
Mark Zuckerberg (Credits: LaPresse)
Il fenomeno Facebook sta per travolgere anche Wall Street? Considerando che il fatturato del social network più famoso del pianeta ha toccato i 300 milioni di dollari nel 2008, ha sfiorato i 700 nel 2009, e sembra destinato a superare il milione nel 2010, non sorprende sapere che la piattaforma di Mark Zuckerberg sia stata recentemente presa di mira da investitori che sperano di riuscire a convincere il padrino di Facebook a pianificane nel breve periodo la quotazione in borsa.
La prospettiva di una quotazione sembra però non convincere Zuckerberg, che nel corso di un’intervista al Wall Street Journal ha dichiarato la “disponibilità a prendere in considerazione la possibilità di una quotazione in borsa ma senza fretta, e soprattuto senza scadenze da rispettare”. Affermazioni, queste, che non hanno scoraggiato analisti, investitori e utenti di Facebook a immaginare le possibili date dello sbarco a Wall Street e il valore presunto di una simile iniziativa.
La priorità del venticinquenne americano resta invece quella di continuare ad attrarre inserzionisti per incrementare ulteriormente i ricavi pubblicitari. Del resto, buona parte delle entrate del 2009 sono arrivate dalla diversificazione degli annunci pubblicitari: 350 milioni di dollari per il Performance Advertising e 250 per il Brand Advertising. Cinquanta derivanti da ricavi pubblicitari gestiti da Microsoft e “solo” dieci per la vendita di gadget e accessori virtuali da utilizzare nei vari programmi ospitati dal social network. Del resto, non avendo bisogno di capitali Facebook può permettersi di valutare con calma i pro e i contro di una quotazione.
Gli analisti sono convinti che l’aver dimostrato di saper monetizzare così bene il traffico generato dai 400 milioni di utenti registrati al portale renda la quotazione in borsa un successo assicurato. Ecco perché stimano che Zuckerberg si farà convincere ad approdare a Wall Street entro il 2011, forte di una capitalizzazione stimata sui 35 e i 40 miliardi di dollari e una quota di circa trenta dollari per azione. Previsioni ancora più ottimistiche immaginano per il 2015 una capitalizzazione di 100 miliardi di dollari. In entrambi i casi molto di più dei 27 miliardi di Google ai tempi della sua quotazione (2004).
Le aspettative sui profitti di Facebook sono talmente elevate che Zuckerberg di certo non farebbe fatica a trovare azionisti. Ma il venticinquenne americano teme soprattutto che la quotazione in borsa possa ridurre la flesibilità dell’azienda oltre che limitare le sue libertà decisionali. Oggi, però, dovrebbe quanto meno ritenersi soddisfatto di registrare, insieme a ricavi pubblicitari raddoppiati, l’ennesimo consolidamento di valutazioni di mercato molto positive sul futuro di Facebook.
- Venerdì 5 Marzo 2010
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Commenti
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Il 6 Marzo 2010 alle 21:39 indigesto ha scritto:
A volte basta una intuizione. Credo che il Web ne permetta molte altre, gentile Professoressa. Tutto è pensarci. Cordiali saluti.
Il 8 Marzo 2010 alle 13:13 Panorama News 8 marzo 2010 - Iniziative - Panorama.it ha scritto:
[...] Facebook vale 40 miliardi di dollari [...]
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