Disoccupazione, l’esercito degli scoraggiati

Lavoratori dell'Alcoa in sciopero a Cagliari - Ansa

Lavoratori dell'Alcoa in sciopero a Cagliari - Ansa

Ci sono vari modi di leggere i dati diffusi periodicamente dagli istituti di statistica che riguardano l’occupazione in Italia e in Europa. In genere si dà risalto alla percentuale del tasso di disoccupazione: secondo quanto ha reso noto l’Istat oggi questo dato è ancora in crescita, nonostante la ripresa dell’economia. A gennaio si attesta sull’ 8,6% in crescita rispetto a dicembre dello 0,2% e per il quarto mese consecutivo la cifra globale supera i 2 milioni. E la crescita su base annua è del 18,5%.

I due milioni di senza lavoro in realtà sono persone che lo hanno perso recentemente o sono alla ricerca attiva di un’occupazione. Nella cifra non vengono inclusi i lavoratori in cassa integrazione, come invece vorrebbero Confindustria e Cgil. Questo dato, per l’Italia, nonostante la recessione, è migliore che in molti altri paesi dell’ Unione Europea, dove a gennaio il tasso rilevato è del 9,9%. Con punte in Spagna del 19% e in Lettonia del 22%.

Ma c’è un altro dato che invece dovrebbe far preoccupare per le sorti dell’economia italiana ed è quello degli “inattivi”.  Persone in età da lavoro che, scoraggiate dagli scarsi risultati, hanno smesso di cercarlo attivamente. Il tasso di inattività tra i 15 e i 64 anni arriva nel mese di gennaio al 37,7%, in rialzo di un decimo di punto rispetto a dicembre.

Il tasso di inattività tra le donne è quello più alto: raggiunge il 48,9% ed è superiore di oltre 22 punti percentuali al 26,4% che si registra tra gli uomini. Sommando disoccupati e inattivi la manodopera inutilizzata conta 17,015 milioni di persone.

Il dato è quindi parecchio alto anche se bisogna valutare il non trascurabile peso del lavoro nero, sul quale ovviamente non esistono dati certi. E il numero di studenti non ancora entrati nel mondo del lavoro. Una maggiore attenzione all’emersione del lavoro nero e all’occupazione femminile, soprattutto al Sud, sono le due emergenze su cui si dovrebbe lavorare per l’occupazione in Italia.

Commenti

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Il 1 Marzo 2010 alle 20:22 erik36 ha scritto:

Emanuele, in compenso è aumentata l’evasione fiscale, poarola di Draghi, che vuoi di più, che aumenti tutto?

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richard-branson




Giampiero Cantoni
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