- Tags: burocrazia fiscale, contribuenti, costi, fisco, Irpef, partite Iva, tasse
- 6 commenti

Agenti della Guardia di Finanza - Ansa
Grande risalto è stato giustamente dato dai giornali ai dati diffusi dal Dipartimento delle Finanze secondo cui un italiano su tre (il 27% a essere precisi) non paga un euro di Irpef.
Ma ci sono altri dati interessanti su cui riflettere: sono quelli che rivelano quanto costa pagare le tasse, oltre all’importo dovuto, per artigiani, autonomi, professionisti e piccole aziende, le partite Iva in generale. Secondo una ricerca condotta per il sito Contribuenti.it dal KRLS Network of Business Ethics, il peso della burocrazia fiscale può raggiungere la cifra di 4900 euro l’anno.
Una specie di tassa aggiuntiva, che comprende tutti i costi per la compilazione della dichiarazione dei redditi, IVA e sostituti d’imposta, degli studi di settore, del calcolo del redditometro, del disbrigo delle pratiche fiscali, del costo per l’acquisto dei software fiscali, della tenuta della contabilità, della trasmissione telematica, della gestione dei crediti fiscali e degli avvisi bonari, delle istanze in autotutela, del contenzioso tributario, degli adempimenti per la privacy e per l’antiriciclaggio e della formazione del personale per gli adempimenti in materia contabile e fiscale.
Costi che incidono in maniera rilevante sulle imprese, specie se piccole. E fanno impressione se paragonati a quelli del resto d’Europa: 1320 euro è quanto spendono in media i francesi, 1290 euro i britannici, 1080 euro in Olanda e la palma di burocrazia più soft va agli svedesi con soli 850 euro. Certo, il costo della burocrazia non può servire da scusa per giustificare l’evasione fiscale, ma può servire a spiegarne una delle tante cause. Resta il fatto che a causa dell’estensione del fenomeno in Italia, chi le tasse le paga deve subire una pressione fiscale maggiore, che si può calcolare in 3000 euro l’anno, secondo la Cgil.
- Giovedì 18 Febbraio 2010
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Commenti
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Il 18 Febbraio 2010 alle 20:02 pv21 ha scritto:
Parliamo di dipendenti e pensionati. Di quanto cresce il reddito in base all’aumento del costo della vita. Poi parliamo dell’effetto fiscale diretto e contemporaneo: riduzione assegni familiari e riduzione detrazioni (reddito e carichi familiari). Scopriremmo che di quanto ricevuto per compensare l’aumento del costo della vita resta in tasca, se va bene, il 50%. In compenso gli “evasori” fanno affari FINO ALL’ULTIMO SCUDO FISCALE che …
http://forum.wineuropa.it
Il 18 Febbraio 2010 alle 21:46 carlo.tosi ha scritto:
MA VA!!! Hanno scoperto l’acqua calda!!!
Come in moltissimi altri settori, nei confronti con il resto del mondo civile, usciamo nettamente sconfitti ed umiliati. Abbiamo sempre i costi più alti per tutti i servizi ed in cambio la qualità più bassa degli stessi. Anche e sopratutto in tema fiscale sono dolori. Chi ha la busta paga (quando ce l’ha), paga una % esagerata di tasse, per mantenere uno stato ed una classe dirigente avidi, ingordi, parassiti ed inefficienti, quando non ladri e corrotti. Ma per l’evasione fiscale, c’è poco da sperare! Finchè domina il nostro amico piccoletto, non ci sono speranze. (pochissime in verità anche se governasse la sinistra). Lo sappiamo bene che ha un occhio di riguardo per gli evasori fiscali, quasi sempre suoi sostenitori, tanto da arrivare a dire che “il lavoro nero fa bene all’economia”.
CORAGGIO ITALIA, STRINGIAMO DENTI E CINGHIA ED AVANTI A PAGARE!!!
Il 21 Febbraio 2010 alle 10:30 liongi ha scritto:
“Divide et impera”: dividi e governa: non capisco perché si continui a parlar bene di chi ha la busta paga e male di chi lavora in proprio. Questa è una barca che fa acqua da tuttie le parti: scafo, prua e poppa. Vero che le tasse sono esagerate e che gli sperperi per il malgoverno e malcostume sono infiniti e che nessuno riesce a porvi rimedio perché se stoppi da una parte poi devi farci i conti alle elezioni. Altra verità è che noi non abbiamo una coscienza nazionale, educazione civica, rispetto degli altri. Punto. Ogni governo che va su si barcamena cercando di fare il minimo indispensabile per non turbare quella sorta di quiete che domina la scena politica. Questi sicuramente fanno più di quelli che li hanno preceduti ( e più incapaci ed inetti non li ho ancora visti-parlo dell’ultimo governo di arraffoni)ma non basta.
Allora perché non pensiamo a qualcosa di diverso, magari impegnandoci un pò di più a controllarre i nostri mandatari? Possiamo anche organizzare uno sciopero fiscale, sapete? O magari non andare a votare e vedere cosa succede ma per far questo bisogna essere uniti. Invece qui ognuno pensa ai propri affari, caro Fumagalli sempre incazzato e spesso fuori pista! L’Italia (non) è fatta. Ora facciamo gli italiani!! E’ da mò !!!!
Il 3 Marzo 2010 alle 13:31 Nove miliardi dalla lotta all’evasione, i perché di un record - Economia - Panorama.it ha scritto:
[...] in Italia rimane molto alta (come dimostra la raccolta ingente dello Scudo fiscale) e una semplificazione della burocrazia fiscale (una vera e propria tassa aggiuntiva per gli autonomi) sarebbe altrettanto efficace di un aumento [...]
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