
Credits: LaPresse
Si sapeva che la crisi avrebbe lasciato sul terreno parecchie vittime, ma anche che dopo la fase di recessione le società che fossero state in grado di puntare sull’innovazione e di ristrutturarsi si sarebbero ritrovate più solide e forti di prima. In due parole, abbiamo avuto occasione di assistere a quella “distruzione creativa” di cui parlava l’economista austriaco Joseph Schumpeter.
Il settore dell’alta tecnologia non ha fatto eccezione alla regola. I dati relativi al 2009 che sono in fase di pubblicazione in questi giorni stanno fornendo i primi verdetti ed è tempo di tributare i giusti onori a chi ha saputo affrontare le difficoltà nella giusta maniera. Fra questi, la multinazionale olandese Philips.
La più grande azienda europea dell’elettronica, infatti, è ormai al di là del guado: i risultati dell’ultimo trimestre 2009 hanno confermato le previsioni degli analisti e i profitti sono saliti a quota 251 milioni di Euro. Un risultato che è frutto delle vendite in crescita sui mercati emergenti dell’Asia e del Sud America, del successo delle linee di prodotti di uso medico, ma soprattutto dei pesanti sacrifici decisi dall’azienda dodici mesi fa, quando vennero tagliati costi per settecento milioni. A farne le spese, purtroppo, furono i seimila lavoratori oggetto del piano di ristrutturazione.
Dietro la lavagna invece il gruppo svedese Ericsson. Il calo nei profitti registrato negli ultimi tre mesi è impressionante: il 92% in meno rispetto all’anno precedente, per un totale di una trentina di milioni – molto meno anche delle previsioni, secondo cui si sarebbero piazzati a circa duecentocinquanta. Colpa del calo della domanda mondiale di servizi GSM e del mancato decollo di quella di reti a banda larga per cellulari, ma soprattutto della concorrenza orientale.
La cinese Huawei, infatti ha sottratto importanti commissioni alla multinazionale svedese. La ristrutturazione avviata l’anno scorso, che era costata il posto di lavoro a cinquemila persone, non è bastata. Ora Ericsson ha annunciato che rinuncerà ad altri 1500 dipendenti. Insomma, comunque vada, ad avere la peggio sono sempre i livelli occupazionali.
- Lunedì 25 Gennaio 2010
EURO SI O NO?
STRATEGIE E NUMERI DELLA BIG IPO
COME SI CALCOLA
LA CRISI IN CIFRE
FAME, DISOCCUPAZIONE, NUOVI POVERI
ECONOMIA 2.0
IL PIANO MONTI
LA RIFORMA: ARTICOLO 18, PROPOSTE, DIBATTITO
LA RIFORMA, I NUMERI, LE POLEMICHE
RIVOLUZIONE IN CORSO PER LA UE
START UP E IL NETWORK ITALIA-USA
APPLE - LUCI E OMBRE
FOTOGRAFIA EUROPEA 2012
IL GRAFICO DELLA SETTIMANA
VITE STRAORDINARIE
DIETRO LE QUINTE
IL MADE IN ITALY DI SUCCESSO










IL MEGLIO DEL 2011
G20 di Cannes: i protagonisti e le loro sfide






Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.