
Lehman Brothers fallita nel settembre 2008. Sede di New York (ansa)
La crisi finanziaria, che nel settembre 2008 ha sconquassato i colossi del credito americani, preoccupa ancora i banchieri, anche se ormai sembra destinata a diventare oggetto di studio per molti dottorati in economia. Il dibattito sulle regole nel mercato finanziario, tuttavia, non è stato abbandonato, all’estero come nel nostro paese. Quali consigli, dunque, per evitare disastri simili? Dalla rete, potremmo sintetizzarne tre.
Meno rischi in finanza
Il monito è della Banca dei regolamenti internazionali (Bri), durante l’ultimo meeting a Basilea, che ha individuato tre temi delicati: l’euforia dei mercati finanziari di questi mesi, il ritorno delle banche ad attività di trading ad alto rischio, il revival dei superbonus dei banchieri. Il timore dei banchieri centrali? Vedere nascere le stesse condizioni che hanno portato il sistema finanziario alla crisi globale.
Poche regole, ma più severe
Una soluzione, di ispirazione pragmatico – liberale, delineata dall’ex banchiere e ora senatore Giampiero Cantoni (Pdl) nel suo ultimo saggio Le banche e la crisi. Storia, etica, problemi, soluzioni (edizioni Spirali, 2010). “Trasparenza e correttezza delle condizioni competitive”, scrive l’ex presidente di BNL. “Sono imprescindibili princìpi di diritto: regole semplici, certe, ma severe”. E, infine, un punto di svolta per la funzione del banchiere: maggiore etica e responsabilità.
Il pericolo dell’azzardo morale
Così scrive Samuel Gregg (qui un saggio su Chicago Blog di Oscar Giannino):
“Il messaggio che le reazioni di numerosi Stati hanno trasmesso al mondo economico è questo: se siete abbastanza grossi (o se avete importanti relazioni con esponenti politici influenti) e vi comportate in modo irresponsabile, potete comunque attendervi che le autorità vi mettano al riparo dalle conseguenze delle vostre azioni. Quale altro messaggio potrebbero mai aver desunto società quali AIG, Citigroup, Royal Bank of Scotland, Lloyds e Bank of America dai vari salvataggi e dalle numerose nazionalizzazioni di fatto?”.
- Martedì 19 Gennaio 2010
FALLIMENTO O SALVATAGGGIO?
PROBLEMI E SOLUZIONI
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LA RIFORMA: ARTICOLO 18, PROPOSTE, DIBATTITO
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Commenti
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Il 19 Gennaio 2010 alle 20:43 nhico ha scritto:
Le banche invece di essere i catalizzatori dell’economia, le attente mammane delle attività nascenti, i tutori delle famiglie meno attrezzate nella gestione del proprio tesoretto ed i consiglieri fidati degli artigiani e delle piccole imprese, sono diventate delle slot machines. Dentro le loro mura è tutto un gioco d’azzardo. La peste bubbonica, ieri del subprime e oggi del subsecond , può continuare ad aggirarsi per i mercati mondiali e fagocitare ricchezze a volontà. Ma mentre questa epidemia infettava ed infetta le banche, i banchieri e le agenzie di rating brindano insieme ai loro lauti guadagni. Del poi senza preoccuparsi, avendo la certezza che ancora una volta a pagare sarà il solito Pantalone. Sarebbe,invece, giusto e santo che venissero aggrediti i loro patrimoni personali a parziale risarcimento delle perdite causate, perché chi mina la terra tutt’intono alla propria banca, mettendo in pericolo l’economia delle nazioni occidentali, merita questo e altro.
Il 11 Febbraio 2010 alle 18:01 Rating poco affidabili in periodi di crisi. E gli investitori lo sanno - Economia - Panorama.it ha scritto:
[...] delle agenzie di rating, insomma, entrata in discussione a seguito della crisi finanziaria, andrebbe dunque valutata con maggior cura tenendo conto della fase del ciclo creditizio. Lo [...]
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