
World Economic Forum 2010 a Davos (Ansa)
C’è una relazione tra le dimensioni di una banca e il crack della finanza? Secondo il team del presidente Usa, Barack Obama, questa connessione c’è, tant’è che ha varato un piano anti-crisi (accolto dal Financial stability board) che prevede, appunto, strumenti per ridimensionare le grandi banche e limitare le attività di trading, evitando così che ci siano istituti finanziari talmente grandi da “non fallire” e che, forti delle loro dimensioni, non si preoccupino di un’eccessiva spericolatezza negli investimenti. Non tutti però sono d’accordo. E la discussione infiamma il World Economic Forum 2010, in programma in questi giorni a Davos (Svizzera). Possiamo riassumere tre punti di vista.
Gli intransigenti
Per l’economista Nouriel Roubini la strada indicata da Obama è quella giusta e, anzi, occorre seguirla, ma con una maggiore severità, soprattutto nel separare nettamente le attività di banca commerciale e di banca di investimento.
Gli scettici
C’è anche chi apprezza il piano dell’amministrazione Usa, che il presidente della Bce Jean Claude Trichet ha detto essere in linea con le direttive auspicate da Francoforte, ma lo considera ancora prematuro. Come il finanziere George Soros: pur con la separazione delle attività, “le banche di investimento resteranno ancora troppo grandi per fallire”, ha spiegato.
I contrari
A preoccuparsi sono soprattutto i banchieri. Se le banche sono grandi, ha detto durante un dibattito il presidente di Barclays, Robert Diamond, è perché così che vogliono clienti e mercato: ”Non vedo alcuna prova che dimostri che una riduzione delle dimensioni delle banche sia una giusta soluzione per evitare un’altra crisi finanziaria”. E dietro l’angolo, c’è il pericolo di una fuga di massa degli investitori, come ha sottolineato David Rubenstein, direttore generale del fondo Carlyle Group, di fronte alla “possibilità di una reazione del governo degli Stati Uniti che porti ad una sovraregolamentazione”.
Qui una lista delle 50 banche più grandi al mondo (The Banker - Thomson Reuters).
- Venerdì 29 Gennaio 2010
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