
Uno dei caschi di Valentino Rossi - Epa - Frank Robichon
Non è bastato neanche il nono titolo mondiale di Valentino Rossi, da sempre il miglior testimonial di due marchi storici del motociclismo italiano: Dainese e Agv. Tute, accessori e caschi all’avanguardia nel mondo delle due ruote che dal 2010 saranno un po’ meno italiani: l’azienda di Molvena (Vi) ha infatti annunciato che cesserà la produzione in Italia per trasferirla in Tunisia, dove ha già due stabilimenti.
Un altro segno tangibile della crisi che colpisce anche aziende del Nord-est con marchi forti sul mercato internazionale. Secondo quanto riporta il Corriere del Veneto L’azienda di Molvena che possiede anche il marchio dei caschi di Valentino ha firmato l’accordo con la Provincia e i sindacati che prevede un anno di cassa integrazione straordinaria per 120 dipendenti (su 250 circa) e fra dodici mesi la mobilità e il licenziamento di circa 80 di questi.
Un colpo duro ma atteso, nel comune col reddito pro-capite più alto di tutto il Veneto. “Di fatto va a cessare la produzione di tute in Italia - ha spiegato il segretario generale della Filcem Cgil Giuseppe Sforza - eccetto una ristretta nicchia di qualche centinaio di capi. Il piano industriale presentato, comunque, ci sembra valido e l’azienda prevede di mettere in produzione entro fine anno le tute-airbag, ma questo comporterà solo l’assunzione di qualche tecnico. A noi hanno riferito che nel 2009 c’è stato un calo di fatturato del 25%, ma nel 2010 potrebbe andare ancora peggio: siamo molto preoccupati, inutile negarlo”.
Il cuore dell’azienda, assicura l’AD Franco Scanagatta, resterà italiano: la sede del vicentino si trasformerà da sede produttiva in sede di progettazione e ricerca. Ma il contraccolpo, anche a livello di immagine, è duro. Appena tre anni fa, Dainese aveva acquisito Agv, controllando così una produzione “dalla testa ai piedi” per i motociclisti, tutto Made in Italy. Nel 2008 il bilancio ha subito una forte contrazione ma era comunque positivo: utile di 700 mila euro seppur con un indebitamento di 33 milioni. Ma nel 2009 il prolungarsi della crisi ha colpito duro il settore e l’azienda si è vista costretta a decisioni drastiche.
- Martedì 19 Gennaio 2010
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