha scritto:
Pelligrini e’ uno che gestisce i soldi di tutti. Da tutto il mondo la gente puo’ chiedere a lui e ad altri migliaia come lui di investire bene i risparmi. Io parlo delle bolle USA perche’ conosco questa realta’ direttamente. M ale bole ci sono e scoppiano in tutto il mondo. Queste son create ad arte dal solito ristretto numero di furbastri, che san bene quando farle scoppiare. E i poveracci che credono nei guadagni facili ci rimettono le penne. LA DEMOCRAZIA FINANZIARIA NON ESISTE.
Il 17 Gennaio 2010 alle 17:13 jimmie01 ha scritto:
Comunque, continua a sognare. Il giorno che gli USA saranno finiti, il resto del mondo non esistera’ piu’ da tempo.
Il 17 Gennaio 2010 alle 17:14 jimmie01 ha scritto:
C’e’ qualcosa che mi sfugge. Cosa c’entra Los Angeles con i morti di Tien a Men? Spiegati.
Il 17 Gennaio 2010 alle 23:52 jimmie01 ha scritto:
E si’ i cinesi vanno avanti come treni. Gli orientali si trastullano con la produzione ( ancora prototipale ) di treni ultraveloci, mentre gli USA MANDANO UOMINI A FARSI GITE NELLO SPAZIO CON LO SHUTTLE!!! Pensa un po’ te!!! Ma a chi frega piu’ dei treni ultraveloci!!! Per quel che so un viaggio sul Pendolino da Roma a Milano costa piu’ di un biglietto aereo. E l’ aereo impiega meno tempo del treno. Anche se questo viaggiasse a 400 km l’ ora!!!! Ah! Si’, che gran futuro hanno i treni ultraveloci!!!!
Il 18 Gennaio 2010 alle 0:01 jimmie01 ha scritto:
Stai forse parlando della rivolta dei neri sulla West Coast di quasi venti anni fa’? Se e’ questo, stai facendo i salti mortali per difendere la Cina. La rivolta aveva riscontri razziali. I neri si sentivano vittime della brutalita’ della polizia e reagirono violentemente. GLI STUDENTI IN PIAZZA TIEN A MEN STAVANO PROTESTANDO PACIFICAMENTE CONTRO LE CENSURE E L’OPRESSIONE DEL REGIME. Pensavo che per i comunisti la violenza non e’ mai giustificata. O forse lo e’ solo a senso unico. Poi come hai detto tu, da una parte ci fu rivolta politica e dall’ altra ” rottura di palle “. E te fai anche il confronto!!!! A proposito, non mi sembra che i neri abbiano protestato un mese fa’ quando uno di loro ha ucciso a sangue freddo quattro poliziotti bianchi che stavano bevendo un caffe’ al bar prima di iniziare il turno di lavoro. Al Sharpton, Jessie Jackson e tutto il ciarpame dei loro amici non si son fatti vivi con le famiglie delle vittime.
Il 18 Gennaio 2010 alle 0:09 jimmie01 ha scritto:
E si, siamo proprio fermi ai convogli a velocita’ lumaca. La culla della ricerca tecnologica e’ qui’. Se lo dovessi dimenticare, guarda al computer che hai davanti. E’ stato inventato negli USA mica in Cina o altrove nel mondo!!! Ti dice niente il nome Bill Gates? Questi costrui’ il primo PC quando aveva 15 anni nel garage di casa sua. Che si trova negli USA, non presso la grande muraglia cinese o nei pressi della Piazza Rossa!!
Il 18 Gennaio 2010 alle 4:33 jimmie01 ha scritto:
Gia’ per le masse serve la bicicletta o il riscio’!!! Apple? Ma scusa non e’ arrivata seconda dopo Gates? O mi sbaglio?
Il 18 Gennaio 2010 alle 4:34 jimmie01 ha scritto:
Confondi i luoghi di produzione con i luoghi di origine. La tecnologia sorge in USA. Le produzioni si fanno in Cina o altrove perche; la mano d’ opera non costa niente. E il piu’ delle volte la qualita’ fa schifo.
Il 18 Gennaio 2010 alle 4:38 jimmie01 ha scritto:
Lo Shuttle non serve ad un cazzo per le masse? E cosa credi che vadano a fare nello spazio se non c’e’ un ritorno scientifico ed economico per il Paese. Non vanno mica a villeggiare!!!
Il 18 Gennaio 2010 alle 4:44 jimmie01 ha scritto:
Va’, adesso mi vado a vedere un po’ di TV. Sai dirmi chi inveto’ la TV, Enrico?
Il 18 Gennaio 2010 alle 4:51 jimmie01 ha scritto:
Non impazzire. Te lo dico io. Il tutto inizio’ con una persona di nome Abbe ( Abba? ) Caselli e termino’ ad una mostra di prodotti elettrici a Parigi quando un russo, di cui non ricordo il nome, per la prima volta uso’ il termine televisione. Di mezzo ci furono anni in cui molti furono i contributi di innumerevoli personaggi. Stammi bene.
Il 18 Gennaio 2010 alle 19:19 indigesto ha scritto:
Gentile Professoressa, premesso che non sono un economista, ma ho la sensazione di aver letto troppe sciocchezze nei commenti precedenti. L’impressione che ho dell’economia cinese eche stia puntando tutto sulla produzione, con criteri che da noi sono considerati illegali, e invadendo il mondo con prodotti illegali e con metodi di esportazione anch’essi illegali. Ora si sa, soprattutto nel campo tecnologico, il punto di forza di un’economia sta nell’innovazione e nella ricerca. Si fa presto a rendere intere produzioni obsolete immettendone sul mercato altre più tecnologicamente avanzate. Si ha l’impressione che la Cina segua, in maniera più spregiudicata, le orme del Giappone anni’60. Che questo produca ricchezza è indubbio ma che la prosperità di una nazione si misuri anche dall’equità con cui si distribuisce queste ricchezza al proprio interno è anch’esso fatto incontestabile. Cosa ne è delle campagne cinesi coi fenomeni di inurbanamento di cui sia ha notizia? In breve, non sarà questo un Paese che corre a due velocità. E quanto ne risentirà in futuro l’intera economia? Gli apprezzamenti di qualche economista USA non saranno un pò sornioni e di maniera?
Il 18 Gennaio 2010 alle 19:28 indigesto ha scritto:
Dimenticavo: della finanza, che solitamente è attività parassita dell’economia, si può tenere seriamente conto in tale contesto? fino a farne paramentro indiscutibile del progresso di una sana economia? Credo che siano risposte che hanno ancora bisogno di tempo per essere rese. E non escludo qualche sorpresa!
Il 19 Gennaio 2010 alle 12:41 indigesto ha scritto:
Non è tanto grave essere ignoranti quanto il non sapere di esserlo!
Il 20 Gennaio 2010 alle 19:22 indigesto ha scritto:
..e dove c’è arroganza x’è ignoranza!
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.