Uno studio di un economista del Mit e di una sua collega dell’Upjohn Institute for Employment Research invita a valutare con attenzione i vantaggi e gli svantaggi, per una persona disoccupata, nell’accettare un lavoro temporaneo.
La ricerca si è basata sui dati relativi a 37mila persone, fra il 1999 e il 2003 a Detroit.
In sintesi, i risultati indicano che le persone che hanno aspettato un lavoro a tempo indeterminato, dopo il periodo di disoccupazione, hanno registrato - nei due anni successivi - guadagni medi fra il 30 e il 50% maggiori di coloro che sono rientrati nel mondo del lavoro passando da un’agenzia interinale che offriva occupazioni a tempo determinato di breve periodo.
Come hanno spiegato i due autori dello studio, il lavoro temporaneo avrebbe due conseguenze:
1) Riduce il tempo libero da dedicare alla ricerca di un’occupazione di maggior valore.
2) Il legame con un’agenzia interinale tende a generare l’illusione che un lavoro stia sempre per arrivare. Dà al disoccupato la sensazione di stare facendo qualcosa per la propria condizione mentre in realtà sta soltanto ad aspettare. Gli permette di evitare di cercare lavoro: una delle attività che le persone odiano maggiormente fare.
Va detto che i casi analizzati riguardavano lavoratori con un profilo di istruzione e di specializzazione piuttosto basso. Gli autori sono però convinti che le conclusioni possano essere estese a tutte le tipologie di lavoro.
Gli autori non si azzardano a scoraggiare chi deve guadagnarsi da vivere dall’accettare lavori temporanei. Suggeriscono solo che quella non sia la via per arrivare a un a buona occupazione. In questo senso, forse, sottovalutano il vantaggio che spesso le occupazioni temporanee offrono in termini di “contatti” con aziende e nuovi colleghi. Sicuramente sopravvalutano le possibilità offerte dall’attuale mercato del lavoro, sia negli Stati Uniti, sia in Europa.
L’idea però è che chi ha buone carte da spendere sul mercato del lavoro farebbe meglio a provare a giocarsele a fondo avendo relazioni dirette con le aziende, piuttosto che accontentarsi della scorciatoia delle agenzie interinali: il risultato - con tutta probabilità - sarà nel medio/lungo periodo, decisamente migliore per la carriera del lavoratore.
- Giovedì 4 Febbraio 2010


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Commenti
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Il 4 Febbraio 2010 alle 20:00 pv21 ha scritto:
Il 2003 è un’altra era geologica dell’economia. La CRISI- Atto Secondo macina record di imprese a rischio chiusura e di disoccupati(posto fisso). Le variazioni decimali di alcuni indici fanno pensare ad un lungo periodo di stagnazione. Trovare un lavoro diventa pura sopravvivenza.
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