- Tags: inflazione, Ocse, potere-dacquisto, retribuzioni, salari, stipendi
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Buste paga italiane un po’ più pesanti nel 2009, grazie al blocco dell’inflazione. Ma sempre più leggere di quelle della maggioranza dei paesi industrializzati riuniti nell’Ocse. Vediamo i dati nel dettaglio: l’Istat, per l’anno appena trascorso, rivela che c’è stato un aumento tendenziale medio del 3% delle retribuzioni, con un tasso d’inflazione largamente inferiore, dello 0.8%.
Il che si traduce in un maggiore potere d’acquisto per gli italiani. Ma se andiamo a vedere il dato degli aumenti nel 2008, si nota che prima della crisi le retribuzioni erano aumentate del 3,5%, quindi mezzo punto in più che nel 2009, a fronte però di un’inflazione molto maggiore. Per quanto riguarda i vari settori, le retribuzioni sono cresciute su base annua dell’1,6% in agricoltura, del 3,6% nell’industria, del 2,2% nei servizi e del 2,6% nella pubblica amministrazione.
In un periodo di crisi generale un aumento delle retribuzioni medie è certo un dato positivo, ma non basta a far ben figurare l’Italia nel gruppo dei trenta paesi più industrializzati del mondo, l’Ocse.
Secondo le ultime classifiche siamo infatti al ventitreesimo posto quanto a stipendi medi. Davanti solo alla Repubblica Ceca, l’Ungheria, il Messico, la Nuova Zelanda, la Polonia, il Portogallo, la Slovacchia e la Turchia. E ben dietro alla maggioranza dei paesi Ue: i salari lordi sono in media inferiori del 32% rispetto all’area Euro. E a questo dato si aggiunge il peso non indifferente di tasse e contributi sociali. Il risultato? “Con un salario medio netto annuo che ammonta a 21.374 dollari, pari a poco più di 14.700 euro” si legge nell’ultimo rapporto dell’Eurispes, “il lavoratore italiano percepisce un compenso salariale che è inferiore del 44% rispetto al dipendente inglese, del 32% in meno di quello irlandese, il 28% in meno di un tedesco, il 19% in meno di un greco, il 18% in meno del cittadino francese e il 14% in meno di quello spagnolo”.
- Lunedì 1 Febbraio 2010
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Commenti
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Il 2 Febbraio 2010 alle 18:00 ermes1 ha scritto:
L’Italia dei telegiornali e maggioranza dei media non presenta un’ombra.
l’Italia viene mostra ai suoi cittadini con un volto sempre giovane e sorridente, ottimista per il futuro e spensierato.
Il debito pubblico? “Lo abbiamo sempre avuto”.
La disoccupazione altissima? “Stiamo meglio di altri paesi”.
La crisi economica? “Oramai è alle spalle”.
C’è stato un aumento tendenziale medio del 3% delle retribuzioni, con un tasso d’inflazione largamente inferiore, dello 0.8% questo significa maggiore ricchezza per le famiglie.
Il debito pubblico è fuori controllo, non è un modo di dire, nel 2009 ci siamo indebitati di 140 miliardi di euro in più. Siamo arrivati a 1.800 miliardi di debito, (ovvero 30.000,00 Euro circa per ogni cittadino italiano, compresi anche gli evasori).
Nel 2010 raggiungeremo i 2.000 e pagheremo circa 80 miliardi di interessi.
Con queste premesse emerge chiaro che il Governo non pensa al Paese, è impegnato da mesi a varare leggi su leggi per la riforma della giustizia.. (gli affari del premier al posto dei problemi reali di tutti gli italiani).
E’indecente non presentarsi in Parlamento a dire quali provvedimenti prendere, non guardare in faccia la realtà, consentendo un confronto di analisi e di proposte.
Non credo ci sia altro tempo da perdere, questa situazione stagnante può portare al default di un paese, con conseguenze drammatiche.
Una cosa di questo tipo e’ successa in Argentina, e recentemente in Islanda.
Il 14 Maggio 2010 alle 11:01 Notizie dai blog su I poveri finanziano i ricchi? Una tecnicalità ha scritto:
[...] Nel 2009 retribuzioni in salita. Ma gli stipendi sono tra i più bassi dell’Ocse Credits: LaPresse Buste paga italiane un po’ più pesanti nel 2009, grazie al blocco dell’inflazione . Ma sempre più leggere di quelle della maggioranza dei paesi industrializzati riuniti nell’Ocse. blog: canale economia | leggi l’articolo [...]
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