
Rosario Fiorello, testimonial Fiat - Ansa
Il balletto è finito. Il sostegno al consumo per il settore automobilistico da parte dello Stato non ci sarà. L’ha detto chiaramente ieri il ministro competente in materia, Claudio Scajola, per reagire alle voci di stampa che parlavano di un piano di mini-incentivi (dimezzati rispetto a quelli del 2009) in dirittura d’arrivo. Lo si era intuito però già dalle parole di Silvio Berlusconi, una risposta indiretta a Marchionne: “Il principale produttore (in Italia, ndr) non pare essere interessato”.
Sì invece ad aiuti a monte, per ricerca e sviluppo. E ad altri settori (macchine agricole, tessile, elettrodomestici). Una scelta che ha scontentato l‘Unrae: “Si è rallentato il mercato, in Italia non c’è solo Fiat, il settore occupa 400mila addetti”. Già, ma il gruppo torinese detta la linea e rimane l’interlocutore principale e significativamente ieri non ha commentato nonostante il dato negativo in borsa: -2,53%.
Il nodo rimane ancora quello di Termini Imerese: Fiat se ne andrà, ma avrà sicuramente voce in capitolo sul futuro dell’area siciliana. La giunta regionale siciliana è pronta a mettere sul piatto 350 milioni di euro ma vuole vincolare il futuro di Termini all’auto. Il che restringe le ipotesi sulla riqualificazione. Si è parlato anche di un possibile sbarco di Renault con un polo di sviluppo per auto elettriche, ma proprio queste ipotesi (come quella del finanziere Simone Cimino per l’auto solare) paiono le più indigeste per Montezemolo e soci.
Il senatore siciliano del Pd Giuseppe Lumia, citato oggi sul Secolo XIX, sostiene infatti che “la Fiat ha fatto capire che non vorrebbe un concorrente diretto“, per di più sostenuto da aiuti pubblici della Regione e dello Stato per l’auto elettrica o solare.
Intanto alcuni siciliani hanno scritto sulla pagina Facebook di Fiorello invitando lo showman a sostenerli nella protesta: “Caro Fiore, non dovresti fare spot per l’azienda che sta per mandare a casa migliaia di nostri conterranei”.
- Mercoledì 10 Febbraio 2010
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Commenti
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Il 10 Febbraio 2010 alle 20:12 pv21 ha scritto:
La produzione industriale è calata del 18%. Continua a segnare risultati negativi. La CRISI-Atto secondo macina record di famiglie indebitate e nuovi disoccupati. L’importante è riformare la Giustizia?
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