Nubi sull’economia della Gran Bretagna

Credits: LaPresse

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Quella dell’ultimo biennio è stata la peggior recessione nella storia recente del Regno Unito. Il Prodotto interno lordo, infatti, è sceso per diciotto mesi consecutivi, registrando un calo complessivo del 6%, e solo nell’ultimo trimestre del 2009 si è intravisto uno spiraglio di ripresa con una crescita dello 0,1%. Per farsi un’idea, basti pensare che la peggior recessione degli ultimi trent’anni, quella del 1980, durò 15 mesi e comportò una contrazione del Pil del 4,9%, oltre a preludere alla stagione di privatizzazioni e deregolamentazione ispirata dalla Lady di Ferro, Margaret Thatcher.

Anche le previsioni per il futuro sono appena state riviste al ribasso dal Governatore della Banca d’Inghilterra, Mervyn King: crescita sarà, ma rallentata per un paio d’anni, fino a raggiungere il 3,2% nel 2011 (assai meno del 4% pronosticato dallo stesso Governatore qualche mese prima). In poche parole, occorrerà parecchio tempo perché l’economia britannica torni sul giusto binario, anche perché i fondamentali macroeconomici non appaiono affatto in ordine.

Innanzitutto, l’inflazione galoppa. A gennaio ha toccato il 3,5% su base annua, in crescita dello 0,6% rispetto a dicembre, spinta dalla fine delle esenzioni fiscali e dalla crescita del prezzo del petrolio. Preoccupa anche il mondo del lavoro, visto che i disoccupati sono ormai quasi due milioni e mezzo, di cui quasi settecentomila quelli di lunga durata – il dato peggiore degli ultimi quattordici anni.

A questo si aggiungono finanze pubbliche dissestate a causa del massiccio intervento deciso dall’esecutivo in funzione anticrisi. Le entrate fiscali sono diminuite dell’11,8% rispetto all’anno scorso, spingendo in alto il deficit di bilancio e l’indebitamento, che nel 2010 dovrebbe superare il 12% del PIL – lo stesso livello della Grecia.

Per far fronte alla situazione, occorrerebbero tagli alle spese e riforme che il governo in carica potrebbe non avere il coraggio di fare alla vigilia della tornata elettorale di giugno, che ne deciderà il destino: del resto, il Ministro delle Finanze, Alistair Darling, parla di un programma di lotta al deficit da realizzarsi nel 2014.

Commenti

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Il 20 Febbraio 2010 alle 17:28 pv21 ha scritto:

Ora siamo tutti più tranquilli. Sappiamo che gli inglesi non hanno niente da ridere e questo ci fa più sereni. Compreso il boom di CIGS per imprese in ristrutturazione. Nel paese del “Barbiere e il Lupo” i problemi si risolvono arrangiandosi. E allora diamoci da fare ..
http://forum.wineuropa.it

Il 22 Aprile 2010 alle 8:30 Gran Bretagna: presto l’Euro potrebbe sostituire la Sterlina - Economia - Panorama.it ha scritto:

[...] all’Euro, che nelle sue intenzioni permetterebbe all’economia britannica di uscire dalle difficoltà che continuano ad [...]

Il 23 Aprile 2010 alle 16:53 Circolo Luce Del Sud » Gran Bretagna: presto l’Euro potrebbe sostituire la Sterlina ha scritto:

[...] all’Euro, che nelle sue intenzioni permetterebbe all’economia britannica di uscire dalle difficoltà che continuano ad [...]

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Giampiero Cantoni
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